Erbe e pianteCorteccia di china: l’amaro rimedio che ha cambiato la storia del mondo?
- Henryk Różański — Kora chinowa – Cortex Cinchonae i chinina
- Henryk Różański — Wybrane preparaty roślinne w leczeniu arytmii serca (Antiarrhythmica).
- Paul Clayton — Twoje oszukane serce
- Cinchona bark and quinine in the Portuguese official pharmacopoeias (1794-2001). · Pharmazie 2022
- Quinine in Otology and Neurotology: Ototoxicity and Historic Role in Therapy. · Otol Neurotol 2021
- Reflections on quinine and its importance in dermatology today. · Clin Dermatol 2021
- [In the wake of Alphonse Laveran]. · Med Trop Sante Int 2023
- What Historical Records Teach Us about the Discovery of Quinine. · Am J Trop Med Hyg 2023
- Quinine for cramps. · Aust Fam Physician 1998
La corteccia di china veniva usata contro la febbre, la mancanza di appetito e i problemi digestivi, oltre che per fare gargarismi e medicare le ferite.
- La corteccia serviva anche a preparare rimedi amari, tonici, astringenti e disinfettanti, e a proteggere la pelle dai raggi UV.
- Veniva usata anche in caso di dolori del parto lievi; un tempo il tannato di chinina veniva somministrato ai bambini contro la pertosse e usato contro la diarrea.
- In passato, chinina, tintura di china e corteccia di china in polvere venivano usate anche per trattare i disturbi del ritmo cardiaco.
Cosa scrivono gli autori
La corteccia di china veniva usata per preparare rimedi amari, tonici, astringenti, disinfettanti e antipiretici.
Gli estratti della corteccia venivano usati contro le infiammazioni della gola e della bocca, la dispepsia, l’esaurimento, la debolezza e la clorosi.
Anche il decotto e la tintura della corteccia venivano usati per impacchi su ferite, piaghe da decubito e ulcerazioni cutanee; l’acqua di china veniva strofinata sul cuoio capelluto contro la calvizie.
I preparati a base di corteccia venivano usati contro il raffreddore, la febbre, l’influenza, la debolezza, la mancanza di appetito, la dispepsia, la enterite, la diarrea, l’anemia e i disturbi mestruali.
La chinina veniva usata contro la malaria, soprattutto per prevenire gli attacchi quotidiani e la febbre terzana.
Il cloridrato di chinina veniva usato contro le nevralgie, la malaria, i dolori del parto lievi e le emorragie durante il parto; veniva impiegato anche come antipiretico e analgesico.
In passato il tannato di chinina veniva somministrato ai bambini affetti da pertosse e usato contro la diarrea.
In passato, chinina, tintura di china e corteccia di china in polvere venivano usate anche per trattare le aritmie.
La chinina era più efficace contro la malaria, mentre la chinidina era più efficace contro i disturbi del ritmo cardiaco.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 6 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 86.
La corteccia di china e la chinina venivano usate per trattare le febbri intermittenti.
Obiettivo dello studio: La corteccia di china (corteccia di piante del genere Cinchona con attività antimalarica) e il suo alcaloide, la chinina, venivano ampiamente usati per trattare le febbri intermittenti. Questo studio mira ad analizzare quantitativamente la presenza della corteccia di china, della chinina e di altre sostanze derivate dalla corteccia di china nelle farmacopee ufficiali portoghesi pubblicate tra il 1794 e il 2001.
Risultati: L’analisi ha mostrato che la Pharmacopêa Portugueza (1876) è la farmacopea ufficiale portoghese con la percentuale più alta di medicinali contenenti corteccia di china (2,61%). La Farmacopeia Portuguesa IV (1935) è la farmacopea ufficiale con la percentuale più alta di medicinali contenenti chinina (2,34%). I medicinali a base di corteccia di china sono presenti nelle farmacopee ufficiali portoghesi fino alla Farmacopeia Portuguesa IV (1946). I medicinali a base di chinina sono presenti nelle farmacopee ufficiali portoghesi dal Codigo Pharmaceutico Lusitano (1835).
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La chinina veniva usata per i disturbi dell’orecchio e del sistema dell’equilibrio, anche come analgesico.
Obiettivo dello studio: La chinina, un alcaloide antimalarico derivato dalla corteccia di china, è nota per essere ototossica. Isolata e denominata nel 1820 dagli scienziati francesi Pierre-Joseph Pelletier e Joseph-Bienaimé Caventou, è stata poi impiegata per trattare diverse malattie. All’inizio del XX secolo la chinina veniva anche raccomandata come anestetico locale negli interventi chirurgici.
Risultati: La prima segnalazione nota di ototossicità della chinina risale al 1824. La chinina aveva anche un ruolo terapeutico in otologia e neurotologia ed era usata per le sue proprietà analgesiche. Veniva impiegata per la malattia di Ménière, le vertigini, l’otalgia, l’otite media purulenta, la nevralgia del plesso timpanico, i foruncoli del condotto uditivo e l’herpes zoster del padiglione auricolare. Nel XIX secolo la chinina era riconosciuta come farmaco ototossico. Veniva usata per diversi disturbi otologici, sia come analgesico (per l’herpes zoster e l’otalgia), sia come agente terapeutico (per la malattia di Ménière, le vertigini, l’otite media purulenta e i foruncoli del condotto uditivo). Questo studio mostra che, analogamente alla gentamicina, la chinina veniva usata nella malattia di Ménière proprio per i suoi effetti ototossici.
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La chinina veniva usata, tra l’altro, come antipiretico e analgesico e per trattare la malaria.
Obiettivo dello studio: La chinina e il suo isomero D, la chinidina, sono usate in medicina in Europa dal XVII secolo. In origine furono trovate nella corteccia dell’albero di china, nelle foreste delle Ande.
Risultati: La chinina è disponibile senza ricetta in molti paesi ed è presente nell’acqua tonica. Molti utilizzatori ritengono che sia benefica e innocua e la considerano un integratore alimentare. In passato, i dermatologi erano spesso i primi a riconoscere le malattie causate da questi farmaci, grazie alla comparsa precoce di dermatiti o petecchie. Sebbene l’uso medico di questi farmaci sia diminuito notevolmente, le eruzioni cutanee possono ancora essere causate dalla chinina e i pazienti potrebbero persino non sapere di assumere questo farmaco.
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La corteccia di china e la chinina venivano usate per trattare la malaria.
Obiettivo dello studio: Alphonse Laveran (Premio Nobel 1907) ebbe un ruolo pionieristico nella scoperta dell’agente causale della malaria, una malattia esistente da tempo immemorabile e a lungo emblematica della teoria dei miasmi fino alla fine del XIX secolo. Nel 1880 questo medico militare, allora sconosciuto, scoprì il ruolo di un ematozoo nella malaria, che fu chiamato Plasmodium.
Risultati: Fu il primo protozoo scoperto in una malattia infettiva, in un periodo in cui si sospettava soprattutto la presenza di batteri. Questa importante scoperta portò a identificare il ruolo delle zanzare nella diffusione della malaria, grazie a Ronald Ross (Premio Nobel 1902) e Battista Grassi. Per molto tempo la ricorrenza degli attacchi di malaria nel corso degli anni rimase un enigma, risolto solo dopo la Seconda guerra mondiale con la scoperta del ciclo esoeritrocitario del Plasmodium. Si fecero quindi progressi nel trattamento, dalla corteccia di china, alla chinina e alla clorochina, fino alla recente scoperta dell’artemisinina nel 1972 da parte della ricercatrice cinese Tu Youyou (Premio Nobel 2015).
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La corteccia di china veniva usata per trattare la malaria e le febbri simili alla malaria.
Obiettivo dello studio: L’origine peruviana della chinina rimane un mistero a causa della mancanza di dati primari, in particolare di quelli prodotti dai gesuiti che lavoravano in Perù. La scoperta della corteccia di china e del suo uso nel trattamento della malaria deve essere avvenuta grazie ai gesuiti, che lavoravano con le popolazioni andine indigene, il popolo quechua, e appresero che la corteccia dell’albero di china poteva essere usata contro i brividi.
Risultati: Un indizio viene dai gesuiti, che parlarono con le popolazioni andine e appresero l’uso della chinina. Ma veniva usata contro la febbre? Perché i gesuiti la provarono contro le febbri terzane o quartane, che potevano essere causate dalla malaria? La lacuna nelle nostre conoscenze potrà essere colmata solo con il ritrovamento di documenti scritti dai gesuiti sull’uso della chinina contro la malaria.
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La chinina veniva usata contro la febbre malarica e, nei paesi occidentali, anche contro i crampi muscolari.
Obiettivo dello studio: La corteccia dell’albero di china veniva usata dagli Inca del Sud America per trattare le febbri tropicali. Fu portata in Europa dai sacerdoti gesuiti e usata erroneamente per trattare ogni tipo di febbre. A causa del costo e della scarsa disponibilità, gli speziali trovarono nella corteccia di salice un antipiretico alternativo. In seguito furono isolati i salicilati dal salice e la chinina dalla corteccia di china.
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