Dieta e alimentazioneCeliachia: il glutine fa male a tutti o solo a chi è malato?
- Henryk Różański — Gluten w pożywieniu
- Jerzy Zięba — Co Cię nie zabije, to Cię wzmocni
- Jerzy Zięba — Glifosat w płodach rolnych
- Hubert Czerniak — Maślan Sodu - Polecam sklep E-Remedium
- Coeliac disease: beyond genetic susceptibility and gluten. A narrative review. · Ann Med 2019
- Coeliac disease. · Lancet 2022
- Coeliac disease and gluten sensitivity. · J Intern Med 2011
- The Oslo definitions for coeliac disease and related terms. · Gut 2013
- A Comprehensive Review of Celiac Disease/Gluten-Sensitive Enteropathies. · Clin Rev Allergy Immunol 2019
- Celiac Disease, Gluten Sensitivity, and Diet Management. · Curr Gastroenterol Rep 2024
- Orthomolecular Medicine News Service — Nutritional Treatments for Multiple Sclerosis
- Orthomolecular Medicine News Service — Food Allergy, Gluten Sensitivity and Celiac Disease
- Orthomolecular Medicine News Service — Unveiling the Corporate Agenda Behind the Global Plant-Based Food Movement
Henryk Różański sottolinea che il glutine non fa bene a tutti e consiglia una dieta senza glutine o a basso contenuto di glutine, tra gli altri, alle persone affette da celiachia.
- Jerzy Zięba ritiene che il glutine possa rendere l’intestino permeabile, ma che sia uno dei diversi possibili fattori.
- Hubert Czerniak indica che, in presenza di una flora batterica danneggiata, il glutine potrebbe non essere scomposto in piccoli frammenti.
Cosa scrivono gli autori
Il glutine non fa bene a tutti e una dieta senza glutine o a basso contenuto di glutine è consigliata, tra gli altri, alle persone affette da celiachia e dagli altri disturbi menzionati.
Il glutine può rallentare il transito del contenuto intestinale e talvolta ostacolare la digestione.
Secondo Jerzy Zięba, il glutine può rendere permeabile l’intestino già al contatto con la parete intestinale.
Secondo Jerzy Zięba, il glutine è uno dei diversi fattori che possono causare un aumento della permeabilità intestinale.
Se la flora batterica è danneggiata, il glutine potrebbe non essere scomposto in piccoli frammenti; Hubert Czerniak afferma che ciò riguarda spesso i bambini nello spettro autistico.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 6 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 10 921.
La revisione indica che la celiachia è provocata dal glutine nelle persone geneticamente predisposte, ma che la maggior parte di coloro che presentano un rischio genetico non sviluppa la malattia.
Obiettivo dello studio: La celiachia (CD) è una malattia immunomediata scatenata dall’ingestione di glutine nelle persone geneticamente predisposte. Tuttavia, solo una piccola parte dei soggetti con un rischio genetico associato alla CD sviluppa la malattia.
Risultati: Una migliore conoscenza delle esposizioni ambientali diverse dal glutine può aiutare a comprendere la patogenesi della malattia e la grande varietà delle sue manifestazioni cliniche. Lo scopo di questa revisione è discutere le conoscenze attuali sui fattori ambientali di rischio per la CD e le possibili interazioni tra di essi, sulla base delle prove scientifiche affidabili disponibili. Messaggi chiave: il rischio di sviluppare la CD dipende non solo dall’ingestione di glutine, ma anche da diversi fattori ambientali, tra cui le infezioni infantili e le variazioni del microbiota intestinale, i fattori prenatali e perinatali, le pratiche di alimentazione dei neonati, le modalità del parto, lo stile di vita dei genitori, la stagionalità, i fattori alimentari e l’uso di farmaci. Questi fattori agiscono soprattutto alterando la permeabilità intestinale. Una migliore conoscenza dell’esposizione a tali fattori può facilitarne l’identificazione e la successiva eliminazione nel singolo paziente.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione descrive la celiachia come una malattia provocata dal glutine nelle persone geneticamente predisposte e stima che la sua prevalenza nella popolazione generale sia di circa l’1%.
Obiettivo dello studio: La celiachia è una malattia autoimmune che colpisce principalmente l’intestino tenue ed è causata dall’ingestione di glutine nelle persone geneticamente predisposte. La prevalenza nella popolazione generale varia dallo 0,5% al 2%, con una media di circa l’1%.
Risultati: Le manifestazioni cliniche della celiachia sono molto variabili e comprendono sintomi gastrointestinali classici e non classici, manifestazioni extraintestinali e casi subclinici. La malattia è associata al rischio di complicanze, come l’osteoporosi e il linfoma intestinale. Per diagnosticare la celiachia occorrono una sierologia positiva (anticorpi IgA anti-transglutaminasi 2 e anti-endomisio) e l’atrofia dei villi in una biopsia dell’intestino tenue. Il trattamento prevede una dieta senza glutine; tuttavia, dato l’elevato carico psicosociale di questa dieta, la ricerca di trattamenti farmacologici alternativi è attualmente molto attiva.
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La revisione indica che il glutine provoca la celiachia nelle persone geneticamente predisposte, ma descrive anche casi distinti e meno chiaramente definiti di sensibilità al glutine.
Obiettivo dello studio: La celiachia (CD) è una malattia sistemica immunomediata provocata dal glutine nelle persone geneticamente predisposte. Tutti i pazienti con CD hanno in comune una combinazione variabile di manifestazioni cliniche dipendenti dal glutine, autoanticorpi specifici (anti-transglutaminasi tissutale/anti-endomisio), aplotipi HLA-DQ2 e/o DQ8 e diversi gradi di enteropatia.
Risultati: Negli ultimi tempi la sensibilità al glutine ha suscitato grande interesse, anche se i confini e le possibili sovrapposizioni tra sensibilità al glutine e CD restano poco definiti. Attualmente, sotto la denominazione generale di sensibilità al glutine rientrano diversi disturbi morfologici, funzionali e immunologici che non presentano uno o più dei criteri fondamentali della CD (enteropatia, aplotipi HLA associati e presenza di anticorpi anti-transglutaminasi 2), ma migliorano con l’esclusione del glutine. Vengono discussi i possibili meccanismi immunologici alla base di queste condizioni. Si presta particolare attenzione agli autoanticorpi specifici come marcatori dello spettro celiaco e all’ipotesi che lo stress epiteliale innato possa esistere indipendentemente dall’immunità intestinale adattativa nella sensibilità al glutine.
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La definizione concordata descrive la celiachia come una malattia dell’intestino tenue provocata dal glutine nelle persone con predisposizione genetica.
Obiettivo dello studio: La letteratura suggerisce che non vi sia consenso sull’uso dei termini relativi alla celiachia (CD) e al glutine.
Risultati: La CD è stata definita come «un’enteropatia immunomediata cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’esposizione al glutine alimentare nelle persone geneticamente predisposte». La CD classica è stata definita come «CD che si manifesta con segni e sintomi di malassorbimento. Sono necessari diarrea, steatorrea, perdita di peso o mancata crescita». «Disturbi correlati al glutine» è il termine generale suggerito per tutte le malattie scatenate dal glutine; non si dovrebbe usare il termine intolleranza al glutine. Nell’articolo sono presentate altre definizioni. Questo articolo presenta le definizioni di Oslo dei termini relativi alla CD.
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La revisione indica che la celiachia si sviluppa nelle persone con predisposizione genetica che consumano glutine.
Obiettivo dello studio: La celiachia è un’enteropatia complessa, immunomediata e sensibile al glutine, con manifestazioni cliniche molto varie. Si manifesta nelle persone geneticamente predisposte che ingeriscono quantità variabili di glutine.
Risultati: Una gestione nutrizionale completa dopo la diagnosi è fondamentale per mantenere la salute dei pazienti con celiachia. Vengono proposti semplici algoritmi di assistenza basati su un approccio multidisciplinare completo. Si esaminano la celiachia refrattaria e quella che non risponde alla dieta senza glutine, nonché nuove terapie non dietetiche. Infine, si analizza l’associazione con altre condizioni, tra cui disturbi psichiatrici, infertilità, tumori linfoproliferativi e mortalità, con particolare attenzione alle malattie autoimmuni e atopiche.
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Il glutine provoca la celiachia e, in alcune persone senza celiachia, può causare sintomi di sensibilità.
Obiettivo dello studio: La celiachia è una comune condizione infiammatoria cronica dell’intestino tenue, scatenata dal glutine presente nell’alimentazione in frumento, segale e orzo. La sensibilità al glutine non celiaca provoca sintomi simili a quelli della celiachia quando si ingeriscono glutine o altri componenti del frumento. In questo articolo esaminiamo le difficoltà che la dieta senza glutine comporta nel trattamento di entrambi i disturbi.
Risultati: Il frumento è onnipresente negli alimenti e nei farmaci/prodotti. Per educare i pazienti alla dieta senza glutine è indispensabile rivolgersi a un dietista abilitato. Gli alimenti naturalmente privi di glutine costituiscono una dieta sana per le persone con celiachia. Si raccomanda di includere nella dieta cereali integrali etichettati come senza glutine, avena compresa, poiché i cereali raffinati possono essere carenti di fibre, proteine e micronutrienti, soprattutto folati. La contaminazione da glutine è la causa più comune dei sintomi persistenti nella celiachia, anche se l’uso condiviso delle attrezzature per preparare gli alimenti potrebbe non essere un problema così grande come si sospetta. La maggior parte delle persone con celiachia che segue una dieta senza glutine guarisce completamente e aumenta di peso, cosa che può rappresentare un problema per chi era già sovrappeso. La dieta senza glutine può avere un impatto negativo sulla qualità della vita sia dei pazienti celiaci sia delle loro famiglie. Chi è molto scrupoloso nel seguire la dieta senza glutine ed evita di mangiare fuori casa ha la qualità della vita più bassa.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Prospettive e materiali di opinione
I contenuti seguenti presentano opinioni, interpretazioni e ipotesi degli autori. Non sono considerati equivalenti agli studi scientifici e alle revisioni sistematiche.
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