VacciniVaccino contro lo pneumococco dopo i sessant’anni: protezione o iniezione inutile?
- Stowarzyszenie STOP NOP — Nie można się zarazić sepsą i nie ma przeciw niej szczepionki – Ogólnopolskie Stowarzyszenie Wiedzy o Szczepieniach "STOP NOP"
- Stowarzyszenie STOP NOP — Szczepienia – poznaj ich ryzyko i skuteczność – Ogólnopolskie Stowarzyszenie Wiedzy o Szczepieniach "STOP NOP"
- Effectiveness of pneumococcal vaccination in reducing hospitalization and mortality among the elderly: A systematic review and meta-analysis. · Hum Vaccin Immunother 2025
- Association between vaccinations and risk of dementia: a systematic review and meta-analysis. · Age Ageing 2025
- 20-Valent Pneumococcal Conjugate Vaccine in Older People. · Sr Care Pharm 2023
- Pneumococcal vaccine. · Semin Respir Infect 1989
- Pneumococcal vaccine. Efficacy and associated cost savings. · JAMA 1990
- Orthomolecular Medicine News Service — "The End of Illness" Needs a Dose of Vitamin D
- Orthomolecular Medicine News Service — Flu Vaccine: No Good Evidence
- Orthomolecular Medicine News Service — COVID-19: Efficient Protection of Contacts is Simpler than Imagined
L’associazione STOP NOP afferma che i vaccini polisaccaridici contro 23 sierotipi di pneumococco sono raccomandati alle persone sopra i 65 anni e a quelle con fattori di rischio.
- Li descrive come sicuri, ma sottolinea che non influiscono sulla condizione di portatore né sull’immunità della popolazione.
- Definisce i più recenti vaccini coniugati molto sicuri ed efficaci; il loro uso dovrebbe ridurre il numero di portatori.
- Un’avvertenza generale sul rischio di complicazioni dopo le vaccinazioni non fornisce dati relativi al vaccino pneumococcico.
Cosa scrivono gli autori
I nostri autori non ne hanno scritto direttamente. Qui sotto ci sono solo studi e istituzioni: prova a chiedere in un altro modo o visita il Blog.
I vaccini polisaccaridici contro 23 sierotipi di pneumococco sono raccomandati alle persone sopra i 65 anni e a quelle con fattori di rischio.
I vaccini polisaccaridici sono descritti come sicuri, ma non influiscono sulla condizione di portatore né sull’immunità della popolazione.
I più recenti vaccini coniugati sono descritti come molto sicuri ed efficaci; il loro uso dovrebbe ridurre il numero di portatori.
I vaccini disponibili comprendono due tipi di preparati contro alcuni sierotipi di pneumococco.
La vaccinazione è stata indicata come il modo migliore per proteggersi dalle infezioni che possono evolvere in sepsi.
Un’avvertenza generale afferma che i vaccini possono comportare il rischio di complicazioni, ma non fornisce dati relativi al vaccino pneumococcico.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 5 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 5 812.
Una metanalisi ha rilevato che la vaccinazione era associata a un minor numero di ricoveri per tutte le cause e a una minore mortalità per polmonite negli anziani.
Obiettivo dello studio: Questa metanalisi valuta l’efficacia del vaccino pneumococcico nel ridurre i ricoveri e la mortalità tra gli anziani. Gli studi sono stati reperiti in PubMed, Scopus, Embase e Cochrane fino a marzo 2025.
Risultati: I ricoveri per tutte le cause sono diminuiti (OR: 0.94; IC 95%: 0.91-0.97), soprattutto tra chi aveva ricevuto PPV-23, nelle popolazioni asiatiche e nelle persone con comorbilità. La mortalità per polmonite è diminuita nelle fasce di età superiori ai 60 anni, mentre la mortalità per tutte le cause è calata tra i 60 e i 75 anni. Non è stato osservato un impatto significativo sul numero di accessi al pronto soccorso. Sebbene i risultati indichino un’efficacia del vaccino, l’elevata eterogeneità rende necessari ulteriori studi comparativi per confermare gli esiti.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Una revisione ha rilevato un’associazione tra la vaccinazione contro lo pneumococco e un minor rischio di malattia di Alzheimer, ma non dimostra che il vaccino la prevenga.
Obiettivo dello studio: Questa revisione sistematica mira a valutare se le vaccinazioni comunemente somministrate agli adulti siano associate a un ridotto rischio di demenza.
Risultati: Sono stati inclusi ventuno studi (n = 104 031 186 partecipanti). La vaccinazione contro l’herpes zoster era associata a un rischio ridotto di demenza in generale (RR 0.76, IC 95% 0.69-0.83) e di malattia di Alzheimer (RR 0.53, IC 95% 0.44-0.64). La vaccinazione antinfluenzale era associata a una riduzione del rischio di demenza (RR 0.87, IC 95% 0.77-0.99), così come la vaccinazione pneumococcica (RR 0.64, IC 95% 0.47-0.87) per la malattia di Alzheimer. Anche la vaccinazione contro tetano, difterite e pertosse (Tdap) era associata a una riduzione significativa del rischio di demenza in generale (RR 0.67, IC 95% 0.54-0.83). Le vaccinazioni degli adulti, in particolare contro l’herpes zoster, l’influenza, lo pneumococco e con Tdap, sono associate a un rischio inferiore di demenza. Le strategie vaccinali dovrebbero essere integrate nelle iniziative di salute pubblica per prevenire la demenza.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Una revisione di due studi condotti su persone di almeno 65 anni ha rilevato che il vaccino PCV20 suscitava una forte risposta immunitaria ed era ben tollerato.
Obiettivo dello studio: Obiettivo: esaminare la letteratura attualmente disponibile sull’efficacia e la sicurezza del vaccino pneumococcico 20-valente nelle persone anziane e riassumere le attuali raccomandazioni per l’uso in questa popolazione di pazienti. Fonti dei dati: è stata effettuata una ricerca su PubMed usando i seguenti termini: (PCV20 [Titolo] oppure 20-valent [Titolo] oppure 20-valent Pneumococcal conjugate vaccine [Titolo]) e English (Lingua).
Risultati: Entrambi gli studi hanno dimostrato che il PCV20 suscitava una robusta risposta immunitaria un mese dopo la vaccinazione. Il PCV20 era ben tollerato e gli eventi avversi erano simili a quelli osservati con le formulazioni precedenti del vaccino pneumococcico. Conclusione: il regime vaccinale pneumococcico semplificato, basato su una singola dose di PCV20, rappresenta un progresso significativo. Sono necessari studi a più lungo termine per verificare se il PCV20 migliorerà i tassi di vaccinazione e ridurrà la morbilità e la mortalità pneumococciche.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Gli studi descritti nella revisione indicavano che il vaccino è efficace, soprattutto nelle persone a rischio elevato di infezione che possono sviluppare una risposta immunitaria.
Obiettivo dello studio: Le infezioni pneumococciche sono comuni e gravi e il loro controllo è un’importante priorità di salute pubblica. Un vaccino pneumococcico multivalente è stato introdotto diversi anni fa, ma la sua efficacia nelle popolazioni degli Stati Uniti è ancora controversa.
Risultati: Due ampi studi caso-controllo condotti in ospedali della Pennsylvania e del Connecticut hanno confrontato i tassi di vaccinazione dei pazienti con batteriemia pneumococcica con quelli di soggetti di controllo abbinati per gravità della malattia ed età. Sono stati esclusi i pazienti immunodepressi con batteriemia, che difficilmente avrebbero risposto al vaccino pneumococcico. Questi studi hanno rilevato un’efficacia del vaccino compresa tra il 60% e il 70%, come anche uno studio francese prospettico randomizzato e controllato, che ha usato gli episodi di polmonite come criterio di valutazione. Il vaccino pneumococcico è efficace quando viene somministrato a pazienti che possono sviluppare una risposta immunitaria e sono esposti a un rischio elevato di infezione pneumococcica.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
In uno studio di coorte, la vaccinazione era associata a una minore incidenza di polmonite e a risparmi sui costi dell’assistenza sanitaria.
Obiettivo dello studio: Abbiamo valutato l’efficacia e il risparmio sui costi del vaccino contro la polmonite pneumococcica in uno studio retrospettivo di coorte su 762 persone vaccinate e 1161 persone non vaccinate selezionate casualmente e abbinate per età e sesso, nell’ambito del programma Blue Cross/Blue Shield of Minnesota, utilizzando dati relativi alle richieste di rimborso per prestazioni mediche e farmaceutiche. Nel gruppo vaccinato abbiamo esaminato l’incidenza della polmonite e il rapporto tra l’incidenza nel periodo successivo alla vaccinazione e quella nel periodo precedente (rapporto dei tassi), in base al sesso e ai fattori di rischio.
Risultati: Le donne immunocompromesse e quelle immunocompetenti hanno mostrato un’elevata efficacia (dall’83% all’88%), mentre negli uomini immunocompetenti e immunocompromessi l’efficacia era inferiore (33%). Le persone che avevano già avuto la polmonite hanno mostrato un’efficacia del vaccino simile a quella dell’intera coorte rispetto al gruppo di confronto. I costi previsti dei casi di polmonite sono 3.6 volte superiori ai costi osservati della vaccinazione e della polmonite dopo la vaccinazione. Concludiamo che il vaccino contro la polmonite pneumococcica è efficace nelle persone che hanno già avuto la polmonite, in quelle a rischio di svilupparla e nelle persone di età superiore ai 50 anni; inoltre, comporta un risparmio complessivo di $141 per persona.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Prospettive e materiali di opinione
I contenuti seguenti presentano opinioni, interpretazioni e ipotesi degli autori. Non sono considerati equivalenti agli studi scientifici e alle revisioni sistematiche.
Pisaczek non giudica chi ha ragione. Mostra che cosa è stato scritto e dove leggerlo. Ogni frase qui sopra ha la sua fonte.