MalattieCancro: acidificazione e collagene debole sono la chiave di cui gli oncologi non parlano?
- Hubert Czerniak — Powstrzymać raka
- Hubert Czerniak — Kolagen – „klej życia”i zdrowia o potężnejsile działania
- Prof. Klaus F. Kopp — Das Bikarbonat-Mangel-Syndrom (BDS): Professor Dr. med. Klaus F. Kopp
- Prof. Klaus F. Kopp — The Bicarbonate-Deficiency-Syndrome (BDS): Professor Dr. med. Klaus F. Kopp
- M. Williamson i N. Moustaid-Moussa i L. Gollahon — Frontiers | The Molecular Effects of Dietary Acid Load on Metabolic Disease (The Cellular PasaDoble: The Fast-Paced Dance of pH Regulation)
- Symbiotic cancer cell-stroma crosstalk in the acidic tumor microenvironment. · J Evol Biol 2026
- Acid-mediated tumor proteolysis: contribution of cysteine cathepsins. · Neoplasia 2013
- Crosstalk between tumor acidosis, p53 and extracellular matrix regulates pancreatic cancer aggressiveness. · Int J Cancer 2023
- Collagen production and niche engineering: A novel strategy for cancer cells to survive acidosis in DCIS and evolve. · Evol Appl 2020
- Tumor Microenvironment: Extracellular Matrix Alterations Influence Tumor Progression. · Front Oncol 2020
Hubert Czerniak sostiene che l’acidificazione dell’organismo e l’indebolimento del collagene possano favorire lo sviluppo del cancro e la sua diffusione.
- Sottolinea anche i pochi fondi destinati alla ricerca sul collagene.
- Il prof. Klaus F. Kopp collega l’ambiente acido delle cellule tumorali alla loro crescita, ma queste affermazioni non dimostrano che gli oncologi tacciano comunemente sull’argomento.
Cosa scrivono gli autori
L’acidificazione dell’organismo e l’indebolimento delle strutture di collagene sono presentati come fattori che dovrebbero facilitare lo sviluppo del tumore.
Le metastasi sono presentate come un fenomeno che il collagene robusto può contrastare, mentre la sua scarsa qualità dovrebbe facilitare la diffusione del cancro.
La dichiarazione segnala i pochi fondi destinati alla ricerca sulle strutture di collagene.
L’ambiente acido delle cellule tumorali è descritto come favorevole alla loro crescita, mentre l’acidificazione cronica potrebbe favorire l’insorgenza del cancro.
La dichiarazione collega l’ambiente acido delle cellule tumorali alla loro crescita e suggerisce che possa indebolire il meccanismo che elimina le cellule tumorali che si formano.
L’ambiente extracellulare acido è stato associato all’invasività delle cellule tumorali e alla loro resistenza ai farmaci.
L’ambiente extracellulare acido è stato descritto anche come un contesto in cui le cellule tumorali possono crescere, adattando al tempo stesso il proprio funzionamento.
La dichiarazione afferma che i pazienti sottoposti a chemioterapia presentavano una forte acidosi e che la somministrazione di bicarbonato avrebbe ridotto alcuni effetti collaterali del trattamento.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 5 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 12.
La rassegna descrive come l’ambiente acido del tumore possa favorirne la crescita, l’invasione dei tessuti e la formazione di metastasi.
Obiettivo dello studio: Il microambiente acido (AME) è una caratteristica metabolica distintiva dei tumori solidi che modifica profondamente le interazioni tra tumore e stroma. L’acidosi tumorale deriva da diversi processi metabolici, tra cui la glicolisi indotta dall’ipossia nelle aree scarsamente vascolarizzate, l’effetto Warburg (WE) nelle aree ben perfuse e l’accumulo di anidride carbonica dovuto alla respirazione tumorale.
Risultati: In risposta, le cellule tumorali e stromali devono adattarsi selezionando la variabilità fenotipica già esistente oppure acclimatandosi attraverso la plasticità fenotipica, che consente transizioni di stato rapide e non genetiche. L’AME influenza tutte le componenti stromali, inclusi fibroblasti, macrofagi, proteine della matrice extracellulare come collagene e fibronectina e l’habitat metabolico più ampio, rimodellando così la nicchia tumorale. Attraverso questi processi adattativi, l’acidosi promuove la reattività stromale, la costruzione della nicchia e le interazioni reciproche che favoriscono la crescita tumorale, l’invasione e le metastasi. Questa rassegna presenta l’AME come una forza ecologica che governa la simbiosi tra cancro e stroma e propone la modellizzazione matematica come strumento sistemico per analizzare le interazioni dinamiche e non lineari che plasmano l’ecosistema e l’evoluzione del tumore.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
In modelli di laboratorio, l’ambiente acido ha aumentato l’attività degli enzimi e la degradazione del collagene IV, fenomeni associati all’invasione tumorale.
Obiettivo dello studio: Uno dei fattori non cellulari del microambiente che contribuiscono alla malignità dei tumori solidi è il pH acido del tessuto peritumorale. In precedenza abbiamo dimostrato che l’acidosi extracellulare porta alla localizzazione della proteasi cisteinica catepsina B sulla membrana delle cellule tumorali e alla sua secrezione.
Risultati: A pHe 6.8 si sono osservati aumenti delle catepsine cisteiniche attive pericellulari e della degradazione del collagene IV spento dal colorante, parzialmente bloccata da un inibitore della catepsina B. Le sonde di imaging per le catepsine cisteiniche attive si sono localizzate nei tumori in vivo. La quantità di sonda legata è diminuita nei tumori dei topi trattati con bicarbonato, un trattamento che in precedenza aveva dimostrato di aumentare il pHe peritumorale e ridurre l’invasione locale dei tumori. I nostri risultati sono compatibili con l’ipotesi dell’invasione mediata dall’acido e con un ruolo della catepsina B nel favorire la degradazione di una proteina della membrana basale, cioè il collagene di tipo IV, in un ambiente peritumorale acido.
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In uno studio sulle cellule del cancro pancreatico, l’adattamento all’ambiente acido ha aumentato alcune caratteristiche associate all’aggressività del tumore.
Obiettivo dello studio: L’adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC) è un tumore estremamente aggressivo, con opzioni terapeutiche limitate e una prevalenza in aumento a livello mondiale. Il PDAC è caratterizzato da frequenti mutazioni driver, tra cui KRAS e TP53 (p53), e da un microambiente tumorale (TME) denso e acido.
Risultati: La segnalazione di Akt e del fattore di crescita trasformante β (TGFβ), così come l’espressione dello scambiatore Na+/H+ NHE1, sono aumentate con l’adattamento all’acido. Mentre l’inibizione di Akt ha ridotto la crescita degli sferoidi indipendentemente dal trattamento e dal genotipo, la stimolazione con TGFβI ha aumentato la crescita degli sferoidi di controllo WT e l’inibizione della segnalazione del TGFβ ha teso a limitarla solo in condizioni acide. I nostri risultati indicano che una complessa interazione tra acidosi tumorale, composizione della ECM e genotipo contribuisce allo sviluppo del PDAC. I risultati potrebbero orientare future strategie terapeutiche mirate all’acidosi.
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Lo studio suggerisce che le cellule precancerose possano produrre collagene che le aiuta a sopravvivere in condizioni acide.
Obiettivo dello studio: I tumori in crescita sono ecosistemi dinamici e non lineari, nei quali le cellule tumorali si adattano al microambiente locale e questi adattamenti modificano ulteriormente l’ambiente, provocando altri cambiamenti. Dalle prime neoplasie intraduttali alla malattia metastatica disseminata, si verificano diversi livelli di adattamento e selezione evolutivi.
Risultati: I successivi esperimenti in colture 3D e l’uso della microscopia a disco rotante e della generazione di seconda armonica su campioni di lesioni DCIS di pazienti sono coerenti con questi risultati. Il test di produzione del collagene da parte di cellule adattate all’acido in vitro ha dimostrato che il meccanismo di induzione coinvolge le vie RAS e SMAD. Le analisi del secretoma mostrano un aumento degli enzimi di rimodellamento della ECM, come TGM2 e LOXL2, che reticolano il collagene. Questi dati indicano con forza che l’acidosi nei tumori iniziali induce la produzione di collagene da parte delle cellule tumorali e sostengono l’ipotesi che questo adattamento avvii un microambiente favorevole al tumore, promuovendo la sopravvivenza e la crescita dei tumori nascenti.
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La rassegna indica che il rimodellamento della rete di collagene può facilitare l’invasione delle cellule tumorali.
Obiettivo dello studio: Il microambiente tumorale (TME) è composto da vari tipi di cellule immerse in una matrice extracellulare (ECM) alterata. La ECM non serve solo da supporto alle cellule tumorali, ma regola anche le interazioni tra cellule e tra cellule e matrice.
Risultati: Il rimodellamento della rete di collagene facilita l’invasione delle cellule tumorali. L’espressione e la localizzazione dei proteoglicani cambiano nel TME e influenzano l’invasione cellulare e la diffusione metastatica. La degradazione delle macromolecole della ECM da parte delle proteasi può provocare il rilascio di fattori di crescita angiogenici, ma anche di frammenti derivati dai proteoglicani o dalle proteine della ECM, chiamati matrichine o matricriptine. Questa rassegna si concentra sulle conoscenze attuali e sulle nuove prospettive riguardo alle alterazioni, alla degradazione e alla reticolazione della ECM tramite enzimi di cross-linking, nonché sul ruolo dei frammenti della ECM nel controllo della progressione tumorale e sul loro possibile impiego come biomarcatori per la diagnosi e la prognosi del cancro.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
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