Erbe e pianteDragoncello: un’erba da cucina per stimolare l’appetito e favorire la digestione lenta?
- Henryk Różański — Ziele estragonu – Herba Dracunculi
- Artemisia dracunculus L. (tarragon): a critical review of its traditional use, chemical composition, pharmacology, and safety. · J Agric Food Chem 2011
- Inhibition of Neutrophil Functions and Antibacterial Effects of Tarragon (Artemisia dracunculus L.) Infusion-Phytochemical Characterization. · Front Pharmacol 2020
- Artemisia dracunculus (Tarragon): A Review of Its Traditional Uses, Phytochemistry and Pharmacology. · Front Pharmacol 2021
- Strategies for assessment of botanical action on metabolic syndrome in the mouse and evidence for a genotype-specific effect of Russian tarragon in the regulation of insulin sensitivity. · Metabolism 2008
- Artemisia Species with High Biological Values as a Potential Source of Medicinal and Cosmetic Raw Materials. · Molecules 2022
- Comparative evaluation of two different Artemisia dracunculus L. cultivars for blood sugar lowering effects in rats. · Phytother Res 2012
Henryk Różański gli attribuisce anche proprietà espettoranti, antimicotiche e antiparassitarie, oltre alla capacità di alleviare i dolori mestruali.
- L’infuso, l’aceto e la tintura sono descritti come rimedi usati in caso di catarro dell’apparato digerente e respiratorio, stitichezza, gonfiori e disturbi reumatici.
Cosa scrivono gli autori
Il dragoncello dovrebbe favorire la secrezione della bile e la digestione, oltre ad alleviare il gonfiore e gli spasmi.
Le indicazioni comprendono, tra le altre, disturbi delle vie biliari, problemi al fegato, reflusso, candidosi, spasmi intestinali e mal d’auto.
Il dragoncello dovrebbe avere un effetto espettorante e favorire la salute delle vie respiratorie, anche in caso di bronchite.
Il dragoncello dovrebbe stimolare le mestruazioni e, al tempo stesso, alleviare i dolori mestruali e i sintomi premestruali.
Il dragoncello dovrebbe avere anche un effetto antinevrotico e diuretico.
L’olio di dragoncello dovrebbe avere un’azione antiparassitaria contro protozoi e piccoli nematodi.
L’olio applicato sulla pelle con un massaggio dovrebbe proteggere dai funghi e allontanare insetti e acari.
L’aceto di dragoncello può essere assunto in caso di candidosi gastrointestinale, indigestione, disturbi della secrezione biliare e stitichezza.
L’infuso è descritto come rimedio usato in caso di catarro dell’apparato digerente e respiratorio.
La tintura o l’aceto di dragoncello possono essere frizionati sulle zone contuse, gonfie o affette da reumatismi, per ridurre il gonfiore e migliorare la circolazione locale.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 6 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 300.
La revisione indica che il dragoncello potrebbe avere effetti antinfiammatori, epatoprotettivi e ipoglicemizzanti, principalmente sulla base di studi sugli animali.
Obiettivo dello studio: L’Artemisia dracunculus L. (dragoncello) è stata usata a lungo come spezia e rimedio.
Risultati: Nonostante le preoccupazioni per gli effetti tossici di due dei suoi principali componenti, l’estragolo (fino all’82%) e il metileugenolo (fino al 39%), alle dosi pertinenti al consumo umano non sono stati segnalati effetti di tossicità acuta o attività mutagena. Gli estratti acquosi di A. dracunculus contengono quantità molto ridotte di estragolo e metileugenolo e sono quindi considerati a rischio molto limitato. Nel complesso, per le ricerche future sarà essenziale concentrarsi maggiormente sugli studi clinici e definire con precisione la tassonomia e la composizione fitochimica del materiale di partenza.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
In studi di laboratorio, l’infuso di dragoncello ha inibito alcuni indicatori dell’infiammazione e ha mostrato un’attività antibatterica.
Obiettivo dello studio: Lo scopo dello studio era caratterizzare i composti fitochimici presenti in un infuso delle parti aeree del dragoncello (Artemisia dracunculus L.) mediante cromatografia liquida ad altissime prestazioni con rivelatore a serie di diodi e spettrometria di massa tandem con ionizzazione elettrospray (UHPLC-DAD-ESI-MS/MS), nonché valutare gli effetti sui mediatori dell’infiammazione in un modello in vitro di neutrofili umani e l’attività antimicrobica contro alcuni patogeni.
Risultati: L’infuso è stato in grado di inibire la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), interleuchina 8 (IL-8) e fattore di necrosi tumorale α (TNF-α). Il test antimicrobico è stato condotto su nove ceppi batterici, sia Gram-negativi sia Gram-positivi. I tre patogeni umani più sensibili all’infuso di dragoncello sono risultati Staphylococcus aureus ATCC6538, Staphylococcus epidermidis ATCC14990 e Staphylococcus aureus MRSA (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina) ATCC43300. Il nostro studio ha dimostrato le proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche del dragoncello (Artemisia dracunculus L.), suggerendo che questa comune spezia potrebbe essere una fonte promettente di componenti benefici per la salute.
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La revisione indica che il dragoncello potrebbe avere effetti antinfiammatori e analgesici, oltre a proprietà antiossidanti ed epatoprotettive.
Obiettivo dello studio: Artemisia dracunculus L. (dragoncello), appartenente alla famiglia delle Asteraceae, è una specie usata da lungo tempo nella medicina tradizionale asiatica, soprattutto in Iran, Pakistan, Azerbaigian e India.
Risultati: A. dracunculus occupa da tempo una posizione consolidata nell’industria alimentare come spezia. Il suo uso è in crescita anche nell’industria cosmetica. Inoltre, è oggetto di ricerche biotecnologiche incentrate soprattutto sullo sviluppo di protocolli di micropropagazione.
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La revisione descrive dati preliminari secondo cui l’estratto di dragoncello russo potrebbe migliorare la sensibilità all’insulina nei topi, a seconda del loro genotipo.
Obiettivo dello studio: Le pubblicazioni sugli effetti delle piante spesso risentono della mancanza di approcci sistematici condivisi o dell’assenza di indagini sui meccanismi che potrebbero confermare e ampliare le osservazioni riportate. Le condizioni di stabulazione dei topi o dei ratti (singoli o in gruppo) e lo stress provocato durante le procedure di manipolazione variano spesso e possono contribuire in modo significativo alle differenze nei fenotipi basali misurati nei diversi studi.
Risultati: Questa minirevisione descrive le strategie adottate dal Botanical Research Center Animal Research Core per valutare in vivo i fenotipi associati a diversi estratti vegetali nel corso di studi di alimentazione a lungo termine. Presentiamo una strategia di fenotipizzazione che favorisce un’interpretazione più rigorosa degli effetti delle piante e può suggerire o escludere possibili meccanismi coinvolti. Discutiamo l’importanza della scelta del modello murino, poiché il ceppo genetico di fondo può modificare notevolmente la predisposizione ai diversi componenti della sindrome metabolica. Infine, presentiamo dati che suggeriscono che uno dei principali estratti vegetali studiati, un estratto di dragoncello russo, potrebbe migliorare la sensibilità all’insulina in modo specifico in base al genotipo del ceppo murino.
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La revisione indica che gli estratti delle specie di Artemisia, compreso il dragoncello, potrebbero favorire la digestione e avere, tra gli altri, effetti epatoprotettivi.
Obiettivo dello studio: Le specie di Artemisia svolgono un ruolo importante nella medicina tradizionale e contemporanea. Tra queste, Artemisia abrotanum, Artemisia absinthium, Artemisia annua, Artemisia dracunculus e Artemisia vulgaris sono le più note.
Risultati: Sono state descritte attività antibatteriche, antimicotiche e antiossidanti. I prodotti contenenti estratti di Artemisia, oli essenziali o singoli composti possono essere usati sulla pelle, sui capelli e sulle unghie. I prodotti a base di Artemisia sono inoltre usati come ingredienti nei cosmetici per la cura della pelle, quali creme, shampoo, essenze, sieri, maschere, lozioni e tonici. Questa revisione si concentra in particolare sull’importanza, nell’industria cosmetica, delle specie più diffuse e rilevanti del genere Artemisia.
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Nei ratti, l’estratto di dragoncello russo ha ridotto la glicemia dopo la somministrazione di glucosio.
Obiettivo dello studio: Le recenti preoccupazioni sulla potenziale cancerogenicità dell’estragolo e del metileugenolo hanno indotto diverse autorità di regolamentazione a chiedere restrizioni sull’uso delle erbe che contengono questi composti. Diverse piante medicinali producono oli essenziali contenenti estragolo e metileugenolo, tra cui Artemisia dracunculus L.
Risultati: Per affrontare i dubbi sulla sicurezza degli estratti di dragoncello contenenti estragolo, è stato sviluppato un procedimento di estrazione volto a ridurre al minimo il contenuto di estragolo e metileugenolo. In seguito, gli estratti etanolici e acquosi di due varietà di Artemisia dracunculus (dragoncello francese e russo) sono stati testati nei ratti per valutarne l’effetto ipoglicemizzante. È stato dimostrato che gli estratti acquosi di entrambe le varietà di Artemisia non contenevano quantità rilevabili di estragolo e metileugenolo, mentre gli estratti etanolici (60% v/v) della varietà francese ne contenevano livelli superiori rispetto a quelli della varietà russa. Ulteriori test hanno mostrato che il dragoncello russo riduceva la glicemia nei ratti dopo una somministrazione di glucosio e che l’estratto etanolico era efficace quanto quello acquoso.
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