Dieta e alimentazioneAmla — il frutto indiano con più vitamina C del limone?
- Andrzej Frydrychowski — Witamina C w postaci liposomalnej
- Henryk Różański — Liściokwiat garbnikowy – Phyllanthus emblica Linne = Emblica officinalis Gaertner w medycynie indyjskiej i europejskiej.
- The impact of Emblica Officinalis (Amla) on lipid profile, glucose, and C-reactive protein: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. · Diabetes Metab Syndr 2023
- Supplementation of Emblica officinalis (Amla) extract reduces oxidative stress in uremic patients. · Am J Chin Med 2009
- Amla (Emblica officinalis) improves hepatic and renal oxidative stress and the inflammatory response in hypothyroid female wistar rats fed with a high-fat diet. · J Basic Clin Physiol Pharmacol 2018
- Tannoid principles of Emblica officinalis renovate cognitive deficits and attenuate amyloid pathologies against aluminum chloride induced rat model of Alzheimer's disease. · Nutr Neurosci 2016
- Orthomolecular Medicine News Service — Doctors Say Vitamins are Safe and Effective
- Orthomolecular Medicine News Service — Seven Arguments for Taking Nutritional Supplements
- Orthomolecular Medicine News Service — Regulation of Vitamins: Politics As Usual
Ne viene menzionato l’uso in caso di infiammazioni del tratto gastrointestinale, ulcere, sindrome dell’intestino irritabile e candidosi intestinale.
- La descrizione le attribuisce anche effetti tonificanti e antimicrobici, oltre a benefici per capelli, unghie, ossa e muscoli.
- Tra gli altri usi menzionati figurano i problemi al fegato e al cuore, la cura della pelle e il supporto in caso di lesioni oculari.
Cosa scrivono gli autori
L’amla dovrebbe favorire la salute dell’apparato gastrointestinale e la normale motilità intestinale.
Il fillanto dovrebbe regolare i livelli di zucchero e colesterolo nel sangue e migliorare anche il benessere generale.
Il fillanto viene menzionato in caso di malattie del sangue, delle ossa, del fegato e del cuore, nonché come antivirale, antimicotico, antibatterico e immunostimolante.
Il fillanto viene menzionato in caso di disturbi gastrointestinali, gastrite, enterite ed emorroidi, nonché come supporto nel trattamento del cancro del colon.
Il fillanto dovrebbe migliorare la condizione di capelli e unghie e favorire la rigenerazione di ossa e muscoli.
Il fillanto è consigliato come complemento alla terapia delle lesioni della cornea, della retina e della coroide.
Viene menzionato anche in caso di diabete, polmoniti croniche, raffreddore, asma, tosse e tubercolosi.
In cosmetica, il fillanto dovrebbe ringiovanire e purificare la pelle, regolare la secrezione di sebo, favorirne la rigenerazione e rinforzare capelli e unghie.
I composti presenti nei frutti del fillanto sono descritti come antinfiammatori, antiossidanti e antiradicalici, oltre che capaci di inibire la crescita delle cellule tumorali e dei microrganismi.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 4 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 26.
Una metanalisi di studi condotti sull’uomo ha mostrato che l’integrazione con amla riduceva la PCR, la glicemia a digiuno, il colesterolo LDL, il colesterolo totale e i trigliceridi, e aumentava il colesterolo HDL.
Obiettivo dello studio: Emblica Officinalis (Amla) è una pianta spesso utilizzata nella medicina tradizionale per le sue presunte proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, ipoglicemizzanti e ipolipemizzanti. Tuttavia, le prove attuali sulla sua possibile efficacia nella prevenzione e nel trattamento delle alterazioni metaboliche associate alle malattie croniche non sono ancora chiare.
Risultati: Nella metanalisi sono stati inclusi cinque studi RTC. Dopo l’integrazione con amla, i risultati combinati hanno mostrato una riduzione significativa delle concentrazioni di PCR (p = 0.002), glicemia a digiuno (FBG) (p < 0.001), colesterolo delle lipoproteine a bassa densità (LDL-c) (p < 0.001), colesterolo totale (TC) (p < 0.001) e trigliceridi sierici (TG) (p < 0.001), oltre a un aumento del colesterolo delle lipoproteine ad alta densità (HDL-c) (p < 0.001). Per l’analisi dei sottogruppi sono stati usati i valori iniziali degli indicatori biochimici. L’integrazione con amla sembra promettente per migliorare i parametri metabolici negli adulti. In generale, le popolazioni incluse nell’analisi avevano un’età compresa tra 40 e 58 anni, un BMI medio di 25.5 e una durata dell’intervento tra 3 e 12 settimane. Sono quindi necessari ulteriori studi per confermare e ampliare i risultati presentati.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Nei pazienti con uremia, l’estratto di amla assunto per quattro mesi ha ridotto un marcatore dello stress ossidativo e aumentato lo stato antiossidante totale del plasma.
Obiettivo dello studio: Emblica Officinalis (conosciuta anche come amla o uva spina indiana), alimento naturale, tradizionale e funzionale in Asia, offre benefici fisiologici come effetti protettivi per fegato, cellule e tessuti esposti alle radiazioni, oltre a effetti ipolipemizzanti. Inoltre, grazie all’elevato contenuto di acido ascorbico nei frutti (da 1,100 a 1,700 mg/100 g), l’amla agisce spesso come potente antiossidante.
Risultati: 2.55 +/- 0.24 mM, p < 0.05) nei pazienti uremici. D’altra parte, nei pazienti trattati con amla per 4 mesi non sono state osservate differenze significative nella funzionalità epatica (GOP e GPT), nella funzionalità renale (creatinina, azoto ureico nel sangue e acido urico), nell’indice diabetico (glucosio plasmatico e adiponectina) e nell’indice aterogenico (rapporto LDL/HDL, colesterolo totale e omocisteina). I nostri dati suggeriscono che l’integrazione con amla può aumentare il potere antiossidante del plasma e ridurre lo stress ossidativo nei pazienti uremici. Tuttavia, l’estratto di amla non ha influenzato la funzionalità epatica o renale, né gli indici diabetici e aterogenici nei pazienti uremici.
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Nei ratti con ipotiroidismo alimentati con una dieta ricca di grassi, l’estratto di amla ha migliorato l’equilibrio ossidativo e attenuato l’infiammazione.
Obiettivo dello studio: Abbiamo studiato gli effetti protettivi dell’amla (Emblica officinalis) sulla patogenesi dello stress ossidativo (OS) e della risposta infiammatoria in ratti ipotiroidei alimentati con una dieta ricca di grassi (HFD), utilizzati come modello sperimentale di ipotiroidismo (HT) associato all’obesità.
Risultati: Il PTU e la HFD, ciascuno di per sé, hanno causato stress ossidativo e una risposta infiammatoria, come dimostrato dall’aumento di MDA, TNF-α, CRP e GPx nel plasma, associato alla diminuzione dei livelli di TAS e glutatione ridotto (GSH). L’analisi proteomica ha rivelato un aumento dell’espressione di pERK, pP38, TNF-α, IL6, COX2 e NOX-4 nel fegato e nei reni di questi ratti. Inoltre, tutte queste alterazioni metaboliche sono risultate ulteriormente accentuate quando all’ipotiroidismo si è aggiunta la HFD. Ciò suggerisce una sinergia tra ipotiroidismo e consumo di una HFD nello sviluppo dello stress ossidativo e della risposta infiammatoria. Il trattamento con estratto di frutto di amla ha ripristinato in modo significativo l’equilibrio redox e la segnalazione infiammatoria, attenuando lo stress ossidativo e la risposta infiammatoria. Questo suggerisce che il composto naturale potrebbe essere usato come rimedio alternativo o coadiuvante nella gestione delle complicanze metaboliche associate all’ipotiroidismo.
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In un modello di ratto, l’amla ha limitato i disturbi della memoria e dell’apprendimento e le alterazioni legate all’amiloide indotte dal cloruro di alluminio.
Obiettivo dello studio: Emblica officinalis è menzionata come maharasayana in molti testi ayurvedici e favorisce l’intelligenza, la memoria, la libertà dalle malattie, la longevità e la forza dei sensi. Questo studio è stato progettato per esaminare gli effetti dei principi tannoidali di E. officinalis (EoT) sul potenziamento della memoria a livello biochimico, anatomico, comportamentale e molecolare, in un modello di malattia di Alzheimer (AD) indotta dal cloruro di alluminio (AlCl3) nei ratti.
Risultati: L’iniezione intraperitoneale di AlCl3 (100 mg/kg bw) per 60 giorni ha aumentato significativamente la concentrazione di alluminio (Al), l’attività dell’AChE e l’espressione delle proteine precursore dell’amiloide, A-beta1-42, beta-secretasi e gamma-secretasi nell’ippocampo e nella corteccia rispetto al gruppo di controllo. La somministrazione orale concomitante di EoT ai ratti trattati con AlCl3 per 60 giorni ha invertito in modo significativo le variazioni della concentrazione di Al, dell’attività dell’AChE e delle molecole correlate alla sintesi di A-beta nelle regioni cerebrali studiate. EoT ha attenuato significativamente i deficit di apprendimento spaziale, memoria e locomozione osservati nei ratti trattati con AlCl3. EoT potrebbe quindi essere una terapia promettente per attenuare la neurotossicità dell’alluminio, ma sono necessari ulteriori studi per chiarirne l’esatto meccanismo d’azione.
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Prospettive e materiali di opinione
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