Erbe e pianteAconito: la pianta più pericolosa d’Europa, usata un tempo per curare il dolore?
- Henryk Różański — Tojad mocny – Aconitum napellus L. (Ranunculaceae) – jak to dawniej z nim było w medycynie
- A systematic review of pharmacological activities, toxicological mechanisms and pharmacokinetic studies on Aconitum alkaloids. · Chin J Nat Med 2021
- Aconite poisoning. · Clin Toxicol (Phila) 2009
- The toxicology and detoxification of Aconitum: traditional and modern views. · Chin Med 2021
- Advances on pharmacology and toxicology of aconitine. · Fundam Clin Pharmacol 2022
- Learnings from Separate Aconitum Poisonings in British Columbia and Ontario, Canada in 2022. · Toxins (Basel) 2025
- Food Confusion Between Edible and Poisonous Plants: A 22-Year Retrospective of the Southeastern France Poison Control Center. · Toxins (Basel) 2024
- Combined blood purification and antiarrhythmic therapy for acute aconitine poisoning with refractory arrhythmias: a case-based mechanistic evaluation and treatment strategy optimization. · Eur J Med Res 2025
Sì, l’aconito napello veniva usato come analgesico e anestetico locale, tra l’altro contro nevralgie, reumatismi e artrite.
- La tintura veniva strofinata sulle zone doloranti e, nel XIX secolo, si provò anche a somministrare l’aconitina per via sottocutanea; l’iniezione provocava un dolore intenso.
- Era pericoloso perché la differenza tra dose terapeutica e dose tossica era minima.
- L’aconitina può alterare il funzionamento del cuore e della respirazione; l’intossicazione provoca, tra gli altri sintomi, formicolio, vomito, disturbi della vista e convulsioni.
- Sono stati segnalati decessi dopo la somministrazione di una dose di aconitina superiore a quella terapeutica ufficiale.
Cosa scrivono gli autori
I preparati a base di aconito venivano usati contro nevralgie, reumatismi e artrite come analgesici e anestetici locali.
La tintura di aconito veniva strofinata sulle zone doloranti; i tentativi di somministrare aconitina per via sottocutanea causavano un forte dolore nel punto dell’iniezione.
La differenza tra dose terapeutica e dose tossica era così ridotta che l’aconito non trovò ampia applicazione in medicina.
L’aconitina dapprima irrita le terminazioni sensitive, provocando bruciore, poi le paralizza e causa anestesia.
L’intossicazione può provocare formicolio, vomito, disturbi della vista e, nei casi gravi, convulsioni.
L’aconitina può alterare il ritmo cardiaco, causare l’arresto dei battiti e paralizzare il centro respiratorio.
Sono stati segnalati decessi dopo la somministrazione di 0,0015 g, nonostante la dose terapeutica ufficiale di aconitina fosse di 0,0001–0,0003 g.
L’aconito è stato ritirato dall’uso medico perché l’intossicazione poteva causare la paralisi del centro respiratorio, il rallentamento del cuore e la morte.
L’autore sconsiglia di coltivare l’aconito in una casa dove vivono bambini o persone anziane con problemi di memoria.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 7 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 574.
La rassegna descrive l’uso medicinale delle radici degli aconiti, ma segnala anche che i loro alcaloidi possono danneggiare gravemente il cuore, il sistema nervoso e il fegato.
Obiettivo dello studio: I tuberi e le radici di Aconitum (Ranunculaceae) sono ampiamente usati fin dall’antichità come medicinali per il cuore o analgesici per il trattamento della cardiopatia coronarica, dell’insufficienza cardiaca cronica, dell’artrite reumatoide e del dolore neuropatico.
Risultati: Gli alcaloidi di Aconitum sono sia composti bioattivi sia sostanze tossiche presenti nelle piante di Aconitum. Producono un’ampia gamma di effetti farmacologici, tra cui la protezione del sistema cardiovascolare, del sistema nervoso e del sistema immunitario, oltre a effetti antitumorali. In particolare, gli alcaloidi di Aconitum esercitano anche una forte tossicità cardiaca, neurotossicità e tossicità epatica, come dimostrato da studi clinici. Infine, gli studi farmacocinetici hanno indicato che le proteine del citocromo P450 (CYP) e i trasportatori di efflusso (ET) sono strettamente legati alla bassa biodisponibilità degli alcaloidi di Aconitum e svolgono un ruolo importante nel loro metabolismo e nella loro detossificazione nell’organismo.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
L’aconito veniva usato nella medicina tradizionale dopo un trattamento adeguato; i suoi alcaloidi sono pericolosi perché alterano il funzionamento dei canali del sodio nel cuore, nei nervi e nei muscoli.
Obiettivo dello studio: L’aconitina e gli alcaloidi correlati presenti nelle specie di Aconitum sono cardiotossine e neurotossine altamente tossiche. La pianta selvatica, soprattutto le radici e i tuberi radicali, è estremamente tossica. Una grave intossicazione da aconito può verificarsi dopo l’ingestione accidentale della pianta selvatica o il consumo di un decotto a base di radici di aconito. Nella medicina tradizionale cinese le radici di aconito vengono usate solo dopo un trattamento che riduce il contenuto di alcaloidi tossici.
Risultati: Le radici di aconito contengono aconitina, mesaconitina, ipaconitina e altri alcaloidi di Aconitum, noti come cardiotossine e neurotossine. I pazienti presentano soprattutto sintomi neurologici, cardiovascolari e gastrointestinali. Il trattamento è di supporto; si raccomanda di ricorrere precocemente alla circolazione extracorporea se le aritmie ventricolari e lo shock cardiogeno non rispondono al trattamento di prima linea.
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L’aconito viene usato da lungo tempo, tra l’altro contro le infiammazioni e le aritmie, ma l’ingestione accidentale o l’uso improprio possono causare un’intossicazione.
Obiettivo dello studio: La medicina erboristica derivata da Aconitum carmichaeli Debx. viene usata da oltre duemila anni contro le infiammazioni e le aritmie. Nella Medicina Tradizionale Cinese viene trasformata in Chuanwu (Radix Aconiti praeparata) e Fuzi (Radix Aconiti lateralis praeparata), due farmaci utili ma dotati di proprietà tossiche.
Risultati: Le dosi terapeutiche e letali stabilite dagli studi vengono riassunte, mentre i metodi d’uso e di lavorazione sono aggiornati e riesaminati alla luce delle conoscenze moderne. Inoltre, si discute la gestione clinica dei casi di avvelenamento con la medicina occidentale. Questa rassegna offre indicazioni e richiama l’attenzione sulla sicurezza nell’uso dei rimedi erboristici derivati da Aconitum e sull’applicazione delle conoscenze scientifiche moderne per ottimizzare i processi di detossificazione. Suggeriamo di valutare la possibilità di rinnovare il metodo di lavorazione standard attualmente previsto dalle farmacopee ufficiali di tutto il mondo.
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La rassegna indica che l’aconitina è stata studiata per possibili usi terapeutici, ma un uso eccessivo può causare aritmie letali o arresto cardiaco.
Obiettivo dello studio: Gli alcaloidi di Aconitum sono considerati i composti bioattivi caratteristici delle specie di Aconitum, ampiamente utilizzate per trattare diverse malattie; l’aconitina (AC) è presente nella maggior parte delle piante di Aconitum.
Risultati: Tuttavia, la cardiotossicità e la neurotossicità dell’AC hanno attirato molta attenzione. Un uso eccessivo di AC provoca spesso tachiaritmia ventricolare e arresto cardiaco e può essere potenzialmente letale. Pertanto, l’AC non può essere considerata semplicemente un buon farmaco o una sostanza tossica: le sue proprietà terapeutiche e tossiche restano poco chiare. Per individuare il particolare valore farmacologico dell’AC e prevenirne la tossicità, questo articolo riassume le sue attività farmacologiche e i suoi effetti tossici, offrendo nuove prospettive per un uso clinico sicuro ed efficace dell’AC.
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L’aconitina dell’aconito veniva usata nella medicina tradizionale cinese contro il dolore, ma è una potente tossina che agisce sul cuore e sul sistema nervoso.
Obiettivo dello studio: Nel 2022 si sono verificati tre episodi di intossicazione da aconitina in due province canadesi: uno nella Columbia Britannica (BC) e due in Ontario (ON). L’aconitina è un potente alcaloide presente in diverse specie della pianta Aconitum, che contiene cardiotossine e neurotossine.
Risultati: Quattordici casi sono stati associati al consumo di zenzero della sabbia: in BC (n = 2), acquistato in un negozio di alimenti naturali asiatici; in ON (n = 11), le spezie in polvere di Kaempferia galanga (KGP) erano state usate per preparare i pasti in un ristorante e, in un caso in ON, la KGP era stata acquistata. Le indagini sulla provenienza hanno rilevato che il prodotto importato dalla Cina conteneva aconitina in concentrazioni comprese tra 1304 e 5500 ppm. Indagini successive hanno rivelato che Aconitum era stato etichettato erroneamente come KGP, provenendo dallo stesso lotto importato (gennaio 2020). L’analisi del DNA vegetale non ha rilevato KGP in nessuna confezione di spezie, comprese quelle di lotti non associati ai casi di malattia: ciò fa pensare a un’adulterazione. Lo sviluppo di un metodo per rilevare l’aconitina in BC ha permesso di migliorare i tempi di risposta dei test in ON. BC e ON hanno aggiornato i protocolli di risposta alle epidemie e le comunicazioni.
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La rassegna ha registrato un decesso legato alla confusione della pianta con una specie di Aconitum napellus.
Obiettivo dello studio: In alcune regioni del mondo, la confusione accidentale tra piante usate come alimenti può provocare gravi intossicazioni e decessi. Lo scopo di questo studio era riferire sui casi di confusione rilevati dal Centro antiveleni di Marsiglia (PCC) dal 2002 al 2023.
Risultati: Nel corso di 22 anni sono stati gestiti 2197 casi di confusione alimentare che hanno coinvolto 321 specie diverse. La pianta più spesso coinvolta è stata Nerium oleander (289 casi, 13,1%), seguita dal genere Cucurbitaceae (3,3%), Colchicum autumnale (3,3%), Prunus amygdalus (3%), Mahinot esculenta (3%), Cytisus laburnum (2,6%), Aesculus hippocastanum (2,5%) e Narcissus Jonquilla (2%). Sono stati segnalati anche molti casi di confusione botanica (n = 1386, 63%), ma con meno di cinque casi per ciascuna delle specie coinvolte. In questa rassegna è stato segnalato un solo decesso, in un caso che ha coinvolto Aconitum napellus. Per tutti i casi sono stati usati due antidoti: il genere Datura e Prunus dulcis.
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L’intossicazione da aconitina dopo l’ingestione di un preparato a base di Aconitum sp. ha causato aritmie cardiache potenzialmente letali e una pressione sanguigna molto bassa.
Obiettivo dello studio: L’intossicazione da aconitina dovuta alla medicina tradizionale cinese è potenzialmente letale ed è associata ad aritmie e shock. La diagnosi precoce e un trattamento multidisciplinare sono essenziali, vista la mancanza di antidoti specifici. Questo studio intendeva presentare un caso grave di intossicazione da aconitina e valutare l’efficacia della combinazione di purificazione del sangue e terapia antiaritmica, offrendo indicazioni pratiche per la gestione clinica.
Risultati: La combinazione di terapia antiaritmica e purificazione del sangue si è dimostrata efficace. Il riconoscimento precoce e l’assistenza integrata sono fondamentali per gestire l’intossicazione da aconitina.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
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