Erbe e piantePrezzemolo: semplice verdura o rimedio per i reni e i gonfiori?
- Henryk Różański — Pietruszka – Petroselinum w fitoterapii
- Parsley: a review of ethnopharmacology, phytochemistry and biological activities. · J Tradit Chin Med 2013
- Herbal medicines as diuretics: a review of the scientific evidence. · J Ethnopharmacol 2007
- Clinical Trials Conducted on Herbal Remedies for the Treatment of Melasma: A Scoping Review. · J Cosmet Dermatol 2025
- Effect of parsley (Petroselinum crispum, Apiaceae) juice against cadmium neurotoxicity in albino mice (Mus musculus). · Behav Brain Funct 2016
- Petroselinum crispum (Parsley) Leaf Extract Attenuates Ethylene Glycol-Induced Nephrolithiasis Through Antioxidant and Renoprotective Effects. · Biomed Res Int 2026
- Attenuation of glycation-induced multiple protein modifications by Indian antidiabetic plant extracts. · Pharm Biol 2017
- Antioxidant and Neuroprotective Potential of Some Edible Fruits and Vegetable Extracts Based on Comparative Phytochemical Profiling and Bioactivity. · Plants (Basel) 2026
I preparati a base di prezzemolo si usano in caso di oliguria, gonfiori, calcoli urinari e infiammazioni dei reni e della vescica.
- Gli estratti della radice possono avere un effetto schiarente e disinfettante sulla pelle.
- I preparati a base di prezzemolo sono sconsigliati alle donne in gravidanza o che allattano.
Cosa scrivono gli autori
I preparati a base di prezzemolo si usano in caso di oliguria, gonfiori, calcoli urinari, infiammazioni dei reni e della vescica e disturbi digestivi.
Il prezzemolo rilassa la muscolatura dell’apparato digerente e stimola la secrezione dei succhi digestivi.
Gli estratti acquosi e idroalcolici della radice hanno un effetto schiarente e disinfettante sulla pelle.
In passato, il decotto di radici, da solo o con le foglie, veniva usato, tra l’altro, in caso di debolezza gastrica, gonfiore addominale e calcoli alla vescica.
In passato, i preparati ricchi di olio essenziale venivano usati per intensificare i sintomi delle mestruazioni e come afrodisiaco.
L’apiolo stimola le contrazioni uterine; i preparati a base di prezzemolo sono quindi sconsigliati alle donne in gravidanza o che allattano.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 7 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 40.
La revisione descrive, tra l’altro, l’uso tradizionale del prezzemolo come diuretico e antinfiammatorio e gli attribuisce diverse attività biologiche.
Obiettivo dello studio: Riassumere le informazioni complete sugli usi etnomedicinali, la fitochimica e le attività farmacologiche del prezzemolo.
Risultati: Nella medicina tradizionale e popolare, il prezzemolo è stato usato come carminativo, tonico gastrico, diuretico, antisettico delle vie urinarie, rimedio contro i calcoli urinari e antidoto, nonché come antinfiammatorio e per trattare amenorrea, dismenorrea, disturbi gastrointestinali, ipertensione, malattie cardiache, disturbi urinari, otite, raffreddore, diabete e diverse malattie della pelle. I composti attivi identificati in Petroselinum crispum sono i composti fenolici e i flavonoidi, in particolare apigenina, apiina e 6″-acetilapiina; l’olio essenziale, composto principalmente da miristicina e apiolo; e le cumarine. Nella medicina moderna, a questa pianta sono state attribuite numerose attività farmacologiche, tra cui quelle antiossidante, epatoprotettiva, neuroprotettiva, antidiabetica, analgesica, spasmolitica, immunosoppressiva, antiaggregante piastrinica, gastroprotettiva, citoprotettiva, lassativa, estrogenica, diuretica, ipotensiva, antibatterica e antifungina.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione ha indicato il prezzemolo come una delle piante con un promettente effetto diuretico.
Obiettivo dello studio: L’interesse per i benefici delle erbe e delle piante sulla salute e sul benessere è in crescita. A ragione: potrebbero offrire una protezione naturale contro lo sviluppo di alcune patologie e rappresentare un possibile trattamento per alcune malattie.
Risultati: Tra queste, le specie attualmente più promettenti sono Foeniculum vulgare, Fraxinus excelsior, Hibiscus sabdariffa, Petroselinum sativum e Spergularia purpurea, oltre a specie dei generi Cucumis (Cucumis melo e Cucumis trigonus), Equisetum (Equisetum bogotense, Equisetum fluviatile, Equisetum giganteum, Equisetum hiemale var. affine ed Equisetum myriochaetum), Lepidium (Lepidium latifolium e Lepidium sativum), Phyllanthus (Phyllanthus amarus, Phyllanthus corcovadensis e Phyllanthus sellowianus) e Sambucus (Sambucus mexicana e Sambucus nigra). Tuttavia, gli studi sono pochi e raccomandiamo di condurne altri per confermare gli effetti riportati. Servono prove di questo tipo per dare credibilità scientifica all’uso popolare delle medicine tradizionali e contribuire allo sviluppo di futuri medicinali, trattamenti e linee guida terapeutiche.
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Una revisione degli studi clinici ha incluso il prezzemolo tra le erbe che hanno avuto effetti positivi sulla melasma, sebbene in alcune persone si siano manifestati arrossamenti e allergie cutanee.
Obiettivo dello studio: La melasma, chiamata anche cloasma, è un disturbo cutaneo comune caratterizzato da iperpigmentazione acquisita. Molti pazienti affetti da questa condizione preferiscono i rimedi erboristici agli agenti chimici. Questo studio si propone di passare in rassegna gli studi clinici condotti sull’efficacia dei rimedi erboristici nel trattamento della melasma.
Risultati: Abbiamo individuato in totale 21 studi clinici che esaminavano l’efficacia dei rimedi erboristici nel trattamento della melasma. La revisione della letteratura ha rilevato effetti positivi nel trattamento della melasma per liquirizia, rabarbaro, una miscela di semi di melone e ceci, acetosa, gel di foglie di Aloe vera, prezzemolo, pomodoro, felce, oliva, corteccia di pino e uva spina indiana. La liquirizia è il rimedio erboristico più studiato per il trattamento della melasma. Alcuni pazienti che hanno usato liquirizia, rabarbaro e prezzemolo hanno manifestato arrossamenti e allergie cutanee. Pochi studi hanno valutato l’efficacia dei rimedi erboristici nel trattamento della melasma. Sono necessarie ulteriori ricerche, compresi studi clinici, revisioni sistematiche e metanalisi, per valutare l’efficacia dei rimedi erboristici e dei prodotti naturali, nonché i loro possibili effetti avversi.
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Nei topi, il succo di prezzemolo ha alleviato alcuni cambiamenti comportamentali e danni cerebrali associati alla somministrazione di cadmio.
Obiettivo dello studio: Il prezzemolo è stato usato come sostanza sperimentale per prevenire i cambiamenti comportamentali, biochimici e morfologici nel tessuto cerebrale di topi albini dopo la somministrazione cronica di cadmio (Cd).
Risultati: L’intossicazione da Cd può causare nei topi trattati anomalie comportamentali e alterazioni biochimiche e istopatologiche. Il succo di prezzemolo ha migliorato in modo significativo i cambiamenti comportamentali associati al Cd, ridotto l’aumento della perossidazione lipidica e normalizzato gli effetti del Cd sui livelli ridotti di glutatione e sull’attività della perossidasi nel cervello dei topi trattati. I dati istologici hanno confermato questi risultati: il trattamento con Cd ha causato degenerazione neuronale, cromatolisi e picnosi nel cervello, nel cervelletto e nel midollo allungato. La dose bassa di prezzemolo (5 g/kg/giorno) ha prodotto effetti benefici, riducendo nei topi trattati con Cd i cambiamenti dannosi legati al trattamento nei comportamenti, nei livelli di neurotrasmettitori, nello stress ossidativo e nei neuroni cerebrali.
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In un modello sui ratti, un estratto di foglie di prezzemolo ha migliorato gli indicatori antiossidanti in uno studio sui calcoli renali.
Obiettivo dello studio: La nefrolitiasi colpisce circa il 12% della popolazione mondiale e viene diagnosticata sempre più spesso in età più giovane, evidenziando la necessità di opzioni terapeutiche più sicure ed efficaci. Sebbene Petroselinum crispum (P.
Risultati: L’analisi istopatologica ha confermato un effetto protettivo, con una riduzione dei depositi di cristalli e il mantenimento dell’architettura dei tubuli renali. Questi risultati suggeriscono che P. crispum esercita effetti protettivi contro l’urolitiasi attraverso diversi meccanismi: diuretico, antiossidante e nefroprotettivo. Sono necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi molecolari dell’estratto e confermarne il potenziale clinico come agente terapeutico di origine vegetale per la prevenzione e la gestione dei calcoli renali.
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In uno studio di laboratorio, il prezzemolo ha limitato la glicazione delle proteine e alcuni dei cambiamenti ossidativi a essa associati.
Obiettivo dello studio: La glicazione delle proteine è un fattore importante nello sviluppo delle complicanze del diabete. Il potenziale antiglicante delle piante medicinali offre una promettente possibilità di intervento complementare contro queste complicanze. Lo studio ha valutato il potenziale antiglicante degli estratti di 19 piante medicinali usando l’albumina e misurando diversi indicatori: (1) glicazione, precoce e tardiva; (2) ossidazione dell’albumina; e (3) aggregazione amiloide.
Risultati: Petroselinum crispum, Boerhavia diffusa, Terminalia chebula, Swertia chirayita e Glycyrrhiza glabra hanno mostrato una significativa attività antiglicante. P. crispum e A. barbadensis hanno inibito lo stress carbonilico e protetto il gruppo tiolico dai danni ossidativi. È stata rilevata una correlazione significativa tra i tioli proteici e l’inibizione dell’amiloide (R = -.69, p < .001). P. crispum, B. diffusa e T. chebula hanno mostrato la più potente attività antiglicante. Queste piante hanno esercitato una notevole attività antiglicante in diversi tipi di modificazione dell’albumina dovuti alla glicazione. Questi risultati sono importanti per individuare piante con potenziale nel contrastare le complicanze del diabete.
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In uno studio di laboratorio, tra gli estratti analizzati, quello di prezzemolo ha inibito più efficacemente l’acetilcolinesterasi.
Obiettivo dello studio: I polifenoli sono composti bioattivi fondamentali nella dieta, che riducono lo stress ossidativo e la neurodegenerazione. Questo studio ha esaminato in vitro il potenziale antiossidante e neuroprotettivo degli estratti di alcuni frutti commestibili (albicocche, prugne e fichi) e di una verdura (prezzemolo), mettendolo in relazione con il loro profilo fitochimico.
Risultati: L’analisi HPTLC guidata dall’attività ha confermato che l’acido clorogenico contribuisce in modo rilevante alla capacità antiossidante. Per quanto ne sappiamo, questo è il primo studio che integra e confronta saggi spettrofotometrici dell’attività antiossidante, la caratterizzazione quantitativa dei fenoli mediante UHPLC, la bioautografia HPTLC guidata dall’attività e l’analisi dell’inibizione dell’AChE in tre frutti commestibili e una verdura consumati spesso insieme nelle diete di tipo mediterraneo. Ciò consente di mettere in relazione composti e attività tra specie diverse. Queste specie presentano profili fitochimici e biofunzionali diversi ma complementari. Il loro uso combinato potrebbe favorire la formulazione di alimenti funzionali con benefici antiossidanti e neuroprotettivi sinergici.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
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