Vitamine e mineraliHashimoto e selenio — il selenio attenua l’infiammazione della tiroide?
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- Selenium and thyroid diseases. · Front Endocrinol (Lausanne) 2023
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Jerzy Zięba sostiene che il selenio protegga la tiroide dall’infiammazione.
- Secondo lui, il selenio aiuta a eliminare l’eccesso di perossido di idrogeno, proteggendo così la tiroide dai danni.
- Henryk Różański consiglia, in caso di Hashimoto, 100–200 µg di selenio al giorno.
- Descrive la malattia di Hashimoto come un’infiammazione cronica e progressiva della tiroide, con infiltrati linfocitari.
Cosa scrivono gli autori
Il selenio protegge la tiroide dall’infiammazione.
Il selenio aiuta a eliminare l’eccesso di perossido di idrogeno, proteggendo così la tiroide dai danni.
In caso di Hashimoto si consiglia di assumere 100–200 µg di selenio al giorno.
Il selenio viene presentato come un sostegno per le donne, che sono più esposte alle malattie della tiroide.
La malattia di Hashimoto è associata all’infiammazione della tiroide e a infiltrati linfocitari.
La malattia di Hashimoto ha un decorso cronico e progressivo; l’infiammazione può aumentare la proteina C-reattiva e accelerare la velocità di eritrosedimentazione.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 6 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 190.
Una metanalisi ha rilevato che il selenio riduceva i livelli di anticorpi anti-TPO dopo 3 e 6 mesi e quelli di TSH dopo 6 mesi.
Obiettivo dello studio: Valutare i benefici clinici dell’integrazione di selenio (Se) nei pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto (HT).
Risultati: Sono stati inclusi 21 studi, per un totale di 1610 soggetti. I livelli sierici di TPOAb si sono ridotti in modo significativo dopo l’integrazione di Se, sia dopo 3 mesi (differenza media standardizzata [SMD] = -0.46, intervallo di confidenza [CI] al 95%: da -0.74 a -0.18, P = .001) sia dopo 6 mesi (SMD = -0.80, CI al 95%: da -1.38 a -0.21, P = .008). I livelli sierici di TgAb sono diminuiti dopo 3 mesi (SMD = -0.46, CI al 95%: da -0.79 a -0.12, P = .007), ma non dopo 6 mesi. Dopo 6 mesi sono stati riscontrati effetti significativi sulla riduzione dei livelli di TSH (SMD = -0.18, CI al 95% = da -0.35 a -0.01; P = .03). L’integrazione di Se contribuisce a ridurre i livelli di TPOAb e TSH nei pazienti con HT, migliorando il benessere o l’umore. La selenometionina è più efficace di NaSe e del lievito al selenio nel trattamento della tiroide di Hashimoto.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
In uno studio controllato, l’integrazione di selenio ha ridotto i livelli degli anticorpi anti-TPO, anti-TG e del TSH rispetto all’assenza di trattamento.
Obiettivo dello studio: Il selenio (Se) è un oligoelemento essenziale per l’uomo. Sono stati pubblicati studi recenti sugli effetti dell’integrazione di Se nella tiroidite di Hashimoto (HT), ma i benefici precisi e il meccanismo immunologico alla base non sono chiari.
Risultati: I risultati hanno mostrato che il trattamento SYT ha ridotto in modo significativo i livelli di TPOAb, TGAb e ormone tireostimolante (TSH), aumentando al contempo Se, GPx3 e SePP1 rispetto al gruppo di controllo. L’analisi dei sottogruppi ha rivelato, mediante un test di interazione, che i pazienti con HT subclinica potrebbero trarre maggior beneficio dal trattamento in termini di riduzione del TSH. Inoltre, nel gruppo trattato con Se, la percentuale di aTregs, Helios/Tregs e Helios/aTregs era significativamente più alta rispetto al gruppo di controllo. In conclusione, l’integrazione di Se può avere un effetto benefico sugli autoanticorpi tiroidei e sulla funzione tiroidea, aumentando l’attività antiossidante e potenziando le cellule Treg attivate.
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Una metanalisi ha rilevato che il selenio riduceva in modo significativo i livelli degli anticorpi anti-TPO e anti-TG nelle persone con Hashimoto.
Obiettivo dello studio: I medici prendono spesso in considerazione l’uso di integratori alimentari per contribuire a ridurre i livelli degli autoanticorpi tiroidei nei pazienti con tiroidite di Hashimoto (HT). Attualmente, i diversi integratori variano nella loro capacità di ridurre i livelli degli autoanticorpi.
Risultati: Per questa metanalisi sono state selezionate 10 metanalisi quantitative di studi caso-controllo. Rispetto al gruppo placebo, l’uso di integratori di selenio è stato in grado di ridurre in modo significativo i livelli degli autoanticorpi anti-perossidasi tiroidea (TPOAb) (SMD: -2.44, CI al 95%: -4.19, -0.69) e degli autoanticorpi anti-tireoglobulina (TgAb) (SMD: -2.76, CI al 95%: -4.50, -1.02). Durante un trattamento di 6 mesi, l’uso di mio-inositolo, della sola vitamina D e della combinazione di selenio e mio-inositolo non ha ridotto in modo efficace i livelli di TPOAb (mio-inositolo: SMD:-1.94, CI al 95%: -6.75, 2.87; vitamina D: SMD: -2.54, CI al 95%: -6.51,1.42; Se+mio-inositolo: SMD: -3.01, CI al 95%: -8.96,2.93) o TgAb (mio-inositolo: SMD:-2.02, CI al 95%: -6.52, 2.48; vitamina D: SMD: -2.73, CI al 95%: -6.44,0.98; Se+mio-inositolo: SMD: -3.64, CI al 95%: -9.20,1.92). Pertanto, raccomandiamo che i pazienti con HT (tiroidite di Hashimoto) assumano una quantità adeguata di selenio come trattamento complementare alle cure standard.
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Una revisione riporta che l’integrazione di selenio era associata a livelli più bassi di anticorpi anti-TPO e a un aspetto migliore della tiroide all’ecografia.
Obiettivo dello studio: Il selenio, un elemento non metallico, è un micronutriente essenziale per la biosintesi delle selenoproteine contenenti selenocisteina. Negli adulti, la tiroide contiene la quantità più elevata di selenio per grammo di tessuto.
Risultati: Nella tiroidite di Hashimoto, l’integrazione di selenio è stata associata a una riduzione dei livelli degli anticorpi anti-perossidasi tiroidea e a un miglioramento della struttura tiroidea all’ecografia. Nel cancro della tiroide, diversi integratori di selenio hanno mostrato effetti antitumorali variabili. Tuttavia, i risultati pubblicati sono ancora contrastanti e servono ulteriori prove cliniche per determinare l’importanza clinica del selenio. Questo articolo esamina la forte associazione tra selenio e malattie della tiroide e propone nuove idee per l’impiego clinico del selenio nelle patologie tiroidee.
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La revisione indica che il selenio può ridurre i livelli degli anticorpi anti-TPO e che le selenoproteine svolgono un ruolo protettivo nella tiroide.
Obiettivo dello studio: La tiroidite di Hashimoto (HT) è considerata la più comune malattia autoimmune. Attualmente si ritiene che alla sua comparsa contribuiscano la predisposizione genetica, i fattori ambientali e i disturbi immunitari. Per quanto riguarda l’alimentazione, le prove indicano che un elevato apporto di iodio e le carenze di selenio e ferro possono avere un ruolo; potrebbe essere rilevante anche lo stato della vitamina D.
Risultati: I medici dovrebbero controllare i livelli di ferro dei pazienti (in particolare nelle donne con mestruazioni) e lo stato della vitamina D, per correggere eventuali carenze. Un apporto adeguato di selenio è fondamentale nelle aree con carenza o eccesso di iodio; nelle regioni in cui l’apporto di selenio è basso, può essere appropriato assumere un integratore da 50-100 μg al giorno.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Una revisione indica che in alcuni studi il selenio ha ridotto i livelli degli anticorpi anti-TPO e migliorato il benessere, anche se i risultati erano contrastanti.
Obiettivo dello studio: Questo articolo aggiorna le conoscenze sul ruolo del selenio, un oligoelemento essenziale, e sulla sua interazione con gli altri oligoelementi, iodio e ferro, che insieme contribuiscono a mantenere livelli adeguati di ormoni tiroidei. La sintesi, la secrezione, il metabolismo e l’azione degli ormoni tiroidei nei tessuti bersaglio dipendono da un apporto nutrizionale equilibrato o dall’integrazione di questi elementi.
Risultati: Diversi studi, la maggior parte dei quali ancora con un numero di casi troppo basso, indicano che la somministrazione di selenio sia nella tiroidite autoimmune (tiroidite di Hashimoto) sia nella malattia di Graves lieve migliora i punteggi clinici e il benessere dei pazienti e riduce i livelli degli anticorpi anti-perossidasi tiroidea. Tuttavia, i risultati pubblicati sono ancora contrastanti e dipendono dai livelli iniziali di selenio, dalla dose, dalla durata e dalla forma di selenio usata nell’intervento. Sono state presentate prove di un’azione del selenio specifica per sesso, dell’assenza di effetti benefici in gravidanza e del contributo dei polimorfismi genetici (selenoproteina S).
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Prospettive e materiali di opinione
I contenuti seguenti presentano opinioni, interpretazioni e ipotesi degli autori. Non sono considerati equivalenti agli studi scientifici e alle revisioni sistematiche.
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