Dieta e alimentazioneGlutammato monosodico: il condimento che danneggia silenziosamente l’intestino e la memoria?
- Jerzy Jaśkowski — Przechytrzyć cukrzycę. Część 1
- Henryk Różański — Kwas glutaminowy i glutamina a pamięć
- Henryk Różański — Kwas glutaminowy
- Henryk Różański — Sole kwasu glutaminowego a przyprawy
- Tadeusz Trziszka — Trziszka T. — jaja
- L-glutamate: a key amino acid for senory and metabolic functions. · Arch Latinoam Nutr 2016
- Dietary glutamate and the brain: In the footprints of a Jekyll and Hyde molecule. · Neurotoxicology 2020
- Efficacy of Plasmalogens on Monosodium Glutamate-Induced Neurotoxicity in Male Rats Through NF-κB and p38 MAPK Signaling Pathways. · Oxid Med Cell Longev 2025
Jerzy Jaśkowski sostiene che il glutammato contenuto in una barretta possa eliminare fino alla metà dei batteri intestinali buoni e associa il consumo frequente di queste barrette a infiammazioni del tratto gastrointestinale.
- Henryk Różański descrive l’acido glutammico come un neurotrasmettitore presente nel cervello, nel cervelletto e nel midollo spinale, che favorisce la memorizzazione e il recupero delle informazioni.
- Tadeusz Trziszka sottolinea l’influenza degli ingredienti alimentari e dello stato del microbiota intestinale sulla salute e sulla qualità della vita, e raccomanda di limitare gli additivi chimici.
- Il glutammato monosodico e gli altri composti citati intensificano il sapore aumentando la sensibilità delle papille gustative.
Cosa scrivono gli autori
Jerzy Jaśkowski sostiene che il glutammato contenuto in una barretta possa eliminare fino al 50% dei batteri intestinali buoni.
Jerzy Jaśkowski associa il consumo frequente di barrette contenenti glutammato alle infiammazioni del tratto gastrointestinale.
Secondo Henryk Różański, l’acido glutammico favorisce la memorizzazione e il recupero delle informazioni.
Henryk Różański descrive l’acido glutammico come un neurotrasmettitore presente nel cervello, nel cervelletto e nel midollo spinale.
Anche Henryk Różański collega l’acido glutammico ai processi di memorizzazione e recupero delle informazioni.
Il glutammato monosodico e gli altri composti citati intensificano il sapore aumentando la sensibilità delle papille gustative.
Tadeusz Trziszka afferma che gli ingredienti alimentari e lo stato del microbiota intestinale influiscono sulla salute e sulla qualità della vita, e raccomanda di ridurre al minimo gli additivi chimici.
Tadeusz Trziszka afferma che il glutammato è un neurotrasmettitore nel sistema di connessioni tra le cellule intestinali e il nervo vago.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 3 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 73.
La rassegna riferisce che le agenzie di valutazione degli additivi alimentari hanno considerato sicuro il glutammato monosodico.
Obiettivo dello studio: L’acido glutammico, o la sua forma ionica L-glutammato (GLU), è uno degli amminoacidi più abbondanti in natura e svolge funzioni importanti a livello cellulare e sistemico. Per esempio, nell’intestino e nel fegato il GLU è una fonte di energia e il precursore di importanti molecole biologiche.
Risultati: Inoltre, il GLU è stato associato alla potenziamento a breve e lungo termine, alla memoria e all’apprendimento. Il consumo di GLU o del suo sale monosodico (glutammato monosodico, MSG) come additivo alimentare è responsabile del gusto umami. Il consumo di MSG è stato considerato sicuro dalle diverse agenzie incaricate di valutare la sicurezza degli additivi alimentari, che hanno stabilito una dose giornaliera ammissibile (DGA) «non specificata» oppure lo hanno classificato come sostanza generalmente riconosciuta come sicura (GRAS). Questa rassegna si concentra su importanti aspetti metabolici del GLU, sul suo ruolo nella percezione del gusto e sulla sicurezza dell’MSG.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La rassegna indica che gli effetti del glutammato sul cervello dipendono dalle circostanze e che alcuni cambiamenti osservati possono essere benefici.
Obiettivo dello studio: Il glutammato è un neurotrasmettitore fondamentale del sistema nervoso centrale dei mammiferi, un componente molecolare della nostra dieta e un popolare additivo alimentare. Tuttavia, da decenni si discute della sicurezza del glutammato come additivo alimentare, soprattutto per quanto riguarda la sua capacità — o incapacità — di attraversare la barriera emato-encefalica, causare eccitotossicità o portare alla morte dei neuroni.
Risultati: Queste osservazioni suggeriscono che, nel cervello dei mammiferi, il glutammato esogeno potrebbe avere un duplice effetto: in sostanza, essere una molecola dalle due facce, i cui effetti possono dipendere da diversi fattori. Questa rassegna si basa sull’esperienza di ricerca degli autori e di altri ricercatori sugli effetti del glutammato esogeno sul cervello dei roditori. Evidenziamo inoltre le possibili implicazioni di tali effetti sul cervello, in condizioni di salute e di malattia. Infine, concludiamo che, oltre agli effetti culinari del glutammato esogeno, potrebbe avere un ruolo utile nella comprensione e nella gestione dei disturbi cerebrali.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Nei ratti maschi l’MSG è stato associato a cambiamenti neurotossici nell’ippocampo, mentre i plasmalogeni hanno attenuato alcuni di questi cambiamenti.
Obiettivo dello studio: Il glutammato monosodico (MSG) è l’additivo alimentare più comunemente usato e i suoi effetti neurotossici sono ben noti. Questo studio è stato condotto per valutare i meccanismi alla base della neurotossicità dell’MSG sull’ippocampo nei ratti maschi e per esaminare l’effetto protettivo dei plasmalogeni (Pls) sulle vie di segnalazione del fattore nucleare B (NF-κB) e della p38 MAPK nell’ippocampo, mediante metodi comportamentali, biochimici e immunoistochimici.
Risultati: I risultati mostrano che i plasmalogeni migliorano i livelli di glucosio, insulina, lipidi, marcatori dello stress ossidativo, enzimi antiossidanti, AKT e marcatori neurochimici. Riducono inoltre i livelli dei marcatori infiammatori TNF-α, NF-κB e della proteina chinasi attivata da mitogeni p38 (MAPK). Le alterazioni istologiche e immunoistochimiche nei tessuti dell’ippocampo risultavano attenuate dopo l’esposizione ai Pls, suggerendo un loro forte effetto benefico. Concludiamo che i Pls hanno effetti antinfiammatori, antiossidanti e antiapoptotici e contrastano la neurotossicità indotta dall’MSG modificando le vie di segnalazione NF-κB e p38 MAPK.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
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