Vitamine e mineraliZinco: il minerale dell’immunità che dimentichiamo?
- Henryk Różański — Nieco o znaczeniu cynku Zn (zincum).
- Hubert Czerniak — W kleszczach boreliozy
- Zinc as a Gatekeeper of Immune Function. · Nutrients 2017
- Zinc and immunity. · Mol Cell Biochem 1998
- Immune-enhancing role of vitamin C and zinc and effect on clinical conditions. · Ann Nutr Metab 2006
- Zinc-altered immune function. · J Nutr 2003
- Zinc deficiency. · Curr Opin Gastroenterol 2009
- Orthomolecular Medicine News Service — How to Prevent Sepsis Mortality: Part 2
- Orthomolecular Medicine News Service — Measles: A Nutritional Deficiency Disease - Integrative Orthomolecular Medicine for the Prevention and Management of Measles
- Orthomolecular Medicine News Service — A Health Crisis Exposed by the COVID Pandemic
Henryk Różański afferma che lo zinco aiuta a produrre cellule e proteine immunitarie e aumenta la resistenza alle infezioni virali e ai batteri piogeni.
- Hubert Czerniak sottolinea che un’integrazione adeguata di zinco è importante per rafforzare le difese immunitarie.
Cosa scrivono gli autori
Lo zinco aiuta a produrre cellule e proteine immunitarie e aumenta la resistenza alle infezioni virali e ai batteri piogeni.
Un’integrazione adeguata di zinco è indicata come importante per rafforzare le difese immunitarie.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 5 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 9 023.
La rassegna descrive come lo zinco sostenga l’attività delle cellule immunitarie e indica i possibili benefici dell’integrazione in caso di alterazioni delle difese immunitarie.
Obiettivo dello studio: Dopo la scoperta della carenza di zinco negli anni Sessanta, divenne presto chiaro che lo zinco è essenziale per il funzionamento del sistema immunitario. Gli ioni di zinco partecipano alla regolazione delle vie di segnalazione intracellulari nelle cellule immunitarie dell’immunità innata e adattativa.
Risultati: Di conseguenza, diventano chiari i benefici dell’integrazione di zinco quando il sistema immunitario non funziona correttamente. Questo articolo si concentrerà sui meccanismi alla base della regolazione della segnalazione cellulare attraverso i cambiamenti dell’omeostasi dello zinco. Verranno distinti gli effetti dei rapidi flussi di zinco, delle «onde di zinco» intermedie e dei segnali tardivi legati all’omeostasi dello zinco. Saranno descritti gli effetti dell’omeostasi dello zinco sull’attivazione di importanti molecole di segnalazione e sulle modifiche epigenetiche, per sottolineare il ruolo dello zinco come custode della funzione immunitaria.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Lo studio ha mostrato che la carenza di zinco indeboliva le funzioni dei linfociti T e che l’integrazione riportava alla normalità l’attività della timulina.
Obiettivo dello studio: La carenza alimentare di zinco è diffusa nei Paesi in via di sviluppo e una carenza dovuta a determinate condizioni si riscontra in molte malattie. È noto che lo zinco svolge un ruolo importante nel sistema immunitario e che chi ne è carente può essere più vulnerabile a diversi agenti patogeni.
Risultati: Gli studi sulle sottopopolazioni di cellule T hanno rivelato che, a causa della carenza di zinco, il rapporto tra CD4+ CD45RA+ e CD4+ CD45RO+ diminuiva. Ciò suggerisce che lo zinco possa essere necessario per la rigenerazione di nuove cellule T CD4+. Abbiamo inoltre documentato che la carenza di zinco riduceva l’attività citolitica delle cellule NK e la percentuale di cellule T CD8+ CD73+, che sono per lo più precursori delle cellule T citotossiche. In un modello di coltura cellulare adatto, i nostri studi hanno rivelato che l’espressione genica di TK, un enzima che sintetizza il DNA, risultava compromessa, causando un ritardo del ciclo cellulare e una riduzione della crescita cellulare. Le conseguenze immunologiche sopra descritte potrebbero essere responsabili della riduzione delle funzioni immunitarie cellulo-mediate nelle persone con carenza di zinco.
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Gli studi descritti indicano che un apporto adeguato di zinco e vitamina C può attenuare i sintomi e abbreviare le infezioni delle vie respiratorie.
Obiettivo dello studio: Durante le infezioni e lo stress, le concentrazioni di vitamina C nel plasma e nei leucociti diminuiscono rapidamente. È stato riscontrato che l’integrazione di vitamina C migliora alcuni aspetti del sistema immunitario umano, come l’attività antimicrobica e delle cellule natural killer, la proliferazione dei linfociti, la chemiotassi e l’ipersensibilità di tipo ritardato.
Risultati: nelle persone anziane. Sono disponibili numerosi studi di intervento randomizzati e controllati con dosi fino a 1 g di vitamina C e fino a 30 mg di zinco. Questi studi documentano che un apporto adeguato di vitamina C e zinco allevia i sintomi e abbrevia la durata delle infezioni delle vie respiratorie, compreso il raffreddore comune. Inoltre, la vitamina C e lo zinco riducono l’incidenza della polmonite, della malaria e delle infezioni diarroiche e ne migliorano gli esiti, soprattutto nei bambini dei Paesi in via di sviluppo.
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La rassegna indica che integrare lo zinco può correggere le alterazioni della funzione immunitaria associate alla sua carenza.
Obiettivo dello studio: È noto che lo zinco è essenziale per tutte le cellule dell’organismo umano che proliferano rapidamente, in particolare quelle del sistema immunitario. I diversi effetti dello zinco sulle cellule immunitarie, osservati in vivo e in vitro, dipendono soprattutto dalla concentrazione di zinco.
Risultati: Dosi elevate di zinco hanno effetti negativi sulle cellule immunitarie e provocano alterazioni simili a quelle osservate in caso di carenza di zinco. Inoltre, quando le cellule mononucleate del sangue periferico vengono incubate in vitro con lo zinco, viene indotto il rilascio di citochine come le interleuchine (IL)-1 e -6, il fattore di necrosi tumorale alfa, il recettore solubile dell’IL-2 e l’interferone gamma. A una concentrazione di 100 micromoli/L, lo zinco inibisce l’attività citotossica delle cellule natural killer e le funzioni delle cellule T, mentre attiva direttamente i monociti. A una concentrazione di 500 micromoli/L, lo zinco induce l’attivazione chemiotattica diretta dei granulociti neutrofili. Tutti questi effetti sono discussi in questa breve rassegna.
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La rassegna riferisce che l’integrazione di zinco può ridurre la frequenza delle infezioni e contribuire a prevenire e trattare la diarrea acuta.
Obiettivo dello studio: Lo zinco svolge un ruolo essenziale in numerose vie biochimiche. La carenza di zinco colpisce molti apparati e sistemi, tra cui quello tegumentario, gastrointestinale, nervoso centrale, immunitario, scheletrico e riproduttivo. Questo articolo si propone di discutere il metabolismo dello zinco e di illustrare alcune malattie associate alla sua carenza.
Risultati: La carenza di zinco compromette sia l’immunità umorale sia quella cellulo-mediata e aumenta la vulnerabilità alle infezioni. È stato dimostrato che l’integrazione di zinco riduce l’incidenza delle infezioni e i danni cellulari causati dall’aumento dello stress ossidativo. La carenza di zinco è inoltre associata a malattie epatiche acute e croniche. L’integrazione di zinco protegge dai danni al fegato provocati dalle tossine ed è usata come trattamento dell’encefalopatia epatica nei pazienti che non rispondono alle terapie standard. La carenza di zinco è stata anche associata alle malattie diarroiche e l’integrazione si è dimostrata efficace sia nella prevenzione sia nel trattamento della diarrea acuta.
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Prospettive e materiali di opinione
I contenuti seguenti presentano opinioni, interpretazioni e ipotesi degli autori. Non sono considerati equivalenti agli studi scientifici e alle revisioni sistematiche.
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