MalattieErbe per la depressione al posto degli antidepressivi: cosa consigliano erboristi e medici?
- Henryk Różański — Zioła w depresji – Herba antidepressiva
- Henryk Różański — Dziurawiec w praktycznej fitoterapii.
- Henryk Różański — Cytryniec chiński – zioło adaptogenne, prokognitywne, przeciwdepresyjne
- Henryk Różański — Cytryniec chiński – Schisandra chinensis Turcz. (Baill.) – zioło nootropowe, prokognitywne, przeciwdepresyjne i adaptogenne.
- Henryk Różański — Bukwica zwyczajna (lekarska) – Betonica officinalis L. jako środek uspokajający i przeciwlękowy.
- Henryk Różański — Ziołomiody w praktyce
- Jan Jaśkowski — Jak nie dać się złej aurze i przygnębieniu? — Moja Apteczka
- Clinical use of Hypericum perforatum (St John's wort) in depression: A meta-analysis. · J Affect Disord 2017
- Current Umbrella Evidence on Nutraceuticals and Herbal Medicine for Depression in Adults: A Scoping Review. · J Integr Complement Med 2026
- Exploring the Potential of Saffron as a Therapeutic Agent in Depression Treatment: A Comparative Review. · Yale J Biol Med 2024
- Effectiveness of Herbal Medicine Compared to Antidepressants in Patients with Schizophrenia Spectrum Disorders Accompanied by Depression: a systematic review and meta-analysis. · J Pharmacopuncture 2026
- Orthomolecular Medicine News Service — COVID STRESS
Henryk Różański descrive l’iperico come una pianta che migliora l’umore e aiuta a ritrovare la voglia di vivere.
- Cita anche la schisandra cinese, l’escholzia californiana, la fumaria, la griffonia e l’artemisia tra le piante descritte in relazione alla depressione.
- Per il sonno, le nevrosi e l’ansia propone una miscela di lavanda, valeriana, luppolo, betonica e iperico.
- Jan Jaśkowski giudica limitata l’efficacia degli SSRI e segnala possibili effetti collaterali, tra cui problemi di libido e di sonno e un aumento del rischio di suicidio.
Cosa scrivono gli autori
Tra le piante descritte come antidepressivi, Henryk Różański cita l’escholzia californiana, la fumaria, la griffonia e l’artemisia.
Gli estratti alcolici e secchi di iperico sono descritti come antidepressivi e calmanti; i loro effetti dovrebbero farsi sentire dopo un uso regolare e prolungato.
Henryk Różański descrive l’iperico come una pianta che migliora l’umore, dà forza e aiuta a ritrovare la voglia di vivere.
Henryk Różański descrive la schisandra cinese come una pianta che contrasta gli stati depressivi e la stanchezza e stimola l’attività.
Le foglie e i germogli fogliosi della schisandra cinese sono indicati per la depressione e gli stati di stress.
La schisandra cinese è citata anche per gli stati depressivi e la diminuzione dell’attività.
Per il sonno, le nevrosi e l’ansia, Henryk Różański propone una miscela di lavanda, valeriana, luppolo, betonica e iperico.
La betonica è descritta come una pianta che facilita l’addormentamento e contrasta le nevrosi.
Henryk Różański afferma che all’«miele alle erbe» calmante si può aggiungere l’iperico per conferirgli un’azione antidepressiva.
Jan Jaśkowski presenta come limitata l’efficacia degli SSRI, i farmaci antidepressivi più usati.
Jan Jaśkowski segnala possibili effetti collaterali degli SSRI, tra cui problemi di libido e di sonno e un aumento del rischio di suicidio.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 4 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 2 082.
Una metanalisi ha rilevato che l’iperico aveva tassi di risposta e remissione simili a quelli degli SSRI ed era associato a un minor numero di interruzioni del trattamento.
Obiettivo dello studio: L’iperico è un rimedio erboristico popolare, consigliato dai praticanti della medicina tradizionale cinese (TCM) e autorizzato e ampiamente prescritto per la depressione in molti paesi europei. Tuttavia, i dati sui suoi benefici e rischi sono discordanti; l’ultima grande metanalisi sull’uso dell’iperico per la depressione è stata condotta nel 2008 e non ne sono state pubblicate di aggiornate.
Risultati: Sono stati esaminati 27 studi clinici, per un totale di 3808 pazienti, che confrontavano l’uso dell’iperico con quello degli SSRI. Nei pazienti con depressione, l’iperico ha mostrato tassi di risposta (RR aggregato 0.983, IC 95% 0.924-1.042, p<0.001) e di remissione (RR aggregato 1.013, IC 95% 0.892-1.134, p<0.001) comparabili, e un tasso di interruzione/abbandono significativamente inferiore (OR aggregato 0.587, IC 95% 0.478-0.697, p<0.001) rispetto agli SSRI standard. Anche lo SMD aggregato rispetto ai punteggi HAM-D iniziali (SMD aggregato -0.068, IC 95% da -0.127 a 0.021, p<0.001) conferma una significativa efficacia clinica nel ridurre i sintomi depressivi. Nei pazienti con depressione da lieve a moderata, l’iperico ha un’efficacia e una sicurezza comparabili a quelle degli SSRI. Servono studi di follow-up di più lunga durata per accertarne i benefici.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Una revisione ombrello segnala possibili benefici antidepressivi di diversi preparati, ma sottolinea che i risultati sono discordanti e incerti.
Obiettivo dello studio: La depressione resta un importante problema di salute a livello globale e gli antidepressivi convenzionali, pur essendo efficaci, sono limitati dagli effetti collaterali e dai sintomi da sospensione. Lo scopo era mappare le evidenze di livello ombrello sugli interventi con singoli nutraceutici ed erbe per la depressione diagnosticata clinicamente negli adulti.
Risultati: Nove revisioni ombrello hanno soddisfatto i criteri di inclusione e hanno preso in esame acidi grassi omega-3, vitamina D, probiotici, zafferano, iperico, zinco e folati. In generale, le revisioni hanno segnalato possibili benefici antidepressivi e profili di sicurezza accettabili per diversi interventi, anche se la sovrapposizione tra studi e la loro eterogeneità hanno limitato la certezza dei risultati. Le prove indicano un’efficacia promettente ma non uniforme per diversi nutraceutici e preparati erboristici. Per chiarirne il ruolo nella cura della depressione servono modalità di rendicontazione standardizzate, attenzione ai livelli iniziali di nutrienti e valutazioni economiche.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione descrive lo zafferano come una possibile opzione per la depressione lieve e moderata, ma sottolinea la necessità di studi più lunghi e di cautela nell’uso di dosi terapeutiche.
Obiettivo dello studio: La depressione è una sfida significativa per la salute mentale a livello globale. Gli antidepressivi tradizionali sono efficaci, ma spesso causano effetti collaterali indesiderati.
Risultati: Lo zafferano è sicuro nelle quantità usate in cucina, ma dosi terapeutiche più elevate richiedono un’attenta sorveglianza per le possibili interazioni con i farmaci e gli effetti collaterali. In sintesi, lo zafferano rappresenta una prospettiva promettente nel trattamento della depressione, con benefici che potrebbero essere paragonabili a quelli dei trattamenti standard e un profilo di sicurezza migliore. Tuttavia, occorrono ulteriori ricerche per definire linee guida chiare, ottimizzare le dosi e valutare gli esiti a lungo termine. Lo zafferano offre una possibile via naturale per trattare la depressione, ma il suo uso deve essere controllato e fondato su prove scientifiche.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione non ha rilevato differenze significative tra erbe e antidepressivi usati come aggiunta agli antipsicotici nelle persone con schizofrenia e depressione.
Obiettivo dello studio: La depressione colpisce circa il 28.6% dei pazienti con disturbi dello spettro della schizofrenia (SSD). Sebbene la fitoterapia (HM) sia stata proposta come opzione terapeutica, la sua efficacia comparativa rispetto agli antidepressivi resta incerta. Questa revisione sistematica ha confrontato la fitoterapia con gli antidepressivi, usati come aggiunta agli antipsicotici nei pazienti con SSD e depressione concomitante.
Risultati: Sono stati inclusi sette studi clinici randomizzati e controllati (RCT), per un totale di 505 partecipanti. La metanalisi non ha rilevato differenze significative tra fitoterapia e antidepressivi nei sintomi depressivi (SMD -0.19, IC 95% [-0.54, 0.15]; prove di certezza molto bassa), nei tassi di risposta (RR 1.00, IC 95% [0.96, 1.04]; prove di bassa certezza) o nei sintomi psichiatrici complessivi (SMD -0.06, IC 95% [-0.84, 0.73]; prove di bassa certezza). Per quanto riguarda gli eventi avversi, è emersa una tendenza non significativa a favore della fitoterapia (RR 0.56, IC 95% [0.06, 5.26]; prove di bassa certezza). Le prove, di certezza da molto bassa a bassa, indicano che non vi sono differenze significative di efficacia tra fitoterapia e antidepressivi, usati come aggiunta agli antipsicotici per trattare la depressione nelle persone con SSD. Sebbene la fitoterapia possa essere un’alternativa, servono studi di alta qualità e su larga scala per arrivare a conclusioni definitive.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Prospettive e materiali di opinione
I contenuti seguenti presentano opinioni, interpretazioni e ipotesi degli autori. Non sono considerati equivalenti agli studi scientifici e alle revisioni sistematiche.
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