MalattieCalvizie: sono gli ormoni i responsabili?
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Henryk Różański indica che un eccesso di testosterone può inibire la crescita dei capelli sulla testa e causare alopecia androgenetica.
- Secondo lui, il Superdrol può causare questo tipo di alopecia, mentre il Sodium Laureth Sulfate negli shampoo può provocare la caduta dei capelli.
- Il trifoglio può ridurre la calvizie associata a un eccesso di androgeni, mentre gli estratti di crassula rossa dovrebbero contrastarla grazie alla loro azione antiandrogena.
Cosa scrivono gli autori
Un eccesso di testosterone può inibire la crescita dei capelli sulla testa e causare alopecia androgenetica.
Il trifoglio può ridurre la calvizie associata a un eccesso di androgeni.
Gli estratti di crassula rossa dovrebbero contrastare la calvizie grazie alla loro azione antiandrogena.
Secondo Henryk Różański, il Sodium Laureth Sulfate negli shampoo provoca la caduta dei capelli.
Il Superdrol può causare alopecia androgenetica.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 7 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 2 774.
L’alopecia androgenetica è associata all’azione del DHT sui follicoli piliferi sensibili agli androgeni.
Obiettivo dello studio: L’alopecia androgenetica (AGA) è la forma più comune di alopecia e colpisce, nel corso della vita, fino all’80% degli uomini e al 50% delle donne. È causata da una progressiva riduzione del diametro, della lunghezza e della pigmentazione dei capelli.
Risultati: La forma maschile è caratterizzata dalla recessione bitemporale dell’attaccatura frontale, seguita da un diradamento diffuso nella zona della sommità del capo. Oggi la dermoscopia del cuoio capelluto viene usata di routine nei pazienti con alopecia androgenetica, perché facilita la diagnosi e la diagnosi differenziale con altre patologie, permette di valutare la gravità e consente di monitorare nel tempo la progressione della malattia e la risposta al trattamento. L’AGA è una malattia progressiva che tende a peggiorare nel tempo. I trattamenti medici per l’AGA includono minoxidil topico, agenti antiandrogeni e inibitori della 5-alfa-reduttasi.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione indica che i cambiamenti ormonali durante la menopausa possono ridurre la densità e lo spessore dei capelli.
Obiettivo dello studio: La menopausa, definita come la cessazione delle mestruazioni, può essere preceduta da fluttuazioni ormonali durante la transizione alla menopausa, fino a 10 anni prima. In questo periodo i cambiamenti ormonali, compreso il relativo aumento degli androgeni e la cessazione della produzione ovarica di estrogeni, incidono direttamente sul follicolo pilifero, un tessuto sensibile agli estrogeni.
Risultati: Queste fluttuazioni ormonali possono causare cambiamenti nel fusto del capello e nel ciclo di crescita, tra cui una riduzione della densità e del diametro dei capelli e cambiamenti nella loro consistenza. Inoltre, la perdita di estrogeni dopo l’inizio della menopausa può compromettere il funzionamento metabolico e vascolare dell’unità follicolare. La diminuzione complessiva della densità, dell’aspetto e della gestibilità dei capelli può avere un impatto emotivo significativo e incidere sulla salute mentale generale, provocando stress, ansia e una minore autostima. Oltre ai cambiamenti fisiologici che possono verificarsi nel follicolo pilifero durante la menopausa, alcune patologie dei capelli, tra cui la perdita di capelli con distribuzione femminile, il telogen effluvium e l’alopecia fibrosante frontale, sono state osservate più spesso nelle donne in postmenopausa.
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La revisione indica che i cambiamenti dei livelli ormonali durante la menopausa influiscono sul ciclo dei capelli e sono associati a comuni disturbi dei capelli.
Obiettivo dello studio: La menopausa, che si verifica di solito tra i 45 e i 55 anni, è associata a una diminuzione dei livelli di estrogeni dovuta all’esaurimento dei follicoli ovarici. Gli effetti sul sistema cardiovascolare e sulla densità ossea sono ben documentati; sono tuttavia necessarie ulteriori ricerche per stabilire gli effetti sulla pelle e sui capelli.
Risultati: Gli androgeni e gli estrogeni partecipano alla regolazione del ciclo dei capelli e nelle donne in postmenopausa si osserva una riduzione dei capelli in fase anagen. Sia la perdita di capelli con distribuzione femminile sia l’alopecia fibrosante frontale sono state associate alla perimenopausa e alla postmenopausa. È chiaro che la menopausa e i cambiamenti dei livelli ormonali influiscono sul ciclo dei capelli e sui disturbi più comuni. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche, in particolare per comprendere i bersagli terapeutici e il ruolo della terapia ormonale.
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Nelle donne, l’alopecia androgenetica è associata, tra l’altro, all’azione degli androgeni, che favoriscono la miniaturizzazione dei follicoli piliferi.
Obiettivo dello studio: L’alopecia androgenetica (AGA) colpisce quasi il 50% delle donne nel corso della vita ed è la forma più diffusa di perdita cronica dei capelli in questa popolazione. Nonostante la sua elevata incidenza, nelle donne l’AGA resta sottodiagnosticata e sottotrattata, con conseguenze psicosociali significative, tra cui minore autostima, difficoltà nella vita sociale e una qualità della vita ridotta, spesso più marcate rispetto agli uomini.
Risultati: Le terapie non autorizzate per questa indicazione includono minoxidil orale a basso dosaggio, antiandrogeni come lo spironolattone e inibitori della 5-alfa-reduttasi (finasteride e dutasteride), oltre al trapianto di capelli. Trattamenti aggiuntivi, come la terapia con luce a bassa intensità e il plasma ricco di piastrine, possono migliorare ulteriormente i risultati e spesso sono più efficaci se usati insieme alle terapie mediche. Restano importanti lacune nella ricerca, tra cui la scarsità di studi controllati randomizzati sull’AGA che includano pazienti di sesso femminile. È urgente sviluppare ulteriori terapie per l’AGA nelle donne approvate dalla FDA, per aumentare l’accesso ai trattamenti e ridurne il peso psicosociale.
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La revisione indica la diminuzione degli estrogeni durante la menopausa come possibile fattore che favorisce una predominanza relativa degli androgeni, sebbene non sia stata confermata una correlazione con i livelli di testosterone.
Obiettivo dello studio: L’alopecia androgenetica femminile (FAGA) è la causa più comune di perdita dei capelli nelle donne. Sebbene la sua prevalenza vari tra le popolazioni, gli studi mostrano prove coerenti di un aumento dell’incidenza con l’età.
Risultati: Tuttavia, la patogenesi della malattia non è ancora chiara, poiché gli studi attuali non sono riusciti a dimostrare una correlazione tra le concentrazioni di testosterone totale e libero e la prevalenza della FAGA. Questo articolo presenta una revisione della letteratura sugli effetti degli ormoni sul ciclo dei capelli e sul loro ruolo nelle donne in postmenopausa. In particolare, si concentra sul ruolo degli androgeni, degli estrogeni, del progesterone, degli ormoni dello stress e degli ormoni rilasciati dal tessuto adiposo nel contesto dell’AGA. Inoltre, esamina i fattori di rischio della FAGA nelle donne in postmenopausa, come la resistenza all’insulina, l’indice di massa corporea elevato e la sindrome metabolica, e chiarisce il loro possibile ruolo nella patogenesi della malattia.
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Nel vombato, bassi livelli di ormoni tiroidei erano associati alla calvizie e il trattamento con tiroxina ha migliorato il mantello.
Obiettivo dello studio: Un vombato dal naso peloso meridionale (Lasiorhinus latifrons) di 18 mesi è stato visitato per un’alopecia progressiva. L’esame istopatologico ha rivelato follicoli piliferi atrofici in fase telogen.
Risultati: L’esame istopatologico ha rivelato follicoli piliferi atrofici in fase telogen. I livelli degli ormoni tiroidei erano inferiori rispetto a quelli di animali di controllo della stessa età. Il trattamento con tiroxina ha migliorato il mantello. Questo caso sottolinea l’importanza di considerare le endocrinopatie congenite come possibile causa di alopecia non infiammatoria nei vombati giovani.
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In un modello murino di alopecia indotta dallo stress, l’acido oleanolico ha ridotto i livelli degli ormoni dell’asse dello stress e ha invertito l’arresto della crescita dei capelli.
Obiettivo dello studio: L’alopecia indotta da stress psicologico è sempre più diffusa tra i giovani; tuttavia, gli interventi nutrizionali efficaci restano limitati. Questo studio ha esaminato gli effetti terapeutici e i meccanismi alla base dell’azione dell’acido oleanolico (OA), un componente naturale, sull’alopecia indotta dallo stress.
Risultati: La somministrazione orale di OA ha attenuato significativamente i comportamenti simili all’ansia e ha invertito l’arresto della crescita dei capelli nei topi CUMS. L’analisi farmacocinetica ha confermato la presenza di OA sia nel cervello sia nei tessuti cutanei. A livello dei meccanismi d’azione, l’OA ha riequilibrato i livelli dei neurotrasmettitori (riducendo i rapporti 5-HIAA/5-HT e Glu/GABA) e ha ridotto i livelli degli ormoni dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), cioè corticosterone e cortisolo. Nel cervello, l’OA ha attenuato la degenerazione neuronale e lo stress ossidativo attraverso la via di segnalazione BDNF/CREB. Nella pelle, ha ridotto l’infiammazione e il danno ossidativo, promosso la rigenerazione dei follicoli piliferi e aumentato lo spessore cutaneo attivando la via Wnt/β-catenina e aumentando l’espressione di GAS6. Inoltre, studi in vitro hanno dimostrato che l’OA ha attenuato i cambiamenti simili alla ferroptosi indotti dal corticosterone (ripristinando i livelli di SLC7A11 e GPX4) nelle cellule HT22.
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