Dieta e alimentazioneDieta mediterranea: allunga davvero la vita?
- Paul Clayton — Dieta a nasze przeznaczenie
- Adherence to a Mediterranean diet and survival in a Greek population. · N Engl J Med 2003
- Traditional Mediterranean diet and longevity in the elderly: a review. · Public Health Nutr 2004
- Diet and overall survival in elderly people. · BMJ 1995
- The Mediterranean diet and health: a comprehensive overview. · J Intern Med 2021
- Diet strategies for promoting healthy aging and longevity: An epidemiological perspective. · J Intern Med 2024
- Mediterranean diet and longevity. · Br J Nutr 2000
- Orthomolecular Medicine News Service — GLP-1 Receptor Agonists and Vitamin C: A Powerful Anti-Aging Combination
- Orthomolecular Medicine News Service — A Clinician's Experience of 15 Years of Intermittent Fasting
- Orthomolecular Medicine News Service — The Miracles of High-Dose Orthomolecular Nutrition: A Tribute to Dr. Bruce Ames
Paul Clayton riferisce che, in un’osservazione durata dieci anni su 21 mila persone, la dieta mediterranea era associata a un rischio di morte cardiaca improvvisa inferiore del 25 per cento.
- Secondo lui, seguire rigorosamente i suoi principi può offrire benefici maggiori.
- Gli studi sulle zone blu indicano una minore incidenza di malattie degenerative non trasmissibili dopo aver adottato questa dieta.
- Paul Clayton sostiene inoltre che ridurre la carne lavorata e aumentare il consumo di alimenti vegetali dovrebbe diminuire il rischio di malattie cardiache di circa il 75 per cento.
Cosa scrivono gli autori
In un’osservazione durata dieci anni su 21 mila persone, la dieta mediterranea era associata a un rischio di morte cardiaca improvvisa inferiore del 25 per cento.
Lo studio sulla dieta mediterranea si basava sulle risposte dei partecipanti stessi, un possibile limite dovuto alla soggettività.
Seguire rigorosamente i principi della dieta mediterranea può offrire benefici maggiori di quelli emersi dai confronti in cui i partecipanti potevano discostarsene.
Gli studi sulle zone blu indicano che, dopo aver adottato la dieta mediterranea, diminuisce la frequenza delle malattie degenerative non trasmissibili.
Ridurre la carne lavorata e aumentare il consumo di alimenti vegetali dovrebbe diminuire il rischio di malattie cardiache di circa il 75 per cento.
Aggiungere cibi tipici del Sud riduce i benefici per la salute della dieta mediterranea.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 6 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 316.
In un ampio studio greco, una maggiore aderenza alla dieta mediterranea era associata a una mortalità complessiva inferiore.
Obiettivo dello studio: L’aderenza a una dieta mediterranea può migliorare la longevità, ma i dati pertinenti sono limitati.
Risultati: Durante un periodo mediano di follow-up di 44 mesi, si sono verificati 275 decessi. Una maggiore aderenza alla dieta mediterranea era associata a una riduzione della mortalità complessiva (rapporto di rischio aggiustato per il decesso associato a un aumento di due punti nel punteggio della dieta mediterranea: 0,75 [intervallo di confidenza al 95 per cento, da 0,64 a 0,87]). Una relazione inversa con una maggiore aderenza a questa dieta è emersa sia per i decessi dovuti a cardiopatia coronarica (rapporto di rischio aggiustato: 0,67 [intervallo di confidenza al 95 per cento, da 0,47 a 0,94]) sia per quelli dovuti al cancro (rapporto di rischio aggiustato: 0,76 [intervallo di confidenza al 95 per cento, da 0,59 a 0,98]). Le associazioni tra i singoli gruppi di alimenti che contribuiscono al punteggio della dieta mediterranea e la mortalità complessiva non erano generalmente significative. Una maggiore aderenza alla dieta mediterranea tradizionale è associata a una riduzione significativa della mortalità complessiva.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Una revisione degli studi condotti su persone anziane ha rilevato che la dieta mediterranea era associata a una mortalità inferiore e a una vita più lunga.
Obiettivo dello studio: Esaminare le prove che associano la dieta mediterranea tradizionale alla longevità.
Risultati: Una maggiore aderenza alla dieta mediterranea era associata a una significativa riduzione della mortalità generale tra le persone anziane studiate. La dieta mediterranea è positivamente associata alla longevità nelle persone anziane. Se si presume che non vi sia un’interazione tra età e dieta rispetto alla mortalità generale, si può dedurre che la dieta mediterranea tradizionale rappresenta un modello alimentare sano.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
In uno studio condotto su persone anziane, l’aumento del punteggio della dieta mediterranea era associato a una minore mortalità complessiva.
Obiettivo dello studio: Valutare l’influenza di uno specifico modello alimentare sulla sopravvivenza complessiva.
Risultati: La dieta è stata valutata con un questionario semiquantitativo ampio e validato sul consumo di alimenti. Un aumento di un’unità nel punteggio della dieta, definito a priori sulla base di otto caratteristiche della dieta tradizionale comune nella regione mediterranea, era associato a una riduzione significativa del 17% della mortalità complessiva (intervallo di confidenza al 95 per cento, dall’1% al 31%). Una dieta che risponde ai criteri di salute attualmente riconosciuti può predire la sopravvivenza delle persone.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione indica che, negli studi prospettici, la dieta mediterranea era associata a una minore mortalità e a una maggiore longevità.
Obiettivo dello studio: La dieta mediterranea (MedDiet), uno dei modelli alimentari più studiati e conosciuti al mondo, è stata associata a un’ampia gamma di benefici per la salute. In questa revisione narrativa abbiamo voluto offrire una panoramica completa delle conoscenze attuali sul rapporto tra MedDiet e importanti esiti di salute, considerando studi osservazionali e di intervento, che hanno valutato sia fattori di rischio sia malattie cliniche.
Risultati: Negli studi prospettici, l’aderenza alla MedDiet ha ridotto la mortalità, soprattutto quella cardiovascolare, aumentando così la longevità. Inoltre, è stata associata a una minore compromissione cognitiva legata all’età e a una minore incidenza di disturbi neurodegenerativi, in particolare della malattia di Alzheimer. Anche il basso impatto ambientale relativamente contenuto della MedDiet (impronta idrica, di azoto e di carbonio) è un ulteriore aspetto positivo di questo modello alimentare mediterraneo. È probabile che la combinazione di una dieta sana con i comportamenti sociali e lo stile di vita delle regioni mediterranee renda la MedDiet un modello di vita sostenibile, che potrebbe essere seguito anche in altre regioni con adattamenti specifici per i singoli Paesi e adeguati alle diverse culture.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione degli studi di coorte indica che la dieta mediterranea era associata a una mortalità inferiore e a una vita lunga e sana.
Obiettivo dello studio: Negli ultimi decenni la speranza di vita globale è aumentata in modo significativo, accompagnandosi a un marcato incremento delle malattie croniche e all’invecchiamento della popolazione. Questa revisione narrativa mira a riassumere i risultati recenti sui fattori alimentari che influenzano le malattie croniche e la longevità, soprattutto sulla base di ampi studi di coorte.
Risultati: In quarto luogo, combinare un’alimentazione sana con altri fattori legati allo stile di vita potrebbe prolungare di 8-10 anni la speranza di vita senza malattie. Pur rispettando i principi fondamentali di un’alimentazione sana, è essenziale adattare le raccomandazioni alimentari alle preferenze e alle culture individuali, nonché alle esigenze nutrizionali delle persone anziane. Le strategie di salute pubblica dovrebbero mirare a creare un ambiente alimentare più sano, in cui le opzioni nutrienti siano facilmente accessibili, soprattutto negli istituti pubblici e nelle strutture di assistenza per anziani. Sebbene siano necessari ulteriori studi sui meccanismi e sperimentazioni umane per comprendere meglio gli effetti molecolari della dieta sull’invecchiamento, è urgente avviare e mantenere studi di coorte a lungo termine su dieta e invecchiamento in popolazioni culturalmente diverse.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione degli studi indica che seguire la dieta mediterranea tradizionale è associato a una maggiore longevità.
Obiettivo dello studio: Le statistiche sulla mortalità del database dell’OMS, relative al periodo dal 1960 al 1990, hanno fornito prove interessanti del fatto che qualcosa stava influenzando positivamente la salute della popolazione mediterranea. In articoli recenti, che hanno valutato le prove raccolte negli ultimi tre decenni, si è concluso che la dieta mediterranea tradizionale soddisfa diversi importanti criteri per un’alimentazione sana.
Risultati: La versione greca della dieta mediterranea è caratterizzata dal consumo di olio d’oliva e da un elevato consumo di verdura e frutta. Gli antiossidanti sono un elemento comune a questi alimenti e la loro azione antiossidante offre una spiegazione plausibile dei benefici apparenti. Le erbe spontanee commestibili, consumate spesso nelle zone rurali della Grecia sotto forma di insalate e torte salate, contengono quantità molto elevate di flavonoidi, considerevolmente superiori a quelle presenti nel vino rosso o nel tè nero. Sebbene non vi siano prove dirette che questi antiossidanti siano fondamentali per i benefici della dieta mediterranea, le prove indirette provenienti dai dati epidemiologici e la crescente conoscenza dei loro meccanismi d’azione suggeriscono che gli antiossidanti possano svolgere un ruolo importante.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Prospettive e materiali di opinione
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