MalattieIpertensione — è colpa del sale o della carenza di potassio?
- Jerzy Zięba — O soli
- Henryk Różański — Siarczan potasu – Kalium sulfuricum jako lek w dawnej medycynie.
- Henryk Różański — Zaburzenia gospodarki magnezowej.
- Prof. Klaus F. Kopp — Das Bikarbonat-Mangel-Syndrom (BDS): Professor Dr. med. Klaus F. Kopp
- Prof. Klaus F. Kopp — The Bicarbonate-Deficiency-Syndrome (BDS): Professor Dr. med. Klaus F. Kopp
- Dietary salt intake and cardiovascular outcomes: an umbrella review of meta-analyses and dose-response evidence. · Ann Med 2025
- Potassium Intake and Blood Pressure: A Dose-Response Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials. · J Am Heart Assoc 2020
- Sodium-to-potassium ratio and blood pressure, hypertension, and related factors. · Adv Nutr 2014
- Nonpharmacologic Interventions for Reducing Blood Pressure in Adults With Prehypertension to Established Hypertension. · J Am Heart Assoc 2020
- Potassium and Hypertension: A State-of-the-Art Review. · Am J Hypertens 2024
- Orthomolecular Medicine News Service — Vitamin C Questions: Answered
Non c’è una risposta condivisa: Jerzy Zięba respinge il sale come causa dell’ipertensione, mentre il Prof. Klaus F. Kopp indica una carenza di bicarbonati.
- Il Prof. Klaus F. Kopp mette anche in guardia contro un eccesso di sale nelle persone con la pressione alta.
- Henryk Różański descrive un calo di pressione di breve durata dopo l’assunzione di solfato di potassio, ma non indica la carenza di potassio come causa dell’ipertensione.
- Henryk Różański collega un basso livello di potassio alla carenza di magnesio e include l’ipertensione tra i sintomi della carenza prolungata di magnesio.
Cosa scrivono gli autori
Il consumo di sale non favorisce l’ipertensione e, se usato correttamente, il sale dovrebbe abbassare la pressione.
Le diete povere di sale sono dannose per l’uomo.
Nei test dell’autore, il solfato di potassio ha provocato un calo della pressione, che ha definito evidente ma di breve durata.
La carenza di magnesio può essere accompagnata da un basso livello di potassio; l’ipertensione è elencata tra i sintomi della carenza prolungata di magnesio.
Il Prof. Klaus F. Kopp attribuisce l’ipertensione alla carenza di bicarbonati e sostiene che reintegrarli possa curarla efficacemente.
Il Prof. Klaus F. Kopp osserva che il sale può essere dannoso in alcune situazioni e che il bicarbonato di sodio, a concentrazioni normali, può essere benefico.
Il Prof. Klaus F. Kopp scrive che le persone con la pressione alta non dovrebbero mangiare troppo sale.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 5 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 7 827.
La revisione ha rilevato che la riduzione del sodio è associata a una pressione più bassa, mentre un elevato consumo di sale è associato a un maggiore rischio di ipertensione.
Obiettivo dello studio: Un consumo eccessivo di sale è un noto fattore di rischio per le malattie cardiovascolari (CVD), ma gli effetti sulla salute sia di un’assunzione elevata sia di una bassa assunzione di sodio sono ancora oggetto di dibattito. Questo studio riassume le prove delle metanalisi sul consumo alimentare di sale e sugli esiti cardiovascolari, comprese le analisi per sottogruppi e dose-risposta.
Risultati: Sono state incluse 21 metanalisi, per un totale di 91 esiti. Una bassa assunzione di sodio è stata associata a rischi ridotti di mortalità per CVD (RR = 0.83, 95% CI: 0.73-0.95), mortalità per ictus (RR = 0.74, 95% CI: 0.57-0.95) e mortalità per tutte le cause (RR = 0.88, 95% CI: 0.82-0.93), oltre che a una pressione arteriosa sistolica (MD = -3.39 mmHg) e diastolica (MD = -1.54 mmHg) più basse, a una migliore elasticità vascolare e a un aumento della frequenza cardiaca. L’escrezione urinaria di sodio e il rapporto Na/K sono diminuiti, mentre il potassio urinario, il calcio e il potassio sierico sono aumentati. Non sono stati osservati effetti avversi sui profili lipidici. Un elevato consumo di sale è stato associato a maggiori rischi di CVD (RR = 1.13, 95% CI: 1.06-1.20), ipertensione (OR = 1.33, 95% CI: 1.24-1.42), ictus (OR = 1.34, 95% CI: 1.19-1.51) e mortalità per ictus (OR = 1.40, 95% CI: 1.21-1.63). Ogni aumento di 1 g/day di sodio ha fatto salire la pressione sistolica di 0.60 mmHg e i rischi di CVD e ictus rispettivamente del 4% e del 6%.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La metanalisi ha rilevato che l’integrazione di potassio abbassa la pressione soprattutto nelle persone con ipertensione e con un maggiore consumo di sodio, anche se la relazione non era lineare.
Obiettivo dello studio: Contesto: studi epidemiologici, compresi gli studi sperimentali, suggeriscono un’associazione tra l’assunzione di potassio e la pressione arteriosa (BP). Tuttavia, la forza e la forma di questa relazione sono incerte.
Risultati: Gli effetti dell’integrazione di potassio sulla riduzione della pressione erano più marcati nei partecipanti con ipertensione e con livelli più elevati di assunzione di sodio. Un aumento della pressione associato a un’elevata escrezione di potassio è stato osservato nei partecipanti con ipertensione trattati con farmaci antipertensivi, ma non in quelli non trattati. Conclusioni: abbiamo individuato una relazione non lineare tra l’assunzione di potassio e la pressione arteriosa sistolica e diastolica, anche se le stime degli effetti di un’elevata assunzione di potassio sulla pressione vanno interpretate con cautela, data la disponibilità limitata di studi. I nostri risultati indicano che un’assunzione adeguata di potassio è auspicabile per raggiungere livelli di pressione più bassi, ma suggeriscono di evitare un’integrazione eccessiva di potassio, soprattutto in determinati sottogruppi.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione ha rilevato che negli adulti con ipertensione il rapporto sodio-potassio era associato alla pressione più fortemente del solo sodio o del solo potassio.
Obiettivo dello studio: La possibile convenienza economica e fattibilità degli interventi alimentari volti a ridurre il rischio di ipertensione sono di notevole interesse e importanza per la salute pubblica. In particolare, l’efficacia della riduzione del sodio o dell’aumento dell’assunzione di potassio nel ridurre il rischio di ipertensione è stata dimostrata da studi clinici e osservazionali.
Risultati: I risultati principali mostrano che, tra gli studi randomizzati controllati esaminati, nelle popolazioni adulte con ipertensione il rapporto sodio-potassio sembra essere associato agli esiti pressori più fortemente del solo sodio o del solo potassio. I dati recenti degli studi osservazionali esaminati sostengono ulteriormente che il rapporto sodio-potassio sia un indicatore migliore del solo sodio o del solo potassio nella valutazione degli esiti pressori e dei nuovi casi di ipertensione. Non è chiaro se questo valga anche per le persone con pressione normale e per i bambini, né per esiti correlati come il sistema renina-angiotensina, la rigidità arteriosa, l’indice di augmentation e la disfunzione endoteliale. Sono necessari studi futuri su queste popolazioni.
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La metanalisi ha rilevato che la dieta DASH abbassa la pressione e che le prove indicano anche i benefici del sale con meno sodio e più potassio.
Obiettivo dello studio: Contesto: gli interventi non farmacologici che modificano lo stile di vita possono abbassare la pressione arteriosa (BP) e sono stati valutati in numerosi studi randomizzati controllati e metanalisi a confronti diretti. Non è ancora chiaro quale intervento sia il più efficace.
Risultati: Per i pazienti con ipertensione, prove di qualità da moderata ad alta indicavano che gli interventi elencati (tranne la modifica completa dello stile di vita) erano associati a una riduzione maggiore della pressione sistolica e diastolica rispetto alle cure abituali; anche la restrizione del sale era efficace nel ridurre entrambe. Tra i partecipanti in sovrappeso o obesi, la dieta ipocalorica e la dieta ipocalorica associata all’esercizio fisico potevano abbassare la pressione più dell’esercizio fisico da solo. Conclusioni: la dieta DASH potrebbe essere l’intervento più efficace per abbassare la pressione negli adulti con preipertensione o ipertensione conclamata. Anche l’esercizio aerobico, l’allenamento isometrico, il sale a basso contenuto di sodio e alto contenuto di potassio, la modifica completa dello stile di vita, la restrizione del sale, il controllo della respirazione, la meditazione e la dieta ipocalorica hanno effetti evidenti sulla riduzione della pressione.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione ha indicato che aumentare l’assunzione di potassio può abbassare la pressione e che il sale arricchito di potassio può anche ridurre il rischio di ictus e di morte cardiovascolare.
Obiettivo dello studio: L’ipertensione è il più importante fattore di rischio modificabile per la morbilità e la mortalità cardiovascolare nel mondo. È stato dimostrato che gli interventi non farmacologici, in particolare le modifiche alimentari, riducono la pressione arteriosa (BP) e gli eventi cardiovascolari avversi legati all’ipertensione.
Risultati: Nel frattempo, l’aumento dell’assunzione alimentare di potassio è rimasto in secondo piano, nonostante effetti simili sulla riduzione della pressione. Nuove ricerche rivelano un possibile meccanismo d’azione, chiarendo il suo effetto sulla natriuresi attraverso l’effetto interruttore del potassio. Inoltre, è stato dimostrato che il sale arricchito di potassio non solo riduce la pressione, ma anche il rischio di ictus e di mortalità cardiovascolare. Alla luce di questi dati, sosteniamo che l’attenzione alle modifiche alimentari dovrebbe spostarsi da un approccio incentrato sul sodio a uno incentrato sia sul sodio sia sul potassio, dando priorità a strategie d’intervento facilmente applicabili nella pratica clinica.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Prospettive e materiali di opinione
I contenuti seguenti presentano opinioni, interpretazioni e ipotesi degli autori. Non sono considerati equivalenti agli studi scientifici e alle revisioni sistematiche.
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