MalattiePsoriasi e acne: la pelle guarisce a tavola?
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Ewa Dąbrowska sostiene che il digiuno può migliorare la condizione della pelle e far regredire le lesioni della psoriasi e della dermatite atopica.
- Ewa Dąbrowska descrive anche la scomparsa dell’acne comune e rosacea dopo una dieta.
Cosa scrivono gli autori
Il digiuno può contribuire al trattamento della psoriasi e della dermatite atopica.
Le lesioni psoriasiche possono regredire dopo un solo ciclo di digiuno, mentre i sintomi della dermatite atopica possono attenuarsi o scomparire.
In caso di dermatite atopica, il digiuno può alleviare i sintomi, ed è importante individuare ed eliminare gli alimenti non tollerati.
Un’alimentazione a base di frutta e verdura può migliorare la condizione della pelle, e la pulizia dell’intestino può essere d’aiuto anche in caso di eczema.
Ewa Dąbrowska racconta della scomparsa dell’acne comune e rosacea e del miglioramento osservato dopo il digiuno nelle persone con psoriasi e dermatite atopica.
Il digiuno può contribuire al trattamento della psoriasi e della dermatite atopica, riducendo l’infiammazione e aiutando a ristabilire l’equilibrio immunitario.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 2 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 1.
Lo studio non ha rilevato un’associazione significativa tra alimentazione vegetariana e psoriasi, acne o dermatite atopica.
Obiettivo dello studio: Le malattie infiammatorie della pelle, tra cui acne, dermatite atopica, psoriasi e artrite psoriasica, sono diventate un importante problema di salute pubblica globale. L’impatto dell’alimentazione sulle malattie infiammatorie della pelle ha attirato molta attenzione. Questo studio ha utilizzato il metodo della randomizzazione mendeliana (MR) per indagare il rapporto tra alcune diete diffuse, come quelle ipocaloriche, vegetariane e senza glutine, e diverse comuni malattie infiammatorie della pelle.
Risultati: I risultati hanno rivelato un rapporto causale positivo tra le diete ipocaloriche e il rischio di artrite psoriasica (odds ratio [OR]: 1.05; intervallo di confidenza [IC] al 95%: 1.01-1.10; p = 0.008), ma nessuna associazione significativa con le altre malattie. Non è stata osservata alcuna associazione significativa tra le diete vegetariane o senza glutine e le malattie studiate. L’affidabilità della conclusione è stata ulteriormente verificata con la regressione MR-Egger e l’analisi MR-PRESSO. Questo studio offre indicazioni preliminari sui legami tra alimentazione e malattie infiammatorie della pelle; serviranno ulteriori ricerche su larga scala e con metodi diversi per verificare questi risultati e orientare le raccomandazioni alimentari.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione suggerisce che un’alimentazione vegetale può favorire il miglioramento delle malattie infiammatorie della pelle, ma non dimostra che le curi.
Obiettivo dello studio: È stato dimostrato che le abitudini alimentari possono peggiorare o alleviare diverse malattie dermatologiche. È noto che un’alimentazione vegetale equilibrata ha proprietà antinfiammatorie, probiotiche e antiossidanti, oltre a favorire la perdita di peso.
Risultati: I nostri risultati mostrano che gli alimenti vegetali possono migliorare le malattie infiammatorie della pelle sostenendo il microbioma intestinale, esercitando effetti antinfiammatori, contribuendo alla funzione di barriera della pelle e migliorando il controllo glicemico. Con le giuste informazioni, è possibile trovare numerose fonti vegetali o integratori contenenti riboflavina, vitamina B12, vitamina A, acidi grassi omega-3 e proteine, riducendo così il rischio di carenze nutrizionali. Di conseguenza, un’alimentazione vegetale può avere un potenziale terapeutico in dermatologia. Nonostante le prove disponibili, mancano studi clinici incentrati specificamente sulle diete vegetali e sulle patologie dermatologiche, perciò sono necessarie ulteriori ricerche.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
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