Erbe e pianteCorteccia di cannella ed erbe antidiabetiche: abbassano la glicemia?
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Henryk Różański attribuisce ai componenti della cannella la riduzione dell’insulino-resistenza e l’aumento della formazione di glicogeno nel fegato.
- Secondo lui, la mirtillina e la neomirtillina delle foglie di mirtillo abbassano la glicemia, mentre l’estratto delle foglie manteneva normali i livelli di zucchero nel sangue nei cani studiati.
- Różański descrive anche l’effetto ipoglicemizzante della berberina, del melone amaro e delle erbe contenenti florizina.
- Riporta inoltre ricette di miscele di erbe antidiabetiche e indicazioni sul loro uso.
Cosa scrivono gli autori
La cannella è citata in relazione ai meccanismi legati all’attivazione del recettore dell’insulina e all’aumento della traslocazione di GLUT-4.
Ai componenti della cannella viene attribuita la riduzione dell’insulino-resistenza e l’aumento della formazione di glicogeno nel fegato.
Alla mirtillina e alla neomirtillina delle foglie di mirtillo viene attribuito un effetto ipoglicemizzante, mentre l’estratto delle foglie manteneva normali i livelli di zucchero nel sangue nei cani studiati.
Secondo Henryk Różański, la berberina ha proprietà ipoglicemizzanti.
Al melone amaro viene attribuita la capacità di regolare e ridurre la glicemia nei pazienti con diabete.
Alle erbe contenenti florizina viene attribuito un effetto ipoglicemizzante.
Sono state elencate miscele di erbe definite antidiabetiche, con istruzioni su come prepararle e assumerle.
Sono state elencate altre miscele di erbe antidiabetiche e indicazioni sul loro uso.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 8 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 111.
Una meta-analisi ha rilevato che la cannella o il suo estratto riducevano la glicemia a digiuno nelle persone con diabete di tipo 2 o prediabete.
Obiettivo dello studio: La cannella, corteccia e rametti essiccati di Cinnamomum spp., è una ricca fonte botanica di polifenoli, utilizzata da secoli nella medicina cinese e nota per i suoi effetti sulla glicemia e sulla segnalazione dell’insulina.
Risultati: Gli otto studi clinici sono stati individuati tramite una ricerca bibliografica (Pub Med e Biosis fino a maggio 2010) di studi randomizzati e controllati con placebo che riportavano dati sulla cannella e/o sull’estratto di cannella e sulla glicemia a digiuno (FBG). Sui dati individuati è stata condotta una meta-analisi completa (Comprehensive Meta-Analysis, Biostat Inc., Englewood, NJ, USA), sia per l’assunzione di cannella sia per quella dell’estratto, usando un modello a effetti casuali che calcolava la differenza media standardizzata ([ovvero: variazione 1 (controllo) − variazione 2 (cannella)] divisa per la deviazione standard aggregata dei punteggi finali). L’assunzione di cannella, intera o sotto forma di estratto, riduce in modo statisticamente significativo la glicemia a digiuno (-0.49±0.2 mmol/L; n=8, P=.025); anche il solo estratto di cannella la riduce (-0.48 mmol/L±0.17; n=5, P=.008). Pertanto, l’estratto di cannella e/o la cannella migliorano la glicemia a digiuno nelle persone con diabete di tipo 2 o prediabete.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Una meta-analisi condotta su donne con PCOS ha rilevato che l’integrazione di cannella migliorava la glicemia a digiuno.
Obiettivo dello studio: La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è un disturbo ormonale femminile associato a un aumento del rischio cardiovascolare. La cannella, una pianta medicinale cinese nota per le sue proprietà antinfiammatorie e insulino-sensibilizzanti, potrebbe essere un potenziale trattamento per le complicanze cardiovascolari legate alla PCOS.
Risultati: La meta-analisi ha rilevato un effetto statisticamente significativo della cannella sulla riduzione del peso. Nel modello a effetti casuali, la differenza media ponderata aggregata (WMD) era di -0.47 kg (IC al 95 %: da -0.80 a -0.15, p < 0.001; I2 = 0.0 %). È stato osservato anche un effetto benefico sull’insulino-resistenza, con una riduzione dei punteggi HOMA-IR dopo l’integrazione di cannella (SMD=0.5015, IC al 95 %: 0.2496–0.7533, p < 0.0001). Inoltre, si è registrato un miglioramento significativo della glicemia a digiuno (FBS; WMD aggregata: -7.72 mg/dL, IC al 95 %: da -12.33 a -3.12, p < 0.001; I2 = 91.3 %). La meta-analisi ha indicato una tendenza alla riduzione del colesterolo totale (WMD: -11.12 mg/dL, IC al 95 %: da -19.06 a -3.18, p = 0.01; I2 = 0.0 %) e dei livelli di LDL (WMD: -11.11 mg/dL, IC al 95 %: da -18.22 a -4.00, p < 0.01; I2 = 0.0 %) dopo il trattamento con cannella. È stata osservata una notevole eterogeneità tra gli studi, a indicare la necessità di ulteriori ricerche con campioni più ampi e metodologie standardizzate.
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Una revisione sistematica ha indicato che la cannella e diversi altri prodotti naturali possono favorire il controllo glicemico nel diabete.
Obiettivo dello studio: L’uso della medicina complementare e alternativa (CAM) per la gestione del diabete mellito (DM) è sempre più diffuso. Lo scopo di questo studio era condurre una revisione sistematica dei diversi tipi di medicina complementare e alternativa utilizzati per il controllo glicemico del diabete mellito.
Risultati: securigera), Nigella sativa, succo di gelso, cicoria, tè alla camomilla e succo di peperone, in combinazione con un approccio integrato di terapia yoga. Pratiche mente-corpo come l’immaginazione guidata tramite audio (AGI), gli esercizi di qigong e tai chi e il rilassamento. Approcci olistici, come la digitopressione. Gli operatori sanitari prendono in considerazione la CAM per la gestione del DM.
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Una revisione sistematica ha rilevato che le erbe studiate spesso riducevano la glicemia a digiuno e dopo i pasti e, in alcuni casi, anche l’HbA1c.
Obiettivo dello studio: Il diabete mellito e il prediabete sono importanti sfide sanitarie a livello globale, associate a complicanze metaboliche e cardiovascolari. Questa revisione è stata condotta per valutare le erbe medicinali come strategie complementari per il controllo glicemico e la riduzione del rischio metabolico.
Risultati: Sono stati riportati anche miglioramenti dei profili lipidici e dei parametri vascolari. Le valutazioni della sicurezza hanno mostrato una buona tollerabilità, senza eventi avversi gravi e con parametri epatici e renali stabili alle dosi studiate. I risultati degli studi inclusi indicano che alcune erbe medicinali selezionate hanno offerto benefici aggiuntivi per il controllo glicemico e i parametri metabolici nel diabete e nel prediabete. Sono necessari ulteriori studi ben progettati per confermarne l’efficacia e la sicurezza a lungo termine e l’applicabilità clinica.
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In uno studio condotto su persone con diabete di tipo 2, l’estratto di cannella di Ceylon ha ridotto la glicemia a digiuno e l’HbA1c rispetto ai valori iniziali.
Obiettivo dello studio: La ricerca di nuovi agenti ipoglicemizzanti di origine vegetale ha messo in evidenza la cannella, che contiene composti biologicamente attivi con effetti insulino-mimetici in vitro. Abbiamo valutato l’efficacia e la sicurezza dell’estratto di Cinnamomum zeylanicum (CZ) in persone con diabete di tipo 2.
Risultati: L’età media dei partecipanti era di 58.6 ± 8.2 anni; il 42.9 % (n = 90) era di sesso maschile. In 186 hanno completato il follow-up di quattro mesi. Nei gruppi trattati con estratto di CZ, sia la glicemia plasmatica a digiuno (FPG) sia l’HbA1c sono diminuite in modo significativo rispetto ai valori iniziali, con una riduzione dell’insulino-resistenza e un miglioramento della funzione delle cellule β (p < 0.05). Dopo quattro mesi, il colesterolo totale e quello LDL erano significativamente più bassi nel gruppo trattato con 500 mg di estratto di CZ (p < 0.05). Le analisi di regressione hanno identificato il trattamento con estratto di CZ come un fattore predittivo significativo delle variazioni sia della FPG sia dell’HbA1c. Questo studio randomizzato e controllato ha sviluppato e testato un trattamento a base di CZ per il diabete di tipo 2, dimostrandone la promettente efficacia e sicurezza. Sono necessari ulteriori studi per esplorarne il potenziale come farmaco per la gestione del diabete.
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In uno studio clinico, l’integrazione di cannella ha migliorato diversi indicatori glicemici nelle persone con diabete di tipo 2.
Obiettivo dello studio: Diversi studi hanno valutato l’effetto ipoglicemizzante della cannella nei pazienti con diabete mellito di tipo II, con risultati contrastanti. Le differenze nell’indice di massa corporea (BMI) iniziale dei pazienti potrebbero spiegare le differenze osservate nei risultati. Questo studio è stato progettato per valutare gli effetti dell’integrazione di cannella su parametri antropometrici, glicemici e lipidici nei pazienti con diabete mellito di tipo II, in base al BMI iniziale.
Risultati: L’integrazione di cannella ha migliorato tutti i parametri antropometrici (BMI, grasso corporeo e grasso viscerale), glicemici (FPG, 2hpp, HbA1C, insulina a digiuno e insulino-resistenza) e lipidici (colesterolo totale, LDL-c e HDL-c), fatta eccezione per i trigliceridi. Tutte le variazioni osservate, tranne quelle del colesterolo totale e dell’LDL-c, erano significativamente più marcate nei pazienti con BMI iniziale più elevato (BMI ≥ 27). In base ai risultati dello studio, la cannella può migliorare i parametri antropometrici, gli indici glicemici e il profilo lipidico dei pazienti con diabete di tipo II. Questi benefici sono significativamente più marcati nei pazienti con BMI iniziale più elevato (BMI ≥ 27). Il protocollo dello studio è stato registrato nel database iraniano degli studi clinici (Iranian Registry of Clinical Trials), con ID di registrazione IRCT2017031133015N1.
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Una revisione degli studi disponibili ha indicato che la cannella migliorava gli indici glicemici e lipidici.
Obiettivo dello studio: Negli ultimi anni sono aumentate le prove scientifiche dei possibili effetti benefici della cannella sul diabete mellito di tipo 2, attribuiti all’attività biologica dei suoi composti bioattivi. Questa revisione offre una panoramica degli effetti della cannella sui parametri clinici del diabete e riassume i meccanismi molecolari con cui agisce sul metabolismo del glucosio e dei lipidi.
Risultati: Sulla base di studi in vitro e in vivo, la cannella sembra regolare il metabolismo del glucosio nei tessuti grazie a un effetto insulino-mimetico e al miglioramento dell’attività enzimatica. Inoltre, sembra ridurre l’assorbimento intestinale di colesterolo e acidi grassi. La ricerca bibliografica ha individuato un numero considerevole di studi condotti su persone con diabete. È importante sottolineare alcuni limiti nella comparazione dei dati pubblicati, tra cui la variabilità delle dosi, degli estratti e delle specie di cannella, delle modalità di somministrazione e delle terapie antidiabetiche.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Una revisione di pochi studi ha indicato che le compresse di cannella possono ridurre alcuni indici glicemici nelle persone con diabete di tipo 1.
Risultati: Alla fine, nella revisione sistematica sono stati inclusi quattro studi randomizzati e controllati (RCT), di qualità metodologica complessivamente moderata e qualità di rendicontazione bassa. I campioni erano molto piccoli. I risultati di questi RCT mostrano che le compresse di cannella e le capsule composte da berberina e silimarina possono ridurre gli indici glicemici rispetto ai valori iniziali, mentre i semi di fieno greco e il decotto di foglie di fico non mostrano effetti statisticamente significativi. Le prove sono scarse e, sulla base delle conoscenze attuali, non è possibile formulare raccomandazioni. Servono ulteriori studi con metodologie più rigorose e una rendicontazione di qualità superiore per poter trarre conclusioni.
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