Erbe e pianteViola odorata — un fiore profumato contro la tosse e per i nervi?
- Henryk Różański — Wycieczka wiosenna i fiołek wonny – Viola odorata L.
- Henryk Różański — Fiołek wonny – Viola odorata L. w praktycznej fitoterapii.
- A Critical Review on Phytochemistry, Pharmacology of Viola odorata L. and Related Multipotential Products in Traditional Persian Medicine. · Phytother Res 2017
- Historical texts as a potential resource for plant-based antiviral agents against SARS-CoV-2: the example of the Receptarium of Burkhard III von Hallwyl from 16th-century Switzerland. · Front Pharmacol 2025
- In vitro and in vivo anti-Helicobacter pylori activity of selected medicinal plants employed for the management of gastrointestinal disorders. · Pak J Pharm Sci 2020
- A two-week, double-blind, placebo-controlled trial of Viola odorata, Echium amoenum and Physalis alkekengi mixture in symptomatic benign prostate hyperplasia (BPH) men. · Pharm Biol 2017
- Efficacy of Violet oil, a traditional Iranian formula, in patients with chronic insomnia: A randomized, double-blind, placebo-controlled study. · J Ethnopharmacol 2018
Henryk Różański descrive la viola odorata soprattutto come rimedio contro la tosse e altri disturbi delle vie respiratorie.
- Menziona anche la rinite e la sinusite, il raffreddore, la febbre e le infezioni delle vie respiratorie.
- La viola si usa anche per i problemi della pelle, mentre l’olio di viola viene impiegato contro gli stati depressivi e lo stress.
- Henryk Różański ne menziona anche l’uso per i disturbi delle vie urinarie, gli avvelenamenti, i reumatismi e gli edemi.
- Dosi più elevate possono provocare vomito e diarrea; la viola viene talvolta usata anche come emetico.
Cosa scrivono gli autori
Gli estratti di viola si usano contro la tosse, il raffreddore, il naso che cola, l’influenza e la febbre.
La viola si usa contro le infiammazioni delle vie respiratorie, la sinusite, le allergie respiratorie, gli stati depressivi e lo stress.
La parte aerea, le foglie e i rizomi sono indicati come rimedi per i disturbi delle vie respiratorie e urinarie, gli avvelenamenti, la febbre e le infiammazioni della pelle.
Gli estratti acquosi di viola si usano esternamente contro l’acne e altre alterazioni della pelle; la viola ha anche un’azione disinfettante.
L’olio di viola è indicato contro la depressione e lo stress e per tenere lontane le zecche.
La viola odorata è descritta come emetico; dosi più elevate possono provocare vomito e diarrea.
Il decotto dei rizomi di viola odorata veniva somministrato come emetico.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 5 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 10.
La revisione descrive gli usi tradizionali della viola odorata, tra cui quelli contro la tosse, il raffreddore, l’insonnia, la stitichezza e i disturbi della pelle, e menziona le sue attività farmacologiche studiate.
Obiettivo dello studio: La viola comune (Viola odorata L., Violaceae) ha mostrato varie applicazioni mediche. Lo studio attuale mirava a raccogliere una revisione della composizione chimica e delle proprietà medicinali di questa pianta nella fitoterapia moderna e dei relativi prodotti multipotenziali della medicina tradizionale persiana (TPM).
Risultati: Alcuni usi medici di V. odorata nella TPM sono stati confermati da studi recenti. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per confermare queste proprietà medicinali. Copyright © 2017 John Wiley & Sons, Ltd.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
In uno studio di laboratorio, l’estratto delle foglie di viola odorata ha mostrato un’attività antivirale contro SARS-CoV-2.
Obiettivo dello studio: Alla ricerca di terapie efficaci, preventive e potenzialmente curative contro SARS-CoV-2, è stato adottato un approccio storico-etnofarmacologico per selezionare piante descritte nel Receptarium di Burkhard III von Hallwyl (RBH), un testo di ricette della Svizzera del XVI secolo. Dieci specie vegetali sono state selezionate dalla banca dati RBH preesistente in base a specifici usi storici presumibilmente legati al trattamento delle infezioni virali.
Risultati: Tra le dieci piante testate, quattro hanno mostrato un’attività antivirale ≥ 50% a 16.7 μg/ml, con una vitalità cellulare accettabile (> 75%): Artemisia vulgaris L. (parti aeree), Geranium robertianum L. (parti aeree), Sambucus nigra L. (foglie) e Viola odorata L. (foglie). Gli estratti grezzi sono stati suddivisi in pre-frazioni acquose e organiche e analizzati ulteriormente. Le pre-frazioni di acetato di etile di G. robertianum, S. nigra e V. odorata hanno mostrato un’attività antivirale significativa, prossima al 100%, a 5.6 μg/ml (P < 0.05). L’attività inibitoria più potente è stata osservata nella pre-frazione di acetato di etile delle foglie di Viola odorata, con un valore dell’87% a 1.9 μg/ml (P < 0.0001). Oltre ai test di bioattività, sono state realizzate impronte fitochimiche allo scopo di fornire una caratterizzazione preliminare degli estratti grezzi attivi. Una panoramica dei dati fitochimici e antivirali pubblicati sulle quattro piante attive rivela un quadro frammentario, soprattutto per quanto riguarda le parti di pianta analizzate.
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In uno studio in vitro e su ratti, la viola odorata ha mostrato un’attività promettente contro Helicobacter pylori, sebbene l’abstract non riporti un risultato distinto per questa pianta.
Obiettivo dello studio: Cinque piante medicinali: Mentha piperita L., Trachyspermum ammi L., Viola odorata Linn., Matricaria chamomilla L. e Foeniculum vulgare Mill.
Risultati: La valutazione in vitro è stata effettuata con il metodo della diffusione su disco e sono state determinate le concentrazioni minime inibenti; per valutare l’attività in vivo sono stati scelti modelli di ratto contro quattro ceppi di Helicobacter pylori isolati dalla mucosa gastrica. Mentha piperita ha mostrato la più ampia zona di inibizione, con un diametro di 9 mm, rispetto a tutti gli altri estratti. Tutte le piante hanno mostrato un’attività promettente contro Helicobacter pylori nei confronti dei quattro isolati e di un ceppo di riferimento alle concentrazioni di 125, 250, 500 e 1000 μg/ml, a confronto con Amoxicillina 1 μg/ml; tuttavia, la MIC più bassa è stata osservata con Mentha piperita. Nei successivi test in vivo, alla dose di 1000 mg/kg questa pianta ha ottenuto un’eradicazione di Helicobacter pylori pari all’80% nella mucosa di ratti infetti, risultando comparabile all’Amoxicillina; il dato è stato confermato dall’esame istologico dello stomaco. Si è concluso che le piante medicinali hanno una forte attività contro Helicobacter pylori e possono essere considerate una potenziale fonte di trattamenti alternativi sicuri ed efficaci per eradicarlo.
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L’assunzione per due settimane di una miscela contenente viola insieme ad altre due piante è stata associata a una riduzione dei sintomi e del volume della prostata negli uomini con BPH.
Obiettivo dello studio: Come approccio alternativo, l’uso di agenti fitoterapici nella gestione dell’iperplasia prostatica benigna (BPH) è in rapida crescita. Diversi autori hanno indicato l’efficacia di Viola odorata L. (Violaceae), Echium amoenum Fisch. & C.A.Mey. (Boraginaceae) e Physalis alkekengi L. (Solanaceae) nel trattamento della BPH. Tuttavia, nessuno ha ancora riferito i benefici della miscela.
Risultati: Nel gruppo trattato, dopo il trattamento sono diminuiti significativamente, rispetto al gruppo trattato con placebo, i punteggi IPSS relativi a svuotamento incompleto della vescica (42.3 ± 2.04%), frequenza urinaria (20.08 ± 1.02%), intermittenza (40.78 ± 2.16%), urgenza (60.91 ± 3.14%), flusso debole (50.58 ± 2.14%), sforzo durante la minzione (55.67 ± 2.53%) e nicturia (40.14 ± 1.89%). Inoltre, nel gruppo trattato sono diminuiti significativamente, rispetto al gruppo di controllo, il volume della prostata (16.92 ± 0.89%) e il volume di urina residua (28.12 ± 1.36%). Nel corso dello studio non sono stati osservati effetti collaterali significativi, anomalie negli esami biochimici né anomalie nell’analisi delle urine. In base ai risultati, la miscela menzionata è sicura ed efficace nel migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da BPH.
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In uno studio su persone con insonnia cronica, i risultati dei questionari sul sonno sono migliorati dopo il trattamento, ma un miglioramento è stato osservato anche nei gruppi di controllo.
Risultati: Prima dell’intervento non sono state riscontrate differenze significative tra i pazienti dei tre gruppi (P > 0.05). Dopo l’intervento, invece, sono emerse differenze significative tra i tre gruppi nei punteggi ISI (P<0.002) e PSQI (p<0.001). Confrontando i dati prima e dopo il trattamento, i punteggi ISI e PSQI sono migliorati significativamente in tutti e tre i gruppi: olio di viola (P<0.001), olio di mandorle (P<0.001) e placebo (P<0.001). I risultati hanno inoltre mostrato che l’olio di viola ha avuto l’effetto maggiore tra i tre gruppi. Inoltre, è risultato più efficace sulla qualità del sonno che sulla sua durata. Considerati gli effetti di un farmaco naturale per via nasale sul miglioramento della qualità del sonno nei pazienti insonni, lo studio ha proposto l’uso dell’olio di viola come rimedio naturale ed erboristico, da somministrare per via non orale e senza effetti collaterali gravi, per il trattamento dell’insonnia.
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