Vitamine e mineraliBoro: l’elemento dimenticato per ossa e articolazioni?
- Henryk Różański — Bor – borum (B) jako biopierwiastek i trucizna
- Calcium Fructoborate for Bone and Cardiovascular Health. · Biol Trace Elem Res 2016
- Essentiality of boron for healthy bones and joints. · Environ Health Perspect 1994
- Porous and biodegradable polycaprolactone-borophosphosilicate hybrid scaffolds for osteoblast infiltration and stem cell differentiation. · J Mech Behav Biomed Mater 2019
- Plant-based macronutrients and micronutrients in combating osteoporosis: research insights and molecular pathways. · RSC Adv 2026
- REJENERA©, a multi-component bioflavonoid-based formula, alleviates osteoarthritis and provides chondroprotection by regulating the NLRP3-TXNIP-iNOS axis and inflammation: a comparative study with olive leaf nutraceuticals and ibuprofen. · Inflammopharmacology 2026
- Orthomolecular Medicine News Service — Evading the Venus-Flytrap Scenario
Henryk Różański afferma che 3 mg di borato di sodio ridurrebbero la perdita di calcio dalle ossa e la loro demineralizzazione, oltre a limitare la perdita di magnesio.
- Il boro accelererebbe anche la scomparsa di gonfiori e infiammazioni dei muscoli, delle articolazioni e delle ossa.
- L’autore avverte che l’assunzione prolungata di dosi elevate di boro può danneggiare il fegato, il sistema nervoso e i reni.
- I preparati a base di boro non devono essere usati dalle donne in gravidanza, perché il boro è teratogeno.
Cosa scrivono gli autori
È difficile stabilire il ruolo del boro nell’organismo umano, e la questione è controversa.
Il boro assunto per via orale influirebbe sulla crescita e sullo sviluppo delle ossa.
La somministrazione di 3 mg di borato di sodio ridurrebbe la perdita di calcio dalle ossa e la loro demineralizzazione, oltre a limitare la perdita di magnesio.
Il boro accelererebbe la scomparsa di gonfiori e infiammazioni dei muscoli, delle articolazioni e delle ossa.
L’assunzione prolungata di dosi elevate di boro può portare al suo accumulo e danneggiare il fegato, il sistema nervoso e i reni.
Henryk Różański avverte che le donne in gravidanza non devono usare preparati a base di boro, perché il boro è teratogeno.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 5 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 10.
Una revisione indica che il fruttoborato di calcio può alleviare i disturbi articolari e migliorare i punteggi di valutazione dell’artrosi.
Obiettivo dello studio: Il fruttoborato di calcio (CF), un estere naturale di zucchero e borato presente nella frutta e nella verdura fresca, è una fonte di boro solubile. Il CF contiene tre forme di borato (diestere, monoestere e acido borico), tutte biologicamente attive sia a livello intracellulare (come acido borico libero) sia a livello extracellulare (come diestere e monoestere del fruttosio-borato).
Risultati: Negli Stati Uniti il CF è disponibile in commercio come complesso «identico a quello naturale» e come composto attivo per gli integratori alimentari. Offre un supporto efficace e sicuro contro il disagio e la ridotta flessibilità associati alle patologie osteoarticolari (artrite e degenerazione articolare) e migliora gli indici WOMAC (Western Ontario and McMaster Universities Osteoarthritis) e McGill. Inoltre, il CF assunto per via orale è efficace nell’alleviare i sintomi delle risposte fisiologiche allo stress, tra cui l’infiammazione delle mucose, i disturbi associati all’artrosi e la perdita di massa ossea; contribuisce anche a sostenere la salute cardiovascolare. Studi clinici hanno dimostrato che il CF può modificare in modo significativo i marcatori molecolari associati ai processi infiammatori, soprattutto i livelli elevati di proteina C-reattiva (CRP) nel siero.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione descrive risultati favorevoli dell’integrazione di boro, tra cui un miglioramento in metà delle persone con artrosi in un piccolo studio controllato.
Obiettivo dello studio: Dal 1963 si sono accumulate prove secondo cui il boro è un trattamento sicuro ed efficace per alcune forme di artrite. Le prime prove indicavano che l’integrazione di boro aveva alleviato il dolore e il disagio artritico dell’autore.
Risultati: A queste sono seguiti i risultati di numerose altre osservazioni epidemiologiche ed esperimenti controllati su animali e persone. I risultati comprendevano: a) prove analitiche di concentrazioni di boro inferiori nelle teste del femore, nelle ossa e nel liquido sinoviale delle persone con artrite rispetto a quelle senza questo disturbo; b) osservazioni secondo cui le ossa dei pazienti che assumevano integratori di boro erano molto più difficili da tagliare rispetto a quelle dei pazienti che non li assumevano; c) prove epidemiologiche secondo cui nelle aree del mondo in cui l’assunzione di boro è generalmente pari o inferiore a 1,0 mg al giorno, l’incidenza stimata dell’artrite varia dal 20 al 70%, mentre nelle aree in cui l’assunzione è generalmente compresa tra 3 e 10 mg, l’incidenza stimata varia dallo 0 al 10%; d) prove sperimentali che i ratti con artrite indotta traggono beneficio dalla somministrazione di boro per via orale o intraperitoneale; e) prove sperimentali ottenute da uno studio in doppio cieco, controllato con placebo, sull’integrazione di boro condotto su 20 persone con artrosi.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
In uno studio di laboratorio, le impalcature contenenti una quantità adeguata di boro hanno favorito l’espressione di marcatori della differenziazione cellulare verso la formazione di tessuto osseo.
Obiettivo dello studio: La composizione e la microstruttura delle impalcature per l’ingegneria dei tessuti ossei svolgono un ruolo importante nella regolazione della migrazione, della proliferazione e della differenziazione cellulare, nonché della produzione di matrice extracellulare. Sebbene il boro sia un oligoelemento essenziale per la formazione, la crescita e la salute delle ossa, i biomateriali contenenti boro sono stati poco studiati.
Risultati: Negli esperimenti in coltura cellulare, un numero significativo di cellule è penetrato nelle impalcature e vi ha aderito. La differenziazione delle cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC) verso la linea osteogenica dipendeva dalla quantità di boro incorporata nelle impalcature ibride. In linea con questo risultato, le impalcature contenenti il 2 mol% di boro (calcolato come percentuale della componente inorganica) hanno avuto un effetto ottimale sull’espressione dei marcatori di linea della fosfatasi alcalina (ALP), dell’osteopontina (OPN) e dell’osteocalcina (OCN). Questi risultati suggeriscono che le impalcature ibride PCL/BPSG con un livello ottimale di boro possono favorire la formazione ossea.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Una revisione indica che il boro proveniente dagli alimenti vegetali può sostenere l’equilibrio minerale e i processi di rimodellamento osseo.
Obiettivo dello studio: L’osteoporosi è una malattia metabolica cronica delle ossa che riduce la densità minerale e danneggia la microarchitettura ossea. Le persone anziane sono più soggette alle fratture e, a causa dell’osteoporosi, hanno ossa meno resistenti.
Risultati: I macronutrienti, soprattutto le proteine di soia, legumi, frutta a guscio, semi e cereali integrali, forniscono aminoacidi essenziali, fondamentali per la sintesi del collagene di tipo I, la differenziazione degli osteoblasti e i segnali che stimolano la formazione ossea, favorendo la rigenerazione e l’integrità strutturale delle ossa. I micronutrienti delle verdure a foglia verde, tra cui magnesio, potassio, vitamina K, vitamina C, zinco e boro, contribuiscono all’equilibrio minerale, migliorano l’assorbimento del calcio, aiutano a gestire lo stress ossidativo e influenzano importanti vie del rimodellamento osseo, come RANKL/OPG, Wnt/β-catenina, la modulazione degli estrogeni e i meccanismi antiossidanti. Questa revisione esamina le ricerche attuali sull’utilità dei macronutrienti e dei micronutrienti provenienti da numerose fonti vegetali per favorire la rigenerazione del tessuto osseo e ridurre la dipendenza dai trattamenti sintetici contro l’osteoporosi. Mette in evidenza il loro ruolo come integratori sostenibili e a basso rischio, da affiancare ai trattamenti tradizionali per l’osteoporosi, integrando le conoscenze molecolari con quelle alimentari.
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In un modello sui ratti, un preparato multicomponente contenente boro ha attenuato in parte, ma in misura significativa, le alterazioni articolari.
Obiettivo dello studio: L’artrosi (OA) comporta principalmente la degradazione della cartilagine articolare e richiede nuovi trattamenti. REJENERA©, una nuova formula nutraceutica contro l’OA, contiene soprattutto bioflavonoidi delle foglie di olivo (ZeyEX©, quercetina e luteolina), S-allilcisteina, palmitoiletanolamide, L-prolina, acido ialuronico e boro.
Risultati: ZeyEX ha aumentato IL-2, NPROC ha aumentato IL-6 e l’ibuprofene ha inibito IL-10. Tutti i trattamenti hanno migliorato i livelli di TIMP-1; tuttavia, ZeyEX ha inibito TXNIP in misura più significativa e REJENERA ha inibito NLRP3. Gli effetti di REJENERA contro l’OA sono accompagnati da un aumento dei fattori anabolici della cartilagine (Ki-67, collagene di tipo II, BMP-7) e dall’inibizione dell’apoptosi. REJENERA offre un promettente approccio terapeutico multimodale per trattare l’OA, bloccando l’asse di segnalazione iNOS-TXNIP-NLRP3 e riducendo lo stress ossidativo.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Prospettive e materiali di opinione
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