MalattieParkinson e demenza: le tossine distruggono il cervello in silenzio?
- Jerzy Jaśkowski — Przechytrzyć cukrzycę. Część 1
- Jerzy Jaśkowski — Autyzm – czyli jak nas podstępnie uszkadzają i okradają
- Paul Clayton — Kontrolowany lot w otchłań
- Paul Clayton — Współdziałanie flory jelitowej z mózgiem
- SARM1 activation induces reversible mitochondrial dysfunction and can be prevented in human neurons by antisense oligonucleotides. · Neurobiol Dis 2025
- New insights in animal models of neurotoxicity-induced neurodegeneration. · Front Neurosci 2023
- Effect of environmental toxicants on neuronal functions. · Environ Sci Pollut Res Int 2020
- Environmental Neurotoxins Are Driving the Neurodegeneration Panpidemic. · Integr Med (Encinitas) 2025
- Cumulative and Interactive Effects of Heavy Metal Mixtures Across Neurodegenerative Diseases: A Comparative Review of Alzheimer, Parkinson, Amyotrophic Lateral Sclerosis and Multiple Sclerosis. · J Xenobiot 2026
- Orthomolecular Medicine News Service — The Transformative Effects of High-Dose Thiamine Therapy: Dr Derrick Lonsdale's Legacy
- Orthomolecular Medicine News Service — Orthomolecular Treatment for Adverse Effects of Human Papilloma Virus (HPV) Vaccine
- Orthomolecular Medicine News Service — Why All the Craziness? Vitamins can be lifesaving in more ways than one
Jerzy Jaśkowski sostiene che il fluoro può attraversare la barriera ematoencefalica e facilitare l’ingresso dell’alluminio nel cervello.
- Definisce il mercurio e l’alluminio neurotossine che danneggiano il cervello.
- Paul Clayton indica lo stress ossidativo e la neuroinfiammazione come fattori importanti nel Parkinson e descrive la scomparsa dei sintomi dopo un protocollo volto a limitarli.
Cosa scrivono gli autori
Jerzy Jaśkowski sostiene che il fluoro può attraversare la barriera ematoencefalica e facilitare l’ingresso nel cervello di altri elementi tossici, come l’alluminio.
Jerzy Jaśkowski definisce il mercurio e l’alluminio neurotossine che danneggiano il sistema nervoso centrale, cioè il cervello.
Paul Clayton collega l’aumento del rischio di demenza nelle persone con schizofrenia, tra le altre cose, all’uso prolungato di farmaci neurolettici, molti dei quali sono neurotossici.
Paul Clayton indica che lo stress ossidativo/nitrosativo è un fattore importante nel Parkinson e descrive un caso in cui i sintomi sono scomparsi dopo un protocollo volto a ridurre questo stress e la neuroinfiammazione.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 5 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 210.
Nei neuroni umani, l’attivazione di SARM1 indotta dalla tossina vacor danneggiava i neuroni, mentre il blocco di questo meccanismo limitava i danni.
Obiettivo dello studio: SARM1 è un regolatore chiave di un programma conservato di degenerazione degli assoni, sempre più collegato alle malattie neurodegenerative umane. L’attivazione patologica di SARM1 provoca un rapido consumo di NAD, altera l’omeostasi cellulare e porta alla degenerazione degli assoni.
Risultati: In questo studio sviluppiamo oligonucleotidi antisenso (ASO) diretti contro SARM1 umano e dimostriamo una notevole neuroprotezione contro i danni morfologici, metabolici e mitocondriali indotti nei neuroni dopaminergici umani derivati da iPSC dalla neurotossina letale vacor, un potente attivatore di SARM1. Inoltre, i nostri risultati mostrano che la frammentazione degli assoni può essere prevenuta e la disfunzione mitocondriale invertita usando il precursore del NAD nicotinamide, una forma di vitamina B3, anche dopo l’attivazione di SARM1, quando i neuroni sono già in cattive condizioni. Questa ricerca individua gli ASO come una promettente strategia terapeutica per bloccare SARM1 e fornisce un’ampia caratterizzazione e ulteriori approfondimenti sui meccanismi, che dimostrano la reversibilità della tossicità di SARM1 nei neuroni umani. Individua inoltre l’attivatore di SARM1 vacor come agente neuroablativo specifico e reversibile nei neuroni umani.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione descrive come alcune tossine causino negli animali danni ai neuroni dopaminergici e caratteristiche della malattia di Parkinson.
Obiettivo dello studio: L’elevata diffusione delle malattie neurodegenerative è una conseguenza involontaria della lunga aspettativa di vita della popolazione e della mancanza di opzioni preventive e terapeutiche efficaci. La ricerca preclinica è sottoposta a forti pressioni e sono necessari modelli vecchi e nuovi delle malattie neurodegenerative per ampliare il numero di nuovi farmaci da sperimentare negli studi clinici.
Risultati: Per modellare la neurodegenerazione e la demenza nell’Alzheimer (AD) basate sulla neuroinfiammazione sono stati usati diversi agenti, tra cui il lipopolisaccaride (LPS), la streptozotocina e la proteina C-reattiva monomerica. L’agente batterico LPS è utile come modello nei roditori per testare terapie antinfiammatorie volte ad arrestare lo sviluppo e la gravità dell’AD. Tuttavia, i modelli basati sulle neurotossine potrebbero essere più utili dei modelli genetici per la scoperta di farmaci contro il Parkinson (PD), ma non nel caso dell’AD, dove non possono competere con i nuovi sviluppi nei modelli di topi transgenici. Nel complesso, dovremmo usare tutti i modelli disponibili, in vivo, in vitro o in silico, tenendo conto della gravità della situazione e dell’urgenza di sviluppare farmaci efficaci.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione indica che metalli pesanti, pesticidi e altre tossine ambientali sono stati associati a disturbi neuronali nella malattia di Parkinson e nell’Alzheimer.
Obiettivo dello studio: Negli ultimi anni, le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer (AD) e il Parkinson (PD) hanno attirato l’attenzione per la loro elevata diffusione nel mondo. I fattori ambientali potrebbero essere tra le principali cause di queste malattie legate a disfunzioni neuronali.
Risultati: Alcuni metalli neurotossici, come piombo, alluminio, mercurio, manganese, cadmio e arsenico, nonché alcuni pesticidi e nanoparticelle a base di metalli, sono stati associati all’AD e al PD per la loro capacità di produrre placche senili/amiloidi e grovigli neurofibrillari (NFT), caratteristiche principali di queste disfunzioni neuronali. Anche l’esposizione ai solventi è una delle cause principali dei disturbi neurodegenerativi. Questa revisione mette in evidenza l’impatto dei metalli pesanti, onnipresenti, e di altre neurotossine sulla salute umana e il modo in cui causano disfunzioni neuronali, che a loro volta comportano conseguenze socioeconomiche a causa del crescente inquinamento mondiale. Riassunto grafico.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
L’editoriale indica le tossine ambientali come una possibile causa dell’aumento dei casi di malattie neurodegenerative, tra cui il Parkinson e la demenza.
Obiettivo dello studio: Il mondo sta affrontando una pandemia di disturbi dello sviluppo neurologico e neurodegenerativi. Autismo, disturbo da deficit di attenzione/iperattività, demenza, malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson: l’elenco è lungo e i casi sono aumentati senza sosta negli ultimi decenni.
Risultati: Il mondo sta affrontando una pandemia di disturbi dello sviluppo neurologico e neurodegenerativi. Autismo, disturbo da deficit di attenzione/iperattività, demenza, malattia di Alzheimer, malattia di Parkinson: l’elenco è lungo e i casi sono aumentati senza sosta negli ultimi decenni. La causa principale sembra essere la saturazione dell’ambiente con neurotossine microbiche, chimiche e metalliche. Questo editoriale esamina la ricerca sulle neurotossine più comuni e cerca di valutarne il contributo alla neurodegenerazione e alla sua diffusione nella popolazione.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione indica che l’esposizione combinata ad alcuni metalli è associata al rischio di demenza nell’Alzheimer, mentre l’esposizione a manganese e vanadio causa danni dopaminergici più gravi nel Parkinson rispetto a ciascuno dei due metalli da solo.
Obiettivo dello studio: I metalli pesanti e i metalloidi sono contaminanti ambientali persistenti che si accumulano nel sistema nervoso centrale e interagiscono con i metalli essenziali presenti nell’organismo; tuttavia, la maggior parte delle ricerche di neurotossicologia continua a studiare i metalli come agenti indipendenti, anziché come miscele di sostanze che si presentano insieme.
Risultati: In seguito a una ricerca su PubMed (gennaio 2016-giugno 2026), sono stati inclusi 93 studi distinti (AD: 49; PD: 38; SLA: 19; SM: 18; 31 condivisi tra le malattie). L’esposizione combinata a piombo, cadmio, arsenico e mercurio è associata all’accumulo di beta-amiloide e al rischio di demenza nell’AD; l’esposizione congiunta a manganese e vanadio produce danni dopaminergici più gravi nel PD rispetto a ciascun metallo da solo, e il manganese attiva il gene LRRK2 associato al PD familiare; una miscela di più metalli nella SLA è stata associata a un rischio di malattia tre volte maggiore, indipendentemente dalla predisposizione genetica; nella SM sono stati condotti pochissimi studi progettati sulle miscele, nonostante i numerosi dati sui singoli metalli, e i risultati sono discordanti tra le diverse coorti. Sono stati individuati tre meccanismi generali: la competizione per gli stessi trasportatori di membrana (in particolare DMT1), il sequestro da parte di proteine che legano i metalli e le interazioni dirette sinergiche o antagoniste, nelle quali gli elementi essenziali possono modificare la gestione dei metalli tossici.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Prospettive e materiali di opinione
I contenuti seguenti presentano opinioni, interpretazioni e ipotesi degli autori. Non sono considerati equivalenti agli studi scientifici e alle revisioni sistematiche.
Pisaczek non giudica chi ha ragione. Mostra che cosa è stato scritto e dove leggerlo. Ogni frase qui sopra ha la sua fonte.