Erbe e pianteFili d’oro (Coptis): la radice amara che uccide i batteri?
- Henryk Różański — Kłącze Coptis (Rhizoma Coptidis, Coptiswurzel, Coptis Root) – Złote nici w praktycznej terapii
- Protective effect of berberine in diabetic nephropathy: A systematic review and meta-analysis revealing the mechanism of action. · Pharmacol Res 2022
- Total alkaloids from Coptis chinensis Franch ameliorate hyperlipidemia and hepatic steatosis via dual pathway modulation of AMPK/SREBP-1c and PPARα/LXRα in mice. · Front Pharmacol 2025
- Rhizoma Coptidis: A Potential Cardiovascular Protective Agent. · Front Pharmacol 2016
- The transcriptomic-based disease network reveals synergistic therapeutic effect of total alkaloids from Coptis chinensis and total ginsenosides from Panax ginseng on type 2 diabetes mellitus. · Chin J Nat Med 2025
- Coptisine mitigates acute lung injury by alleviating ferroptosis through the PI3K/AKT/Nrf2 pathway. · J Ethnopharmacol 2026
- Identification of bioactive components in Wuji Wan and their protective effects against gastric ulcer via regulating PIK3CA-mediated PI3K/AKT pathway. · Pathol Res Pract 2026
Menziona anche problemi al fegato e alle vie biliari, pressione alta, varie infezioni e infiammazioni.
- Per uso esterno, i preparati dovrebbero servire, tra le altre cose, per fare gargarismi e sciacqui della bocca e per detergere la pelle e le mucose.
- Henryk Różański afferma che non vanno usati in gravidanza, durante l’allattamento né in caso di ipersensibilità agli alcaloidi.
Cosa scrivono gli autori
La Coptis dovrebbe aiutare contro l’indigestione e la gastroenterite causate da protozoi o batteri.
I preparati di Coptis sono indicati in caso di diarrea, dissenteria e infiammazioni acute dell’intestino e dello stomaco.
Tra le indicazioni figurano anche l’epatite virale, i calcoli e le coliche biliari, il colesterolo alto e l’ipertensione.
Le indicazioni comprendono anche tubercolosi, malaria, infezioni e infiammazioni dell’orecchio e infiammazione del midollo osseo.
Sono indicate anche aritmie cardiache, ulcera peptica, acne, ascessi, foruncoli e insonnia.
Per uso esterno, i preparati dovrebbero aiutare in caso di infiammazioni della bocca, della gola e della pelle, nonché di infezioni della pelle e delle mucose degli organi genitali.
Gli usi esterni comprendono anche congiuntivite e infiammazione delle palpebre, parassiti oculari, psoriasi, forfora, infiammazione dell’ano e micosi.
Alla Coptis sono attribuite proprietà antispasmodiche, coleretiche, antipiretiche, analgesiche, sedative e ipotensive.
Ai preparati sono attribuite anche proprietà antibatteriche e antiparassitarie; i loro estratti dovrebbero distruggere alcuni protozoi patogeni.
Henryk Różański afferma che il decotto e l’estratto alcolico abbassano il colesterolo, hanno un effetto antinfiammatorio e contrastano la formazione di depositi nelle vie biliari.
L’estratto dei fili d’oro si può assumere per bocca, usare per fare gargarismi e sciacqui della bocca e per detergere le lesioni della pelle e delle mucose.
Le controindicazioni sono la gravidanza, l’allattamento e l’ipersensibilità agli alcaloidi.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 6 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 136.
Una revisione degli studi sugli animali ha rilevato che la berberina migliorava gli indicatori della funzione renale e dell’infiammazione nella nefropatia diabetica.
Obiettivo dello studio: Coptis Chinensis Franch è ampiamente usata nel trattamento del diabete e la berberina ne è il principale componente bioattivo. Le prove ottenute da studi precedenti hanno dimostrato che gli integratori di berberina sono efficaci nel trattamento della nefropatia diabetica (DN) nei modelli animali.
Risultati: La berberina ha inoltre migliorato gli indicatori dell’infiammazione, come IL-6 e TNF-α, e quelli dello stress ossidativo, come l’attività della superossido dismutasi e il contenuto di malondialdeide. Inoltre, la berberina ha ridotto i livelli di fattori di rischio noti, tra cui trigliceridi (TG), colesterolo totale (TC) e colesterolo LDL. Questi effetti benefici della berberina nella DN potrebbero essere legati alle sue proprietà antifibrotiche, antinfiammatorie e antiossidanti. Tuttavia, per valutare con maggiore precisione gli effetti della berberina sulla nefropatia diabetica e la sua sicurezza, sono necessari ulteriori studi preclinici su larga scala, di lunga durata e di alta qualità, che confermino questi risultati prima dell’applicazione clinica.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Nei topi, gli alcaloidi della Coptis riducevano i lipidi nel sangue e la steatosi epatica.
Obiettivo dello studio: L’iperlipidemia e la steatosi epatica a essa associata rappresentano un importante problema per la salute globale e richiedono nuove strategie terapeutiche. Gli alcaloidi totali di Coptis chinensis Franch (TAC) hanno proprietà che modulano i lipidi, ma i loro meccanismi d’azione non sono ancora del tutto chiariti. Il nostro obiettivo è valutare l’efficacia terapeutica e i meccanismi molecolari dei TAC in un modello murino di steatosi epatica non alcolica (NAFLD) associata a iperlipidemia.
Risultati: Il trattamento con TAC ha prodotto miglioramenti significativi e dose-dipendenti in diversi parametri. Rispetto ai controlli HFD, i TAC hanno ridotto il peso corporeo del 21.3% e l’indice epatico del 18.7%, abbassando al contempo la glicemia a digiuno del 32.4%. Le analisi del siero hanno mostrato notevoli riduzioni del colesterolo totale (46.2%), dei trigliceridi (38.5%) e del colesterolo LDL (52.1%), accompagnate da un aumento del colesterolo HDL del 29.8%. La funzione epatica è migliorata nettamente: i livelli di ALT e AST sono diminuiti rispettivamente del 57.3% e del 49.6%. L’esame istopatologico ha rilevato una riduzione del 68.4% dell’accumulo di lipidi nel fegato. A livello molecolare, il trattamento con TAC ha aumentato di 2.7 volte la fosforilazione di AMPK, riducendo al contempo in modo significativo l’espressione di HMGCR del 63.1% e i livelli nucleari di SREBP-1c del 71.5%. Parallelamente, i TAC hanno aumentato l’espressione di PPARα e LXRα rispettivamente di 3.1 e 2.4 volte, favorendo una maggiore espressione degli enzimi lipolitici LPL e HL, rispettivamente di 2.8 e 2.1 volte.
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La revisione indica che il rizoma di Coptis può avere effetti benefici sui fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, tra cui l’aterosclerosi e i disturbi lipidici.
Obiettivo dello studio: Le malattie cardiovascolari (CVD) sono tra le principali cause di morbilità e mortalità sia nei paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo. Rhizoma coptidis (RC), noto in Cina come Huang Lian, è il rizoma essiccato di piante medicinali della famiglia delle Ranunculaceae, come Coptis chinensis Franch, C.
Risultati: È stato rilevato che RC ha effetti benefici significativi sui principali fattori di rischio delle CVD, tra cui effetti antiaterosclerotici, ipolipemizzanti, antiobesità e contro la steatosi epatica. Ha inoltre un effetto protettivo sul miocardio, poiché protegge dalle lesioni da ischemia-riperfusione miocardica. Queste proprietà sono state attribuite ai composti bioattivi presenti in RC, come berberina, coptisina, palmatina, epiberberina, jatrorrizina e magnoflorina, tutti dimostratisi cardioprotettivi rispetto ai diversi fattori che contribuiscono all’insorgenza delle CVD, attraverso vari meccanismi.
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Nei topi, l’associazione di alcaloidi di Coptis e ginsenosidi migliorava la tolleranza al glucosio e riduceva la glicemia a digiuno e l’indice di insulino-resistenza.
Obiettivo dello studio: Coptis chinensis Franch. e Panax ginseng C.
Risultati: Il punteggio dell’indice di recupero della rete (NRI) del gruppo trattato con la combinazione nel rapporto 4∶1 era superiore a quello dei gruppi trattati con i singoli componenti. La ricerca ha individuato nell’attivazione della segnalazione epatica della proteina chinasi attivata da AMP (AMPK)/acetil-CoA carbossilasi (ACC) un fattore fondamentale per l’effetto sinergico nel trattamento del diabete mellito di tipo 2 (T2DM), come verificato mediante western blot nei topi db/db. Questi risultati dimostrano che la combinazione 4∶1 di alcaloidi totali di Coptis chinensis e ginsenosidi totali di Panax ginseng migliora significativamente l’insulino-resistenza e i disturbi del metabolismo del glucosio e dei lipidi nei topi db/db, con un’efficacia superiore a quella dei singoli trattamenti. Il meccanismo sinergico è associato a una maggiore attività della via di segnalazione AMPK/ACC.
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Nei topi, la coptisina alleviava il danno polmonare acuto, riducendo l’edema, l’infiltrazione infiammatoria e i livelli di citochine proinfiammatorie.
Obiettivo dello studio: La ricerca mirava a chiarire gli effetti protettivi della COP contro il danno polmonare acuto (ALI) e i meccanismi molecolari alla base di tali effetti.
Risultati: L’analisi del profilo trascrittomico ha individuato la via PI3K/AKT come mediatore centrale degli effetti della COP contro l’ALI, con la soppressione della ferroptosi come meccanismo chiave. La somministrazione di COP ha attenuato in modo significativo l’edema polmonare indotto da LPS, l’infiltrazione infiammatoria e i livelli di citochine proinfiammatorie nel liquido di lavaggio broncoalveolare. A livello dei meccanismi, la COP ha ripristinato l’equilibrio redox aumentando i livelli di glutatione (GSH), catalasi (CAT) e superossido dismutasi (SOD) e riducendo l’accumulo di Fe2+ e la perossidazione lipidica. Inoltre, la COP ha invertito la riduzione delle proteine associate alla ferroptosi, tra cui il fattore nucleare eritroide 2 correlato al fattore 2 (Nrf2), il trasportatore della famiglia 7, membro 11 (SLC7A11/xCT) e la glutatione perossidasi 4 (GPX4). L’efficacia terapeutica della COP è stata annullata da ML385, un inibitore selettivo di Nrf2, confermando che la sua attività dipende da Nrf2.
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Lo studio ha rilevato che i componenti della formula Wuji Wan, che contiene Coptis chinensis, proteggevano dalle ulcere gastriche negli studi cellulari e nei ratti.
Obiettivo dello studio: La formula classica cinese Wuji Wan (WJW), che combina Coptis chinensis, Evodia rutaecarpa e Paeonia lactiflora, offre benefici terapeutici contro l’ulcera gastrica (GU), come confermato dal suo uso storico nella medicina tradizionale. Questo studio mirava a definire le proprietà protettive della WJW contro la GU, individuando sistematicamente i suoi composti bioattivi efficaci e caratterizzandone i principali meccanismi molecolari.
Risultati: Sono stati identificati sette componenti bioattivi fondamentali della WJW: palmatina, coptisina, rutaecarpina, berberina, paeoniflorina, albiflorina ed evodiamina. L’efficacia di questi componenti contro la GU dipendeva dall’azione su PIK3CA, che a sua volta sopprimeva la via di segnalazione PI3K/AKT, riducendo infine le risposte infiammatorie e inibendo l’apoptosi cellulare. L’importanza di questo studio non consiste solo nel chiarire la base materiale e il meccanismo d’azione della WJW contro la GU, ma anche nel presentare una strategia guidata dai bersagli per individuare principi attivi nelle formule complesse. Questo approccio offre un quadro scientifico per sviluppare medicinali botanici standardizzati.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
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