MalattieElettrosmog: la radiazione invisibile che ci stanca?
- Igor Dogocki — Elektrosmog
- Jerzy Jaśkowski — Popraw wzrok
- Nathan S. Bryan — AUTISM SPECTRUM DISORDERS. WHAT IS CAUSING THIS EPIDEMIC IN KIDS WORLDWIDE? - Dr. Nathan Bryan - Molecular medicine and nitric oxide biochemistry
- Dr Astrid Stuckelberger — Dr Astrid Stuckelberger o korupcji w ONZ i WHO — wywiad Club Grubbery (lipiec 2025)
- Mobile phone electromagnetic radiation and the risk of headache: a systematic review and meta-analysis. · Int Arch Occup Environ Health 2022
- EMF and health. · Annu Rev Public Health 2005
- Current Understanding of the Health Effects of Electromagnetic Fields. · Pediatr Ann 2017
- Occupational exposure to extremely low-frequency fields and cardiovascular consequences: a systematic review. · Public Health Rev 2026
- Magnetic fields and cardiac implantable electronic devices: Clinical mechanisms, device behavior, and occupational risk assessment. · Heart Rhythm 2026
- Orthomolecular Medicine News Service — Quantum Orthomolecular Medicine: The Bio- Orthophotonic Concept of Healing Energy
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Igor Dogocki e Nathan S. Bryan indicano possibili danni alla salute legati alle radiazioni artificiali, ma Igor Dogocki precisa che mancano studi completi che ne confermino la nocività.
- Igor Dogocki cita possibili alterazioni del sistema nervoso e circolatorio, nonché rischi per lo sviluppo del feto.
- Nathan S. Bryan cita possibili effetti sul cervello, sul sonno, sullo sperma e sulla memoria, oltre a un maggiore rischio di cancro; Jerzy Jaśkowski descrive i possibili danni causati da una lunga esposizione alla luce blu artificiale.
- Igor Dogocki e Nathan S. Bryan consigliano di ridurre il contatto con i dispositivi, per esempio facendo telefonate più brevi e spegnendo il Wi-Fi di notte.
Cosa scrivono gli autori
L’elettrosmog indica le alterazioni del campo elettromagnetico associate alle radiazioni artificiali, il cui eccesso può nuocere alla salute.
Le radiazioni elettromagnetiche possono essere associate ad alterazioni del sistema nervoso, cardiovascolare e di altre parti dell’organismo, nonché a un maggior rischio di alcuni tumori e di disturbi dello sviluppo fetale.
Igor Dogocki sottolinea che non esistono studi completi che confermino la nocività delle radiazioni elettromagnetiche.
Non esistono studi che confermino pienamente la nocività dell’elettrosmog.
Igor Dogocki indica come fonti del campo artificiale, tra le altre, gli apparecchi di uso quotidiano, le stazioni di telefonia mobile e le linee ad alta tensione.
L’esposizione prolungata alla luce blu artificiale può affaticare gli occhi, disturbare il sonno e, nei casi più gravi, danneggiare la retina.
Nathan S. Bryan cita studi che associano le radiazioni dei telefoni e del Wi-Fi a possibili effetti sul cervello, sullo sperma e sul sonno, nonché a un maggior rischio di cancro e a problemi di memoria.
Nathan S. Bryan consiglia di spegnere il Wi-Fi di notte, di non portare il telefono addosso e di usare il vivavoce.
La dott.ssa Astrid Stuckelberger collega la tecnologia EMF e le radiazioni a microonde alla possibilità di provocare i sintomi di quasi tutte le malattie inviando un codice digitale.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 5 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 3 584.
Una meta-analisi ha rilevato un’associazione tra l’uso dei telefoni cellulari e una maggiore frequenza di mal di testa, sebbene i risultati degli studi fossero eterogenei.
Obiettivo dello studio: Gli effetti dei campi elettromagnetici dei telefoni cellulari sul mal di testa hanno attirato l’attenzione dei ricercatori negli ultimi decenni. Finora, tuttavia, sono stati riportati risultati contraddittori.
Risultati: Dei 33 studi ritenuti idonei, 30 sono stati inclusi nella meta-analisi. Considerando tutti gli studi, si è ottenuta una dimensione dell’effetto complessiva pari a OR = 1.30 (IC 95% 1.21-1.39), mentre l’eterogeneità tra gli studi era significativa. Sono state condotte analisi per sottogruppi, considerando l’età dei partecipanti e la durata dell’esposizione ai campi elettromagnetici, per individuarne la fonte. Gli odds ratio in base all’età dei partecipanti erano 1.33 (IC 95% 1.14-1.53) per le persone di età > 18 anni e 1.29 (IC 95% 1.20-1.37) per quelle di età ≤ 18 anni. Considerando la durata dell’esposizione ai campi elettromagnetici, l’analisi per sottogruppi ha rilevato una dimensione dell’effetto complessiva pari a OR = 1.41 (IC 95% 1.22-1.61) per una durata > 100 minuti a settimana e a 1.23 (IC 95% 1.12-1.34) per una durata ≤ 100 minuti a settimana. Le dimensioni complessive dell’effetto hanno evidenziato un’associazione tra l’uso del cellulare e il mal di testa, indipendentemente dall’età e dalla durata dell’esposizione.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione ha rilevato un aumento del rischio di leucemia infantile associato ai campi magnetici a frequenza estremamente bassa, ma non ha trovato prove convincenti di un rischio legato ai campi a radiofrequenza.
Obiettivo dello studio: I campi elettrici e magnetici sono onnipresenti nella società moderna e sono state espresse preoccupazioni per i possibili effetti negativi sulla salute di queste esposizioni. Questa revisione esamina le ricerche epidemiologiche sugli effetti sulla salute dell’esposizione a campi statici, a frequenza estremamente bassa (ELF) e a radiofrequenza (RF).
Risultati: Più recentemente, l’attenzione si è spostata sull’esposizione alle RF dovuta alla telefonia mobile. Non vi sono dati convincenti che suggeriscano un rischio per la salute, ma il settore della ricerca è ancora agli inizi per quanto riguarda la quantità e la qualità dei dati disponibili. Questa tecnologia è in continua evoluzione ed è necessario continuare a studiare la questione. Per i campi statici sono disponibili pochissimi dati epidemiologici.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione cita uno studio che ha rilevato un’associazione tra le radiazioni elettromagnetiche e lo sviluppo di tumori maligni nei ratti, ma segnala anche che non è stato stabilito un ruolo causale dei campi ELF nei tumori infantili.
Obiettivo dello studio: Negli ultimi decenni l’uso dei dispositivi elettronici è aumentato in modo esponenziale. Ciò ha comportato una maggiore esposizione ai campi elettromagnetici (EMF).
Risultati: Un recente studio ha rilevato un’associazione tra le radiazioni EMF e lo sviluppo di tumori maligni nei ratti. Alla luce di questo studio, l’American Academy of Pediatrics ha formulato nuove raccomandazioni per ridurre gli effetti negativi dell’esposizione dei bambini ai cellulari. [Pediatr Ann. 2017;46(4):e172-e174.].
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione ha rilevato che alcuni studi associano l’esposizione professionale ai campi ELF a problemi cardiovascolari, ma non confermano un nesso causale.
Obiettivo dello studio: L’esposizione ai campi elettromagnetici a frequenza estremamente bassa (ELF) può avere effetti dannosi sulla salute umana. Questo studio di revisione sistematica mirava a esaminare il rapporto tra l’esposizione professionale ai campi ELF e gli esiti cardiovascolari.
Risultati: Sette dei quattordici studi (50 percento) hanno rilevato un’associazione tra l’esposizione ai campi ELF e gli esiti cardiovascolari. Tuttavia, le prove disponibili non sono sufficienti a stabilire un nesso causale. Tra gli esiti riportati negli studi figuravano infarto miocardico acuto, aritmia, parametri ematologici, cardiopatia coronarica e ipertensione. L’esposizione ai campi ELF può essere associata ad alcuni esiti cardiovascolari. Tuttavia, la conferma di questa relazione resta incerta e richiede ulteriori ricerche.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione descrive come i campi elettromagnetici possano interferire con il funzionamento dei pacemaker e dei defibrillatori, sebbene la maggior parte delle esposizioni possa essere gestita adottando le opportune precauzioni.
Obiettivo dello studio: I campi magnetici ed elettromagnetici sono sempre più presenti negli ambienti domestici, medici e industriali, creando spesso incertezza clinica per i pazienti con dispositivi elettronici cardiaci impiantabili.
Risultati: I campi statici possono attivare la risposta magnetica di un dispositivo quando vengono avvicinati al generatore, mentre i campi variabili nel tempo possono indurre segnali negli elettrocateteri, causando rilevamenti eccessivi, inibizione della stimolazione o terapie inappropriate. Integriamo i principi fisici, il funzionamento dei dispositivi, le indicazioni dei produttori, le norme sul lavoro e i dati sulle esposizioni reali in un quadro clinico pratico. La maggior parte delle esposizioni quotidiane e professionali può essere gestita mantenendo una distanza adeguata, modificando le mansioni e valutando ogni paziente caso per caso. Un approccio basato sui meccanismi può favorire consigli proporzionati, evitando sia inutili limitazioni lavorative sia il mancato riconoscimento di rischi reali.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
Prospettive e materiali di opinione
I contenuti seguenti presentano opinioni, interpretazioni e ipotesi degli autori. Non sono considerati equivalenti agli studi scientifici e alle revisioni sistematiche.
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