Erbe e pianteBasilico e tulsi: spezia per la pizza o erba sacra contro lo stress?
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Il basilico comune dovrebbe favorire la digestione e l’appetito e aumentare la produzione di urina, ma la sua efficacia terapeutica non è stata dimostrata.
- Il tulsi è stato descritto come utile contro i crampi addominali, i disturbi respiratori e l’asma, oltre che contro raffreddore, tosse e raucedine.
- Gli sono state attribuite anche proprietà antibatteriche, antimicotiche, antinfiammatorie e analgesiche, oltre alla capacità di favorire la digestione e sostenere le difese immunitarie.
- Il tulsi dovrebbe anche favorire il metabolismo degli zuccheri e influire sul colesterolo.
- Sono state indicate controindicazioni per il basilico sacro; per il basilico comune è stato precisato che non va usato a scopo terapeutico senza considerare i rischi.
Cosa scrivono gli autori
Il basilico sacro può rilassare la muscolatura dell’apparato digerente e limitare gli spasmi asmatici.
Il basilico sacro è descritto come utile contro le infiammazioni delle vie respiratorie, l’asma, le allergie, l’indigestione, il diabete e alcune malattie della pelle.
Il basilico sacro è raccomandato anche come supporto contro i tumori e le malattie reumatiche, oltre che contro raffreddore, angina, influenza, tosse secca e raucedine.
I componenti del basilico sacro dovrebbero inibire la crescita di batteri e funghi; il suo uso è descritto come un supporto in caso di infezioni e micosi.
Il basilico sacro dovrebbe abbassare i livelli di zucchero e di colesterolo nel sangue.
Assunto per via orale, il basilico sacro dovrebbe ridurre la sensibilità al dolore; applicato sulla pelle, dovrebbe avere un effetto anestetico e riscaldante.
Il basilico sacro dovrebbe avere un effetto antinfiammatorio e abbassare la febbre.
Il basilico sacro dovrebbe rafforzare le difese immunitarie, stimolare la circolazione e favorire la digestione.
Il basilico sacro dovrebbe stimolare il metabolismo e avere un effetto antiparassitario.
Il basilico sacro dovrebbe limitare la crescita di Candida e l’alito cattivo e sostenere le difese immunitarie dell’apparato digerente.
Il tulsi dovrebbe favorire il metabolismo degli zuccheri e regolare la composizione del colesterolo.
Il basilico comune dovrebbe favorire la digestione e l’appetito e avere un effetto diuretico, ma la sua efficacia negli usi suggeriti non è stata dimostrata.
In questa descrizione del basilico comune, l’uso terapeutico non è stato approvato, a causa dell’efficacia non dimostrata e dei rischi.
Il basilico è elencato tra le erbe con effetto astringente e forte azione battericida.
Per il basilico sacro sono indicate alcune controindicazioni: insufficienza epatica acuta, ipotiroidismo e disturbi della spermatogenesi negli uomini.
Studi da PubMed · Europe PMC
Abbiamo scelto 9 studi con i risultati positivi migliori. È una selezione, non una revisione completa di tutta la ricerca.
Numero totale di studi su questo tema in PubMed: 93.
Una revisione ha indicato che le specie di basilico mostrano promettenti attività antimicrobiche, antiossidanti, antinfiammatorie e antidiabetiche.
Obiettivo dello studio: Le specie di Ocimum (famiglia Lamiaceae) sono tra le piante medicinali più utilizzate nei paesi a basso e medio reddito (LMICs), ma le prove farmacologiche disponibili non sono state sintetizzate in modo completo nel quadro dei sistemi sanitari di questi paesi. È stata condotta una revisione sistematica seguendo le linee guida PRISMA 2020 e un protocollo registrato in anticipo (PROSPERO).
Risultati: È stato dimostrato in studi sul campo. Il profilo di sicurezza è risultato nel complesso favorevole (LD50 > 5000 mg/kg). Le specie di Ocimum rappresentano una risorsa botanica farmacologicamente credibile e ben supportata da studi preclinici, con rilevanza pratica per i sistemi sanitari dei paesi a basso e medio reddito, in particolare per gli impieghi antimicrobici, antidiabetici, antinfiammatori e di controllo dei vettori. Per sfruttarne il potenziale terapeutico, le ricerche future dovranno dare priorità a studi clinici randomizzati controllati adeguati al contesto dei paesi a basso e medio reddito, alla descrizione standardizzata dei fitochimici e allo sviluppo di prodotti che tengano conto dei chemotipi.
«Non indicato» non significa che nessuno abbia pagato: il database non sempre lo registra.
La revisione descrive prove sperimentali secondo cui il basilico dolce e quello sacro potrebbero proteggere il cervello dai cambiamenti associati alla malattia di Alzheimer.
Obiettivo dello studio: Le malattie neurodegenerative (NDs) comprendono un gruppo di condizioni croniche caratterizzate dalla perdita di neuroni in ampie aree del cervello, che porta a compromissioni cognitive e comportamentali.
Risultati: Questa revisione sintetizza le prove sperimentali sul potenziale neuroprotettivo delle specie di Ocimum nella malattia di Alzheimer (AD), in particolare Ocimum sanctum e Ocimum basilicum. Queste piante sono ricche di composti bioattivi, tra cui polifenoli, flavonoidi, oli essenziali e triterpenoidi, che agiscono in sinergia eliminando le specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto, aumentando l’attività degli enzimi antiossidanti endogeni (SOD, CAT e GPx) e riducendo la perossidazione lipidica. Inoltre, questi estratti hanno dimostrato di poter ridurre l’accumulo di β-amiloide e i livelli della proteina tau, caratteristiche patologiche fondamentali dell’AD. Anche se servono ulteriori ricerche per valutare pienamente il loro potenziale come agenti terapeutici per le malattie neurodegenerative, approfondire i meccanismi specifici con cui migliorano i processi neurodegenerativi può contribuire a compiere passi importanti verso questo obiettivo.
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Nei ratti, un estratto di basilico sacro ha ridotto alcuni indicatori di danno cardiaco indotto sperimentalmente.
Obiettivo dello studio: L’infarto miocardico (MI) è stato indotto nei ratti somministrando per via sottocutanea (sc) 85, 200 e 300 mg/kg di isoproterenolo (ISO), due volte a distanza di 24 h. Sono state esaminate le variazioni dei parametri antiossidanti, della lattato deidrogenasi (LDH) e i cambiamenti morfologici e istopatologici.
Risultati: Ha inoltre inibito la perossidazione lipidica, come dimostrato dalla riduzione dei livelli delle sostanze reattive all’acido tiobarbiturico (TBARS). In questo studio, Os alla dose di 50 mg/kg ha mostrato il massimo effetto cardioprotettivo. I risultati sono stati ulteriormente confermati dai reperti istopatologici. Da questo studio si conclude quindi che Os potrebbe avere valore terapeutico e preventivo nel trattamento del MI.
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In uno studio sui topi, gli estratti di basilico dolce e sacro hanno mostrato attività antimicrobica e antiossidante e sono stati studiati nel trattamento della candidosi.
Obiettivo dello studio: Questa ricerca ha esaminato le attività antimicrobiche, antimicotiche e anticandida in vivo di due estratti vegetali: Ocimum basilicum (HEOB) e Ocimum sanctum (HEOS). Lo studio ha inoltre analizzato i componenti fitochimici di questi estratti.
Risultati: Gli estratti HEOB e HEOS hanno forti attività antimicrobiche e antiossidanti, dovute in gran parte a flavonoidi come rutina, quercetina, acido rosmarinico ed eugenolo. Gli esperimenti in vivo hanno rivelato che entrambi gli estratti riducevano efficacemente la carica fungina, aumentavano la sopravvivenza e alleviavano l’immunosoppressione nei topi con candidosi sistemica. Gli estratti hanno mostrato anche significative proprietà immunomodulanti, potenziando le risposte immunitarie cellulari. A concentrazioni più elevate, l’attività antimicotica di HEOB e HEOS era simile a quella del ketoconazolo. HEOB e HEOS hanno mostrato forti proprietà antibatteriche, antimicotiche e anticandida, risultando significativamente efficaci nel trattamento della candidosi sistemica. I loro effetti immunomodulanti e la capacità di potenziare l’immunità cellulare rendono questi estratti opzioni promettenti contro la candidosi sistemica, soprattutto nelle persone con difese immunitarie indebolite.
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Un peptide estratto dalle foglie di basilico verde ha mostrato nei ratti un potenziale effetto ipotensivo associato alla vasodilatazione.
Obiettivo dello studio: L’ipertensione è uno dei fattori di rischio di morte a livello globale. Nuovi peptidi antipertensivi sono una possibile alternativa di supporto contro l’ipertensione.
Risultati: I livelli di glucosio e gli indicatori della funzionalità epatica sono aumentati rispetto ai ratti normali. I ratti ipertesi che hanno ricevuto farmaci antipertensivi (HTD) presentavano livelli di lipoproteine a bassa densità e di rapporto tra lipoproteine a bassa e alta densità più elevati rispetto ai ratti ipertesi. Il peptide 1 sembra avere effetti benefici sul profilo lipidico, sulla funzionalità epatica, sugli antiossidanti, sui livelli di nitriti, nitrati e peptidi dell’angiotensina II nei ratti, mentre il peptide 2 non sembra averli. In conclusione, i nostri risultati indicano che i peptidi delle foglie di basilico verde hanno un potenziale antipertensivo legato alla vasodilatazione.
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Gli estratti di tre specie di basilico hanno mostrato nei test attività antiossidante, antidiabetica e antinfiammatoria.
Obiettivo dello studio: Le specie di Ocimum sono piante medicinali ampiamente studiate per le loro diverse attività biologiche.
Risultati: Tra tutti i solventi, l’acetone ha fornito una resa maggiore di composti fenolici, flavonoidi e tannini in tutte le specie di Ocimum. L’Ocimum nero ha mostrato il più alto livello di antiossidanti. Tutti gli estratti di Ocimum hanno evidenziato un livello soddisfacente di attività antidiabetica e antinfiammatoria. I risultati indicano che, utilizzando solventi adeguati, è possibile estrarre composti bioattivi dalle specie di Ocimum e impiegarli come agenti terapeutici con potenziali attività biologiche.
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Un composto isolato dal basilico sacro ha inibito la proteasi di SARS-CoV-2 e la replicazione del virus in laboratorio.
Obiettivo dello studio: La persistenza del nuovo coronavirus della sindrome respiratoria acuta grave 2 (SARS-CoV-2) e la comparsa di nuovi ceppi mutanti continuano a rappresentare una minaccia significativa, con il rischio di future pandemie. C’è urgente bisogno di trattamenti sicuri, efficaci e facilmente disponibili contro il COVID-19, per prepararsi a future pandemie da coronavirus.
Risultati: L’analisi di tenuiflorum ha portato all’identificazione di un gliceroglicolipide contenente zolfo, il sulfochinovosil diacilglicerolo (SQDG: 1), un potente inibitore di Mpro che ha inibito efficacemente l’attività di Mpro (IC50: 0,42 µM). SQDG (1) ha inoltre ridotto nettamente la replicazione di SARS-CoV-2 (EC50, 51,2 µM) in vitro, senza mostrare citotossicità (CC50 > 100 µM). Ulteriori studi sulla cinetica di inibizione e simulazioni di docking hanno dimostrato chiaramente che SQDG inibisce fortemente Mpro di SARS-CoV-2 con modalità competitiva e mista. Questi risultati indicano che SQDG è un composto capofila promettente per la terapia del COVID-19 e sottolineano la necessità di cercare nuovi farmaci da fonti naturali.
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Nei test di laboratorio, l’olio di basilico ha mostrato attività antibatterica, antiossidante e antinfiammatoria.
Obiettivo dello studio: Le malattie infettive e i loro vettori rappresentano da sempre una preoccupazione per la popolazione umana. Gli agenti patogeni microbici sono diventati una grave minaccia per i sistemi sanitari, anche nei paesi sviluppati.
Risultati: L’attività antibatterica era elevata in OB e OG (p < 0,05) e l’attività larvicida era più efficace contro Aedis e Culex, mentre Armigeres era più resistente. Tuttavia, nel modello Allium cepa e negli organismi non bersaglio, i pesci Guppy, non è stato osservato alcun segno di tossicità. Nel complesso, gli oli essenziali di Ocimum estratti con UAE si sono dimostrati efficaci contro diversi microrganismi patogeni per l’uomo, con un’attività particolarmente elevata di OB e OG. Inoltre, gli oli essenziali sono stati in grado di provocare la morte delle larve di diversi vettori di zanzare.
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In studi di laboratorio, l’olio di basilico sacro ha inibito la crescita della muffa Aspergillus flavus e la produzione di aflatossine.
Obiettivo dello studio: Gli oli essenziali di erbe di basilico come il nyazbo o basilico dolce (Ocimum basilicum), il basilico sacro o tulsi (O. tenuiflorum) e il basilico africano o al profumo di chiodi di garofano (O.
Risultati: L’olio essenziale di tenuiflorum, mentre gli oli essenziali di O. basilicum e O. gratissimum hanno mostrato un’inibizione di AFB2 rispettivamente a 0,50 µL mL- 1 e 1,0 µL mL- 1. Questo studio suggerisce che gli oli essenziali delle erbe di basilico potrebbero rappresentare una potenziale alternativa naturale ai fungicidi sintetici per inibire la crescita dei funghi e la produzione di aflatossine.
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